COVID 19

#ioapro1501, la rivolta del ristoratore di Chianocco

Vin e Crin aderisce alla campagna nazionale e servirà cena da stasera per tre giorni

14 Gennaio 2021 - 22:49

#ioapro1501, la rivolta del ristoratore di Chianocco

di CLAUDIO ROVERE

«So perfettamente a cosa andiamo incontro, ma è arrivato il momento di dare un segnale forte; pacifico ma intransigente». Marco Cavallera ha 36 anni e da poco più di un anno, dal novembre 2019, gestisce la trattoria “Vin e Crin” al Vernetto di Chianocco. E soprattutto è stufo. Del fatto di non poter lavorare per la maggior parte degli ultimi mesi, ma soprattutto dell’incertezza che regna sul settore della ristorazione, una delle più penalizzate dal lockdown. Così ha deciso di aderire alla campagna #ioapro1501, lanciata a livello nazionale. Una disobbedienza civile che vedrà un buon numero di ristoratori non rispettare il Dpcm per questo fine settimana, aprendo i loro locali anche per cena, dopo la soglia delle 18 prevista dal Decreto e fino al coprifuoco delle 22. Partendo da stasera, venerdì 15 gennaio, e fino a domenica 17. 

«Ci stanno facendo lavorare sei giorni al mese spesso non continuativi, ci dicono alla sera alle 21,30 se possiamo stare aperti il giorno dopo, aprono e chiudono come nulla fosse, il 22 dicembre non sapevamo se eravamo aperti a Natale - lamenta Marco Cavallera - Sono convinto che la mia categoria meriti più rispetto e queste aperture hanno l’intenzione di far presente che noi esistiamo e che combatteremo per i nostri diritti, non è nostra intenzione mettere a rischio la salute di nessuno, ma solo dare un segnale in maniera pacifica. Nel mio locale sono presenti tre sale da sette tavoli e ne verranno utilizzati soltanto due per sala con una distanza minima di 5 metri per garantire la massima sicurezza di tutti».

Quella che andrà in scena da questa sera a domenica è una protesta, pacifica, e non ha, visto i numeri esegui in sala, la pretesa di risolvere da sola i problemi economici della categoria. «Proprio per questo la cena sarà ad offerta libera quindi potenzialmente gratis - assicura Cavallera - Vogliamo farci ascoltare facendo quello che sappiamo fare (cucinare) senza fare alcuna violenza e senza distruggere tutto o andare a rompere le scatole ad altri lavoratori provocando disagi del traffico, ecc. Dovremo convivere con il virus ancora a lungo per cui vogliamo dimostrare che si può lavorare in massima sicurezza convivendo con il virus».

Ma siete consapevoli che potreste andare incontro a delle sanzioni? «Certo, se arriveranno i carabinieri non ci opporremo alla loro constatazione - assicura ancora Cavallera - loro verranno per svolgere il loro lavoro e glielo lasceremo svolgere con tranquillità, però vorremmo poter avere il diritto di farlo anche noi, e non soltanto per questo fine settimana».

“Vin e Crin” potrebbe essere l’unico locale valsusino ad aderire all’iniziativa di disobbedienza civile di #ioapro1501. Alla catena nazionale doveva unirsi in un primo momento anche un altro locale storico di Villarfocchiardo, “Le Quattro Strade”, ma poi i fratelli Salvatorica e Tristano Spanu, che l’avevano preso in gestione soltanto ad agosto e che in quest’ultimo lockdown hanno lavorato anche di asporto e delivery sia come bar che come pizzeria-ristorante, hanno deciso di soprassedere dopo l’incontro con il sindaco Emilio Chiaberto di ieri pomeriggio. “Non aderiremo all’iniziativa non perché non appoggeremmo una rivolta dei ristoranti, ma perché non vogliamo essere il capro espiatorio di politici che anziché fare il loro lavoro, mandano avanti la popolazione allo sbaraglio - si legge nel comunicato ufficiale del locale - É un periodo molto duro avendo iniziato solo ad agosto, in piena pandemia, ma grazie ai nostri clienti (ognuno come può) stiamo tirando avanti nella speranza che chi decide si metta una mano sulla coscienza (ne dubito ma mi piace la frase). Ancora grazie ai villarfocchiardesi ed al sindaco Emilio Chiaberto per il sostegno”. Salvatorica e Tristano hanno vissuto la loro infanzia e giovinezza a Villar, dove la famiglia Spanu ha vissuto dal 1964 al 1981. Poi hanno preso la strada della ristorazione lontano dal paese, lei in una mesa aziendale citata anche da Cracco per la sua qualità, lui in Costa Azzurra, a St.Tropez. Poi la decisione di fare ritorno al paese natale e riaprire “Le Quattro Strade”. Una decisione coraggiosa, in un momento in cui pochi avrebbero rischiato. E ora, con tutte le loro forze, cercano di restare a galla contro un nemico invisibile ma molto pericoloso. Per la salute ma anche per l’economia. 

Su Luna Nuova di venerdì 15 gennaio 2021

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