PANDEMIA

Vaccino anti-Covid: tocca anche a medici e farmacisti

Siglato l’accordo con la Regione: spesa da 30-40 milioni di euro. Partiranno con l’arrivo di Astra Zeneca: i primi saranno gli over 80

21 Gennaio 2021 - 23:24

Vaccino anti-Covid: tocca anche a medici e farmacisti

Regione e associazioni di categoria dei farmacisti alla firma dell'accordo

di MARCO GIAVELLI

In Piemonte anche medici di medicina generale e farmacisti saranno in campo per somministrare il vaccino anti-Covid: l’importante duplice accordo è stato siglato martedì 19 gennaio tra la Regione Piemonte, le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia (Os Fimmg, Os Snami, Os Smi e Intesa sindacale), Federfarma Piemonte e Assofarm, alla presenza del governatore Alberto Cirio e dell’assessore alla sanità Luigi Icardi. Cominciamo dai medici: «Il Piemonte è pronto alla vaccinazione di massa attraverso le sue oltre 3mila 200 “sentinelle” sul territorio, cioè i propri medici di famiglia - commenta Cirio - Sono grato a tutti perché il Piemonte è tra le prime Regioni a siglare un accordo di questo tipo, che ci permetterà di raggiungere in modo capillare tutti i cittadini e in particolare le fasce più fragili. Siamo pronti a partire non appena arriveranno le dosi del vaccino Astra Zeneca, la cui validazione è attesa a fine gennaio, con la prima consegna alle Regioni intorno al 10 febbraio. Il Piemonte ci crede e sta mettendo il suo massimo impegno, perché prima vaccineremo tutti e prima usciremo da questa grave pandemia».

«Il collaudato tandem farmacisti-medici di famiglia, in appena due mesi, ha permesso di vaccinare quasi un milione di piemontesi contro l’influenza. Abbiamo sempre sostenuto che questa battaglia - sottolinea Icardi - possiamo vincerla solo con loro. Abbiamo siglato questo accordo che copriamo con risorse regionali, ma nella commissione salute della Conferenza delle Regioni, che coordino, a cui ha partecipato anche il ministro Speranza, abbiamo chiesto che questa importantissima attività sia finanziata, perché è forse la più importante che l’emergenza Covid abbia messo in evidenza. Quella con i medici di famiglia e con i farmacisti sono certo che sarà una squadra vincente». Operativamente medici e farmacisti entreranno in azione non appena sarà disponibile il vaccino Astra Zeneca, o altro con analoghe caratteristiche, che consente modalità di conservazione (normali frigoriferi) compatibili con la somministrazione anche a domicilio, oltre che in ambulatorio. I medici di medicina generale potranno effettuare la somministrazione del vaccino direttamente nei propri studi, avvalendosi delle strutture messe a disposizione delle Aziende sanitarie (o dagli enti locali), oppure a domicilio degli assistiti, in caso di persone non deambulanti.

Il target degli assistiti da coinvolgere in una prima fase sarà rappresentato dalle persone in età avanzata, in primo luogo gli ultra 80enni, e dalle persone non deambulanti già seguite presso il proprio domicilio, che si sono già sottoposte a vaccinazione antinfluenzale. Un coinvolgimento che aumenta la protezione anche delle persone con fattori di rischio clinici, vista la prevalenza di comorbidità, mentre il rapporto di fiducia che lega gli anziani al medico di medicina generale consentirà di realizzare una maggiore copertura vaccinale. Nelle fasi successive il target di popolazione da vaccinare seguirà le indicazioni nazionali e regionali. Particolare attenzione sarà rivolta nei confronti dei soggetti “scettici” e “non responder”, che saranno contattati e informati sull’importanza della somministrazione del vaccino, sulla sua sicurezza e sulle controindicazioni temporanee alla somministrazione. I medici potranno vaccinare non solo gli assistiti in carico, ma anche altri assistiti comunque residenti nel territorio dell’Asl di riferimento. Sarà ammessa l’adesione dei medici di continuità assistenziale, su base volontaria, in orario diurno e feriale, a cui verrà corrisposta la medesima remunerazione (6,16 euro ad inoculo più oneri, come da contratto nazionale).

Per la Regione Piemonte si stima un impegno finanziario tra i 30 e i 40 milioni di euro calcolando, secondo i parametri nazionali, una platea tra i 2 e i 3 milioni di persone a carico dei medici di famiglia e tenendo conto anche della seconda inoculazione, prevista per il richiamo. «Oggi è una giornata storica - commenta Roberto Venesia, segretario della Fimmg Piemonte - la medicina generale risponde all’appello. Nessuno si salva da solo, ma tutti insieme potremo farcela per l’interesse e la salute di tutti». «Da un anno ormai, come i colleghi ospedalieri, noi medici di famiglia siamo impegnati nella lotta contro questa pandemia - sottolinea Antonio Barillà, segretario Smi Piemonte - Ora è arrivato il momento dell’ultimo importante sforzo, che è quello di vaccinare al più presto i nostri pazienti». «Oggi è stato firmato un accordo importantissimo - aggiunge Mauro Grosso Ciponte, segretario Snami Piemonte - il primo passo per sconfiggere il male del secolo. I medici sono come sempre in prima fila e si sono resi disponibile a dare una mano al sistema per bloccare il virus Covid-19». «È un buon accordo - concorda Marcello Ardizio di Intesa sindacale - guardiamo con fiducia al futuro».

Analogo discorso riguarderà le farmacie: «È un risultato strategicamente molto importante - osserva l’assessore Icardi - che ribadisce il ruolo di primo piano dei farmacisti nella medicina territoriale, consentendo una copertura vaccinale capillare». L’accordo con i farmacisti riguarda in particolare due aspetti fondamentali del sistema vaccinale: la logistica e la somministrazione diretta del vaccino. Riguardo alla parte logistica, sulla quale la sanità stanzierà circa un milione di euro, i farmacisti potranno occuparsi dello stoccaggio, della distribuzione e della consegna su prenotazione dei vaccini ai medici di medicina generale, secondo le procedure ormai collaudate utilizzate nella campagna antinfluenzale.

In più, la somministrazione del vaccino potrà avvenire direttamente in farmacia, secondo quanto previsto dall’articolo 1 comma 471 della legge di bilancio, con la supervisione di un medico. Sul piano economico, le inoculazioni verranno retribuite dalla sanità pubblica alla pari di quelle effettuate dai medici di medicina generale (circa 6,50 euro a iniezione). «Siamo molto soddisfatti di questo accordo con la Regione Piemonte, che riconosce il ruolo della farmacia, del farmacista e della distribuzione intermedia, consentendo di gestire ed eventualmente somministrare il vaccino anti-Covid in farmacia, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Anche in questa fase della pandemia la farmacia è quindi parte integrante della filiera sanitaria, accanto a medici e alla Regione, sempre nell’interesse e a tutela del cittadino», dichiara Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte. «Come coordinatore regionale delle farmacie comunali - aggiunge Mario Corrado, membro della giunta nazionale Assofarm - sono molto soddisfatto del risultato: farmacie pubbliche e private insieme alla Regione per fornire un servizio fondamentale per la cittadinanza. Questo accordo ribadisce il ruolo della farmacia in un’ottica di tutela della salute».

Intanto ieri i vertici dell’Unità di crisi, alla luce dell’annunciata riduzione da parte di Pfizer di 26mila 910 dosi di vaccino sulle 59mila 670 previste in consegna la prossima settimana, hanno incontrato i direttori generali di tutte le Aziende sanitarie del Piemonte per verificare la necessità di rimodulare la prima fase della campagna vaccinale e risolvere eventuali criticità. Prudenzialmente, il ragionamento è stato condotto nell’ipotesi che il colosso farmaceutico ridimensioni nella stessa misura le sue forniture anche nella prima settimana di febbraio. «Anche in quest’ultima eventualità - commentano dall’Unità di crisi - l’esito delle consultazioni ci ha restituito un quadro nel complesso confortante sul fatto di poter proseguire la vaccinazione come da programma. Grazie ad una compensazione di fiale tra le aziende, tutte saranno in grado di garantire la seconda somministrazione e il proseguimento della prima, laddove non ancora terminata, seppure alcune in modo rallentato. Da parte nostra ci sarà un monitoraggio quotidiano sull’avanzamento del piano vaccinale, per essere pronti a intervenire nell’eventualità di nuove modifiche nelle consegne da parte di Pfizer, che ci auguriamo ritorni al più presto a rispettare i quantitativi previsti». Infine i numeri: ieri sono state vaccinate 6mila 100 persone. Dall’inizio della campagna si è quindi proceduto all’inoculazione di 132mila 754 dosi, di cui 4mila 951 come seconda, corrispondenti al 79 per cento delle 168mila 220 disponibili sin qui per il Piemonte, compresa la quarta fornitura, la cui consegna è stata ultimata ieri.

su Luna Nuova di venerdì 22 gennaio 2021

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Luna Nuova

Caratteri rimanenti: 400

AGGIORNAMENTI

Dalmasso e Curie-Vittorini premiati per i loro progetti green

Dalmasso e Curie-Vittorini premiati per i loro progetti green

SCUOLA

Da lunedì Dad in tutto il Piemonte per 2ª-3ª media e scuole superiori

Da lunedì Dad in tutto il Piemonte per 2ª-3ª media e scuole superiori

CORONAVIRUS

Valgioie, volontario dell'Aib condannato per incendio

Valgioie, volontario dell'Aib condannato per incendio

PATTEGGIA DUE ANNI

Sauze d'Oulx in lutto per la tragica scomparsa di Simone Gai

Sauze d'Oulx in lutto per la tragica scomparsa di Simone Gai

INCIDENTE

Collegno, Testimoni di Geova: il battesimo è online

Collegno, Testimoni di Geova: il battesimo è online

EMERGENZA COVID

Rivoli, il baby pusher abitava con la mamma e il nonno

Rivoli, il baby pusher abitava con la mamma e il nonno

CRIMINALITA'

Prova

Avigliana, sorpresa: Alessandro Borghese e la sua troupe salgono al castello

Prova

Chiusa S.Michele: incendio stasera nel cortile della Levosil

Chiusa S.Michele: incendio stasera nel cortile della Levosil

ROGO

Scialpinisti feriti in valle: tre interventi del Soccorso in poche ore

Il canale Ungherini

Scialpinisti feriti in valle: tre interventi del Soccorso in poche ore

INCIDENTI