COVID 19

Silenzio, musica in lutto per Marcello Marzo

A Venaus l'omaggio delle bande valsusine al vicepresidente dell'Anbima

08 Febbraio 2021 - 22:35

Silenzio, musica in lutto per Marcello Marzo

di CLAUDIO ROVERE

Il silenzio, per chi è vissuto di musica, dovrebbe essere una cosa inaccettabile, terribile da sopportare. Invece quello incredulo che sabato pomeriggio ha accolto la sua salma, tra due ali, distanziate, di musici di tutte le bande valsusine, è forse l’omaggio più bello che il mondo delle sette note ha voluto donare a Marcello Marzo, scomparso a soli 69 anni dopo una breve malattia. Aveva contratto il Covid Marcello Marzo e anche se ne era formalmente guarito, come testimoniato dalla negatività dell’ultimo tampone effettuato pochi giorni prima della sua morte, il virus che da ormai un anno sta mettendo in ginocchio il mondo aveva indebolito troppo il suo fisico, che alla fine ha ceduto.

Marcello Marzo suonava il basso tuba. Ne aveva il fisico del ruolo. Ve lo immaginate con uno strumento più “delicato”, meno ingombrante? Francamente no. «Nemmeno lui», precisa la figlia Arianna, «Teneva tantissimo al suo strumento, al suo ruolo nella banda». Il basso tuba, insieme alle percussioni, che non a caso da tradizione convivono nell’ultima fila dell’emiciclo di qualsiasi ensemble musicale, scandisce il ritmo della musica, ne detta i tempi, la trama su cui poi altri disegneranno il motivo. E in tutti i campi senza basi solide non si va da nessuna parte. Marcello Marzo era un po’ come il suo strumento: non amante della prima fila, ma una base solida su cui poggiava la vita associativa del paese. La banda, in primis, anzi le bande, perchè da tempo univa al suo impegno con la filarmonica del proprio paese anche quello con Bruzolo, diretta dallo stesso maestro Carlo Campobenedetto. Ma anche l’Aib, i pescatori Val Cenischia, gestori tra le altre cose del lago Arpone, e, finchè sopravvenuti problemi di salute glielo hanno permesso, anche donatore Avis.

In banda, a Venaus, c’è stato da sempre, dall’età di 13 anni, quando quel basso tuba pareva più grande di lui, e l’ha guidata come presidente dal 1998 al 2013 e poi nel direttivo come consigliere, a Bruzolo dal 1983, chiamato da un suo collega di lavoro, Luigi Sbodio, «purtroppo mancato troppo presto anche lui», osserva Arianna Marzo. «Mi ha telefonato anche il vecchio maestro di allora, Giuseppe Ravetto, mi ha fatto un immenso piacere», ricorda Arianna.

Ma la passione per la musica non si fermava certo entro i confini valsusini. Marcello Marzo si era messo in gioco anche all’interno dell’Anbima, l’associazione che raduna e rappresenta la bande, diventandone il vice presidente provinciale. Il suo presidente, Pierfranco Signetto, non ha potuto essere presente alle esequie perchè bloccato a Settimo dall’isolamento fiduciario per essere venuto in contatto con un soggetto positivo, ed è molto provato dalla notizia. «Marcello era in Anbima da oltre dieci anni, era al suo terzo mandato come vice presidente; la sua morte prematura ci lascia tutti costernati perchè era il nostro collante, che interpretava il suo ruolo con lo spirito che da sempre contraddistingue l’Anbima, quello dell’amicizia, con lui si poteva affrontare ogni discussione, perchè cercava sempre di trovare il lato positivo in ogni cosa, per risolvere i problemi». Alle esequie erano presenti il presidente regionale Ezio Audano, il segretario regionale Giorgio Mantica e alcuni consiglieri provinciali. «Con lui abbiamo condiviso tanti anni di passione per la musica bandistica lavorando al servizio dei complessi della nostra regione - ricorda Audano - Speravamo che la sua caparbietà e la sua ferrea volontà sarebbero state capaci di vincere anche quest’ultima battaglia... ma così non è stato. Come tutte le persone di valore, lascia nell’associazione un vuoto non facilmente colmabile».

«Questo periodo ha messo tutti quanti di fronte a momenti difficili da superare, ma questo è sicuramente uno dei più tristi - ammettono il maestro della banda musicale venausina Carlo Campobenedetto, presidente della consulta artistica dell’Anbima, e la presidente della Filarmonica Federica Marzo, sintetizzando il pensiero di tutti i musici - Non ci sono parole per descrivere la tristezza che tutti noi proviamo in questo momento, con la musica sarebbe stato più facile esprimersi, e anche se oggi questo non lo possiamo fare, caro Marcello, ti possiamo promettere che non ci sarà mai un brano, o una singola nota, che suoneremo senza ricordarti con tanto affetto. Per una vita intera ti sei dedicato alla banda musicale: oltre 40 anni nel direttivo, di cui 15 da presidente, e 56 anni di banda. Un tempo che la maggior parte di noi fatica a definire e ad immaginare, solo tu sai quante riunioni, quante prove, quanti concerti. E quanti i maestri e i musicisti con cui hai suonato, a Venaus, a Bruzolo e ovunque ci fosse bisogno delle tue note con il basso tuba. La tua amata famiglia ti ha sostenuto nel tuo impegno per la banda ed essa stessa ha condiviso con te questa passione: Graziella, la prima a darsi da fare per la banda in cucina e non solo; e Arianna, Ivan, Samuele e Riccardo a comporre un gran quintetto di ottoni insieme a te. Ti ringraziamo per tutto quello che hai lasciato ad ognuno di noi, che si tratti di una grande amicizia che mai si potrà dimenticare, oppure qualche battuta, qualche consiglio, o semplicemente per tutti i momenti trascorsi facendo ciò che ci ha sempre uniti: suonare insieme. Ti ringraziamo per essere stato un esempio di cosa significa fare parte della banda, un esempio che tutti noi dovremmo seguire. Insomma, ti ringraziamo per tutto ciò che hai fatto e anche per tutto ciò che farai per la tua banda, perché siamo sicuri che continuerai a seguirci e ad ascoltarci da lassù».

La stessa Federica Marzo, il presidente della banda di Bruzolo Luca Bronzino, il maestro di tutte e due, Carlo Campobenedetto, e Paolo Belloli, maestro della banda provinciale Anbima, sono stati scelti per aprire il mesto corteo funebre prima dell’arrivo in chiesa, tra due ali di musici. La banda, purtroppo, a causa dei divieti imposti dall’emergenza Covid, non ha potuto suonare, ma la cantoria parrocchiale ha salutato Marcello con “Signore delle cime”. Marcello Marzo, dopo aver iniziato fin da piccolo a lavorare facendo il garzone in alpeggio da Tony ed aver trovato il primo impiego vero all’Assa di Susa, ha trascorso buona parte della sua vita all’Italgas. Prima a Torino, poi come tecnico nella sede di Avigliana, risolvendo problemi in un territorio molto vasto, che andava dalla val Sangone a Valdellatorre.

Ma la colonna sonora della sua vita è stata comunque la musica. Non solo quelle note profonde che fuoriuscivano dal suo basso tuba, ma anche quelle messe in fila dalla stessa figlia Arianna, per anni trombone coulisse nella Filarmonica Venausina, «Poi ho scelto il lavoro e l’impegno di mamma», ammette, dal genero Ivan Chiabaudo, che suona il flicorno baritono, e dai due nipoti Riccardo, 11 anni, che suona il corno ed è entrato in banda lo scorso novembre a S.Cecilia, e Samuele, 13 anni, che oltre che nella banda del paese suona in quelle giovanili provinciale e regionale dell’Anbima, e che proprio nelle scorse settimane ha passato la selezione ed è stato ammesso al primo anno del liceo musicale Cavour, che inizierà a frequentare a settembre. «La notizia ci è arrivata praticamente in contemporanea con il compleanno di papà - rivela Arianna - penso che non avremmo potuto fargli un regalo più bello».

Ma il Covid era dietro l’angolo. Il ricovero, il veloce peggioramento, quel beffardo ultimo tampone negativo che però da solo non è bastato a riparare tutti i danni arrecati dal virus. «Il fatto che fosse negativo però mi ha permesso di andare a salutare per l’ultima volta mio padre - spiega Arianna - e questo rispetto a tanti che non hanno potuto farlo è stata una vera e propria benedizione; era già in coma, ma sono sicura che mi abbia sentito ed abbia potuto spegnersi più serenamente». Per questo la figlia tiene a ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per Marcello e lo hanno voluto ricordare, «In particolare il dottor Giuseppe Graffi, personale medico e paramedico dell’ospedale di Susa, i Comuni di Venaus e Novalesa, le Filarmoniche di Venaus e Bruzolo, l’Anbima, tutte le bande presenti con una propria rappresentanza, gli Aib, i pescatori Val Cenischia e l’Avis Venaus-Val Cenischia, don Hervè, don Crepaldi e la cantoria parrocchiale».

Su Luna Nuova di martedì 9 febbraio 2021

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