COVID 19

Si torna a sciare dal 15 febbraio, scende in pista anche il Frais

E in alta valle le campane delle chiese hanno suonato per chiedere di riaprire

08 Febbraio 2021 - 22:35

Si torna a sciare dal 15 febbraio, scende in pista anche il Frais

di CLAUDIO ROVERE

Si torna a sciare. Lo si farà da lunedì 15 febbraio, giorno di ponte fra la domenica il martedì grasso del Carnevale. Ma la possibilità che gli appassionati possano tornare a sciare a Bardonecchia o in Via Lattea dipenderà dalle scelte alle quali sarà chiamato il nuovo governo di Mario Draghi: revocare, o meno, il divieto di spostamento tra le Regioni. Nicola Bosticco, amministratore delegato della Colomion, rassicura clienti ed operatori sulla determinazione della società ad aprire piste ed impianti di risalita a partire dalla data indicata dalle istituzioni. «È importante che finalmente la voce del mondo dello sci sia stata ascoltata. Stiamo portando avanti da tempo, in diverse sedi, la possibilità di una riapertura in sicurezza degli impianti di risalita. Il protocollo messo a punto dalle Regioni è basato su di un grande lavoro di squadra che vuole tenere insieme la priorità sanitaria, ma anche la difesa del lavoro dell’economia locale. Sarà fondamentale rimanere in zona gialla alla presunta data di apertura del 15 febbraio e di continuare a mantenere tale colore il più a lungo possibile».

Dal fine settimana la Colomion ha iniziato la preparazione di piste e impianti, sono in funzione i mezzi battipista ed è ripresa anche la produzione di neve in tutte quelle parti del comprensorio che lo richiedono. «Faremo del nostro meglio per garantire la miglior fruibilità possibile dell’area sciabile - assicura Bosticco - ma bisogna sottolineare che si tratta di un ulteriore ed ingente impegno in termini di risorse ed è, quindi, importante che il periodo di apertura previsto sia congruo con i costi sostenuti dalla società. Bisogna, inoltre, considerare che qualora dovesse permanere il divieto di spostamento tra le regioni, i flussi turistici risulterebbero estremamente esigui. La nostra priorità è la sicurezza degli utenti, rimaniamo però in attesa di ulteriori chiarimenti sulle modalità di contingentamento e sul numero massimo di skipass che potremo vendere. Intanto, come indicato dai protocolli ci siamo attrezzati con nuove casse automatiche e sistemi di vendita online, in modo da monitorare il numero di presenze in pista ed evitare assembramenti. Sarà fondamentale il coordinamento con le forze dell’ordine».

Tuttavia, chiosa Bosticco, l’eventuale apertura dal 15 febbraio non deve distogliere l’attenzione dal tema dei ristori, «che restano determinanti per la sopravvivenza delle attività del comparto, il quale non registra incassi significativi da marzo 2020. Inoltre, fino ad oggi i dipendenti stagionali non hanno goduto di nessuna forma di tutela da parte delle istituzioni. Il governo dovrebbe assicurare, in caso di nuove limitazioni o chiusure, la possibilità di dare accesso alla cassa integrazione anche a tale categoria di lavoratori».

«La riapertura degli impianti di risalita coincide con un potenziale ritorno alla normalità per i territori, come il comparto della Via Lattea, che hanno duramente patito la crisi causata da una durissima emergenza sanitaria - aggiunge il sindaco di Sauze di Cesana Maurizio Beria, presidente dell’Unione montana Comuni olimpici Via Lattea - Certo, le norme previste e licenziate dal Cts sono, giustamente e comprensibilmente, rigorose e doverose. Ma la ripartenza è, comunque sia, positiva e incoraggiante. Al riguardo, tutte le amministrazioni dei Comuni del comparto della Via Lattea sono attrezzate per questo delicato e decisivo appuntamento. Sono in corso, infatti, tutte le operazioni di produzione della neve programmata nelle stazioni del comprensorio sciistico al fine di poter mettere a disposizione degli sciatori un numero di impianti, piste e punti di ristoro sufficienti a garantire il distanziamento previsto dalle procedure concordate per evitare ogni sorta di assembramento».

Auspicando che vengano liberalizzati tutti gli spostamenti, «almeno quelli tra le regioni confinanti, per consentire ai numerosi affezionati degli sport invernali di poter raggiungere le nostre località - aggiunge Beria - Del resto, con la riapertura, tanto attesa, degli impianti, anche se la stagione invernale è ormai largamente compromessa, non possiamo permetterci il lusso di porre ulteriori difficoltà per tutti coloro che arriveranno nei nostri comuni. E proprio il ruolo dei Comuni della Via Lattea, sotto questo versante, è sempre stato coerente e preparato per questo appuntamento. Che adesso, finalmente, à arrivato».

Anche il Frais si sta preparando alla riapertura del 15 febbraio. Le piste della stazione chiomontina in realtà sono già aperte da Natale per gli sci club. Non c’è ancora chiarezza sui numeri di utenti che potranno usufruire di piste e impianti di risalita, ma quello che è certo è che gli skipass saranno acquistabili solo online partendo dal sito www.skifrais.com oppure direttamente dal link https://skifrais.skiperformance.com/it/negozio#/it/acquista. Sul portale saranno anche acquistabili altri servizi quali il noleggio, lezioni di sci e snowboard presso la scuola “Frais Olimpica”, il food & beverage. Il tutto in ottica di evitare il più possibile assembramenti. Il Frais, nel suo piccolo, è di fatto una stazione Covid Free che garantisce il distanziamento per via del fatto che saranno aperte solo le sciovie e i tappeti, che comunque garantiranno la sciabilità su tutta l’area del comprensorio, oltre che allo snowpark e all’area bob. «Abbiamo inoltre attivato un servizio di tracciamento certificato per i nostri clienti, testato con gli sci club in questo periodo, semplice, gratuito e sicuro, per il tracciamento degli accessi in esercizi pubblici - spiegano i gestori - Il sistema garantisce il rispetto delle norme antiCovid in vigore, la tutela della privacy dei clienti e la gestione immediata dei dati in formato elettronico».

su Luna Nuova di martedì 9 febbraio 2021

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