CORONAVIRUS

Contagi in rialzo anche in valli e cintura: il Piemonte verso la zona arancione

Probabile da lunedì: +15,7% di positivi in una settimana. Ma il salto è tutto in cintura e val Sangone: la bassa valle di Susa regge

25 Febbraio 2021 - 22:33

Contagi in rialzo anche in valli e cintura: il Piemonte verso la zona arancione

di MARCO GIAVELLI

Dopo un febbraio tutto in giallo, è ormai pressoché certo che da lunedì 1° marzo il Piemonte tornerà in arancione. È l’effetto dell’aumento dei contagi dovuto alle varianti del virus, che hanno iniziato, seppur lentamente, a diffondersi anche nella nostra regione: il rialzo della curva su valli e cintura era già in atto da due settimane ma con percentuali contenute, e comunque molto localizzato nella cintura sud. Questa settimana, invece, la crescita è decisamente più palpabile anche nella nostra zona: secondo i dati diffusi dalla mappa Covid della Regione Piemonte, aggiornati alle 18,30 di ieri, in valli e cintura i casi attualmente positivi sono 1629 con un aumento di 221, pari al +15,70 per cento. Difficile dire se si tratti della tanto temuta terza ondata, ma la tendenza, per altro comune a tutto il Paese, non può lasciar tranquilli.

L’incremento dei positivi è però molto più marcato in tutta la cintura, soprattutto a sud ma stavolta anche ad ovest, e in val Sangone, mentre la valle di Susa appare al momento risparmiata: addirittura la bassa valle registra un’infezione in corso in meno rispetto a sette giorni fa, con il lieve aumento tutto dovuto all’alta valle (in particolare a Gravere) ma in ogni caso su livelli contenuti. Il trend settimanale peggiore, come da un mese a questa parte, è appunto quello della cintura sud, che registra 598 casi positivi (+111), con un aumento del 22,79 per cento: Piossasco 176 (+39), Rivalta 119 (+27), Orbassano 113 (+12), Volvera 70 (+9), Beinasco 63 (+17), Bruino 57 (+7). Non va molto meglio in cintura ovest, che nelle ultime due settimane aveva fatto registrare crescite trascurabili: gli attualmente infetti sono 676 (+89), con un incremento del 15,16 per cento; Collegno 196 (+8), Rivoli 162 (+31), Grugliasco 133 (+16), Alpignano 62 (+14), Pianezza 58 (+8), Buttigliera 31 (+5), Rosta 27 (+2), Villarbasse 7 (+5).

Pur su numeri assoluti molto più bassi, non se la passa tanto meglio la val Sangone con 116 casi (+15) e un aumento del 14,85 per cento: Giaveno 62 (+8), Trana 17 (+1), Reano 11 (stabile), Coazze 11 (+2), Sangano 8 (stabile), Valgioie 7 (+4). L’unica a reggere, in questo contesto, è come detto la valle di Susa con 239 positivi (+6), per un aumento limitato al 2,58 per cento. In bassa valle sono 216: Avigliana 62 (stabile), Bussoleno 26 (-6), Susa 25 (+10), Villardora 15 (-3), Almese 14 (+1), Condove 10 (-1), Villarfocchiardo 10 (+2), Caselette 9 (-2), Sant’Ambrogio 7 (+3), Sant’Antonino 6 (stabile), Rubiana 6 (+1), Novalesa 4 (-2), Borgone 4 (-2), Vaie 4 (stabile), Chianocco 4 (+1), Mattie 4 (+3), Caprie 2 (-3), Venaus 2 (stabile), San Giorio 1 (-2), Mompantero 1 (stabile), ritorna a zero Bruzolo (-1) che raggiunge Chiusa San Michele e San Didero. In alta valle sono invece 23: Oulx 7 (+1), Gravere 7 (+7), Bardonecchia 6 (+3), Giaglione 1 (stabile), Sestriere 1 (stabile), Cesana 1 (+1), tornano a quota zero Chiomonte (-3), Sauze d’Oulx (-1) e Claviere (-1) che raggiungono Exilles Meana, Salbertrand, Moncenisio e Sauze di Cesana.

E così da lunedì (e non più da domenica, come stabilito dai ministri della salute, Roberto Speranza, e degli affari regionali, Mariastella Gelmini) il Piemonte dovrebbe tornare in “zona arancione” per le prossime due settimane: il verdetto arriverà oggi, con il consueto report dell’Istituto superiore di sanità, ma a ieri sera non c’era più molti dubbi. L’indice Rt è cresciuto superando, anche se di pochissimo, la soglia limite di 1 (quello puntuale, in base al pre-report, è a 1,02, mentre quello medio a 1,03), anche se la pressione ospedaliera resta stabile, con un lieve incremento nell’occupazione delle terapie intensive (dal 22 al 23 per cento), mentre rimane al 33 quella dei posti ordinari; all’ospedale di Rivoli sono attualmente sette i pazienti Covid in terapia intensiva.

In attesa di conoscere il primo Dpcm del governo Draghi, che arriverà la prossima settimana (con l’ultimo dell’era Conte in scadenza il 5 marzo) e che comunque, stando alle voci, confermerà tutte le restrizioni in vigore, prevedendone semmai di nuove, si tornerà per una settimana all’arancione così come l’abbiamo conosciuto sin qui. Per quanto riguarda la scuola, dovrebbe essere la Regione a decidere ma teoricamente la didattica resterà in presenza per infanzia, primaria e secondaria di primo grado, da capire se le superiori resteranno al 50 per cento.

Spostamenti: ci si potrà muovere all’interno del proprio Comune senza autocertificazione, con la raccomandazione di evitare quelli non necessari; vietato spostarsi sia dal proprio Comune, sia in entrata e in uscita da una Regione all’altra, salvo che per lavoro, studio, salute o necessità; consentiti gli spostamenti dai comuni con meno di 5mila abitanti per una distanza non superiore ai 30 km, ma non verso i capoluoghi di provincia; consentita la visita a parenti e amici, solo all’interno del proprio Comune, o nell’arco dei 30 km per i piccoli comuni, per una sola volta al giorno e nel limite di due persone, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi; coprifuoco confermato dalle 22 alle 5 del mattino salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute.

Per quanto concerne l’attività motoria, essa è consentita nei pressi della propria abitazione, mentre l’attività sportiva all’aperto solo in forma individuale, ma si può svolgere in altri comuni se non disponibile in quello di residenza (ad esempio sci alpinismo); consentito recarsi nelle seconde case di proprietà (o con un contratto d’affitto di lungo periodo) anche fuori regione; aperti i centri sportivi, chiusi invece impianti sciistici, piscine e palestre. Attività commerciali: chiusura al pubblico di bar e ristoranti, sette giorni su sette. L’asporto è consentito fino alle 18 per i bar, fino alle 22 per i ristoranti, mentre è sempre permessa la consegna a domicilio; apertura di tutti i negozi al dettaglio e chiusura nel week-end dei centri commerciali (ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, fiorai, tabaccherie, edicole e librerie presenti al loro interno); apertura di parrucchieri e centri estetici; apertura dei mercati anche extra-alimentari; sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie. Confermata anche la chiusura di musei e mostre, teatri e cinema.

su Luna Nuova di venerdì 26 febbraio 2021

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