CORONAVIRUS

Scuole superiori: da ieri il rientro dimezzato

La Regione potenzia i trasporti: 4500 corse bus per 800mila euro. Frediani (M4O): «Un piano non all’altezza, ora monitoriamo»

18 Gennaio 2021 - 22:13

Scuole superiori: da ieri il rientro dimezzato

di MARCO GIAVELLI

Era da più di due mesi, da inizio novembre, che gli studenti delle superiori non andavano a scuola in presenza. Ieri la campanella è finalmente tornata a suonare in tutto il Piemonte. Non per tutti, ma per molti: i vari Istituti di secondaria di secondo grado hanno ripreso al 50 per cento, come previsto dal Comitato tecnico-scientifico nazionale e dal governo. E se dalla ripresa di settembre fino a inizio novembre il vero nervo scoperto per la propagazione dei contagi era stato il sistema dei trasporti, ora sono numerosi gli aspetti di sicurezza che sono stati presi in considerazione: a partire proprio dai trasporti, potenziati in ogni provincia del Piemonte. Se gli accorgimenti si riveleranno sufficienti e adeguati lo scopriremo nelle prossime settimane, seguendo l’andamento della curva dei contagi. Le iniziative messe in campo per il ritorno a scuola sono condensate nell’opuscolo realizzato dalla prefettura di Torino come coordinamento dei tavoli prefettizi del Piemonte, in collaborazione con la Regione, l’Ufficio scolastico regionale e l’Agenzia della mobilità piemontese: l’opuscolo è scaricabile anche dal sito ufficiale della Regione Piemonte.

«È il risultato di un lavoro di squadra svolto per far tornare a scuola in sicurezza i ragazzi, nell’interesse degli studenti, delle famiglie e della scuola», sottolinea il prefetto di Torino, Claudio Palomba, che in collaborazione con i prefetti di tutto il territorio piemontese ha coordinato i tavoli di confronto e concertazione realizzati a livello locale per trovare la sintesi tra le esigenze della scuola e le possibilità dei servizi di trasporto. «C’è molta attesa per questo rientro in classe - sottolineava alla vigilia l’assessore regionale ai trasporti Marco Gabusi - al quale ogni attore istituzionale ha contribuito per la propria parte. La Regione, insieme all’Agenzia per la mobilità e con la massima disponibilità delle aziende di trasporto, ha fatto uno sforzo inedito in termini di potenziamento del trasporto pubblico, tendendo lo sguardo fisso sull’obiettivo della massima sicurezza per i ragazzi. È stato fatto un lavoro di raccordo tra la scuola e il sistema dei trasporti mai realizzato prima, che tornerà utile anche in futuro in termini di un servizio più aderente alla reale richiesta. Anche in questi ultimi giorni abbiamo ulteriormente affinato, aumentandolo, il numero delle corse aggiuntive». I numeri dicono che da ieri in tutto il Piemonte sono previste 4mila 500 corse in più alla settimana per il servizio autobus urbano ed extra urbano (di cui 1690 per i servizi urbani ed extraurbani a Torino e 875 per la Città metropolitana di Torino, 100 per il Biellese, 256 per il Vercellese, 611 per il Cuneese, 137 per il Vco, 416 per il Novarese, 174 per l’Alessandrino e 243 per l’Astigiano) e 55 corse bus aggiuntive al servizio ferroviario, con un costo settimanale globale stimato in circa 800mila euro.

«Si è fatto di tutto - ricorda l’assessora regionale all’istruzione Elena Chiorino - con l’obiettivo di riportare i ragazzi in presenza perché siamo consapevoli dell’importanza del diritto allo studio e della scuola in presenza: tutte le azioni fatte vanno in questa direzione con, ovviamente, la massima tutela per la salute, tentando di garantire nel miglior modo possibile il diritto allo studio in classe dei ragazzi. Sono inoltre consapevole di quanto hanno dovuto stringere i denti i ragazzi in questi lunghi mesi: molti di loro sono in didattica a distanza da febbraio dell’anno scorso. Li ringrazio per il grandissimo senso di responsabilità e per il sacrificio che hanno portato avanti anche loro nel tentare di risolvere e arginare il contagio». In concomitanza con l’avvio delle lezioni in presenza, la Regione realizzerà un monitoraggio quotidiano per individuare in modo immediato eventuali situazioni di criticità che dovessero presentarsi e di conseguenza intervenire. Prosegue intanto lo screening a tutto il personale scolastico previsto dal progetto “Scuola sicura”, che su base volontaria permette agli insegnanti e al personale non docente di sottoporsi a un tampone di prevenzione ogni 15 giorni, prenotandolo attraverso il proprio medico di famiglia.

«Siamo soddisfatti - dichiara il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Fabrizio Manca - una scelta coraggiosa, nonostante la curva dei contagi anche in Piemonte registri una risalita. Noi eravamo pronti a ripartire, forti del grande lavoro di squadra fatto con la regia dei prefetti e delle iniziative adottate dalla Regione con il piano “Scuola sicura”. Ora abbiamo più mezzi di trasporto, più controlli alle fermate e nei pressi delle scuole, più screening e tracciamenti. Ringrazio per il rafforzamento dei controlli le forze dell’ordine e i volontari della protezione civile e di altre associazioni che hanno garantito la loro collaborazione. Ora gli studenti sono più sicuri, anche perché con la Regione monitoreremo giorno per giorno l’andamento dei contagi, ma tutto funzionerà al meglio se si rispetteranno le regole. Faccio allora un appello alla loro responsabilità individuale: usate sempre le mascherine, evitate gli assembramenti anche in luogo aperto, il pericolo maggiore è fuori da scuola».

La consigliera regionale ex M5S Francesca Frediani, del neo-costituito Movimento 4 Ottobre, ritiene però che «il piano della giunta regionale per il ritorno in presenza delle scuole delle superiori non sembra all’altezza della situazione. Ci chiediamo se sia sufficiente pianificare uno screening su base volontaria attraverso tamponi molecolari e test antigenici rapidi rinofaringei, con successivo test rinofaringeo molecolare di conferma in caso di positività degli stessi, per monitorare la situazione. Per altro l’iniziativa non ha riscosso l’attenzione necessaria da parte degli insegnanti, senza contare che non sono ancora chiare le modalità di adesione, sempre volontaria, per gli studenti. Infatti, ad oggi, non ci risulta che le famiglie abbiano ricevuto indicazioni rispetto all’esecuzione di questi test e molti studenti ed insegnanti delle scuole medie sono già rientrati in aula da una settimana senza essere sottoposti ad alcun monitoraggio. Ad essi, in breve tempo, si sommeranno tutti coloro che torneranno in presenza alle superiori».

Conclude la Frediani: «Dobbiamo essere certi che le modalità di rilevazione dei contagi siano tempestive, che la catena di informazione e comunicazione tra i diversi soggetti coinvolti sia efficace e che sia consentita la continuità didattica per gli studenti posti in isolamento. Anche su quest’ultimo aspetto, per il momento, nessuna certezza. Da settimane chiediamo, e abbiamo recentemente sollecitato, la programmazione di una commissione congiunta tra sanità e istruzione, per poterci confrontare su ogni aspetto ed avere informazioni certe. Abbiamo inoltre proposto di pianificare una modalità precisa di costante aggiornamento della situazione dei contagi nelle scuole del Piemonte per i componenti della commissione sanità, ritenendo che questi dati debbano essere pubblici e costantemente monitorati. È compito delle istituzioni garantire un ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile ai giovani, che nei mesi passati hanno dovuto rinunciare ad ogni forma di socialità e svago, non solo alla scuola. Il ritorno in presenza degli studenti è un obiettivo prioritario per tutto il Paese, ma non possiamo permetterci passi falsi, con la conseguenza di un innalzamento dei contagi, un ritorno in “zona rossa” e nuovi, pesanti sacrifici per i piemontesi».

su Luna Nuova di martedì 19 gennaio 2021

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