TERZA ONDATA

Scuole: prima stretta, oggi altro round?

Il Piemonte in arancio scuro: da lunedì 8 in Dad superiori e 2ª-3ª medie. Ma se i contagi crescessero ancora potrebbero chiudere tutte

04 Marzo 2021 - 23:15

Scuole: prima stretta, oggi altro round?

di MARCO GIAVELLI

A pochi giorni dal ritorno in “zona arancione”, il Piemonte è già in “arancione scuro”, a metà del guado verso il rosso. Vuol dire che le misure normalmente previste dalla colorazione intermedia di rischio sono state ulteriormente inasprite dalla Regione, che a ieri aveva già istituito 22 nuove “zone rosse” locali in altrettanti comuni di Torinese, Cuneese e Verbano: anche Torino, dunque, è sorvegliata speciale, ma per ora sul territorio di valli e cintura il livello d’allerta, pur elevato, resta sotto controllo. La novità più significativa, che toccherà indistintamente tutto il Piemonte, è il ritorno alla Dad come prevista dalla vecchia “zona rossa”, per la quale ora il nuovo Dpcm che sarà in vigore da domani, sabato 6 marzo, fino al 6 aprile prevede invece la chiusura automatica delle scuole di ogni ordine e grado, comprese la primaria e l’infanzia.

Non siamo ancora fortunatamente a quel livello, ma a quanto pare il contagio da “variante inglese” corre, soprattutto fra i teenager. E così da lunedì 8 marzo, come stabilito dalla Regione, l’attività didattica di seconde e terze medie e delle scuole superiori si svolgerà al 100 per cento a distanza per i prossimi 15 giorni. Ma oggi, venerdì 5 marzo, non è escluso un ulteriore inasprimento: alla luce dei dati degli oltre 30 distretti sanitari del Piemonte, la Regione valuterà se procedere con misure ancora più restrittive, estendendo la didattica a distanza anche agli ordini e gradi di scuola inferiori nelle aree dove l’incidenza dei contagi supererà la soglia di allerta (250 casi ogni 100mila abitanti) oppure saranno presenti gli altri parametri in attuazione del nuovo Dpcm (presenza certificata di casi da variante con azioni restrittive già attuate e incremento improvviso di contagi nell’ultima settimana). Lo ha comunicato ufficialmente mercoledì sera il governatore Alberto Cirio, che insieme all’assessora regionale all’istruzione Elena Chiorino ha incontrato gli epidemiologi dell’Unità di Crisi e i rappresentanti degli enti locali e del mondo scolastico.

«Il nuovo Dpcm indica le situazioni in cui anche in zona gialla o arancione, come nel caso del Piemonte, è necessario intervenire sulle scuole per contenere il rischio di rapida diffusione del contagio - spiegano Cirio e la Chiorino - Oltre alla soglia di 250 casi ogni 100mila abitanti definita dal governo, gli epidemiologi della nostra Unità di Crisi ci segnalano una allerta dove la media dell’ultima settimana è almeno doppia rispetto alle tre settimane precedenti. Il contagio in questa terza fase pandemica ha colpito maggiormente la parte occidentale del Piemonte, mentre dati migliori si registrano nella parte orientale. Pertanto sono osservate speciali le aree del Torinese, Cuneese, Vercellese e Vco. Si aggiunge poi il tema della variante inglese presente in modo diffuso in tutto il Piemonte nella metà dei casi, che ha una elevatissima velocità di diffusione e che colpisce di più anche le fasce giovani della popolazione. Per questa ragione è necessario intervenire in modo rapido. Pur nella necessità di tutelare la salute, cercheremo di salvaguardare il più possibile la didattica in presenza nella fascia dagli 0 ai 6 anni, per gli studenti disabili e i laboratori. Sappiamo quanto sia difficile per le famiglie e lo sforzo che devono affrontare tutti i genitori. Abbiamo ricevuto garanzie dal governo sull’attivazione immediata di congedi parentali e “bonus baby sitter”».

Critico sull’ipotesi prospettata da Cirio è il capogruppo in consiglio regionale di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi: «Chiudere addirittura tutti gli asili, le scuole dell’infanzia e le primarie dagli 0 ai 13 anni sarebbe una misura inaccettabile e incomprensibile, a meno che non avvenga in un contesto di lockdown generalizzato che includa tutte le attività produttive, come successo in altre fasi della pandemia e in altri Paesi europei. Si smetta di dire che ogni problema sarebbe risolto con più smart working e permessi: non stiamo parlando di un blocco del traffico e i bambini non sono macchine che si possono piazzare in un parcheggio senza custodia».

su Luna Nuova di venerdì 5 marzo 2021

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