EMERGENZA

Grugliasco, il preside "occupa" e dorme a scuola: «Basta con la Dad»

Singolare protesta del direttore dell'istituto La Salle contro la decisione di sospendere le lezioni e tornare alla didattica a distanza

08 Marzo 2021 - 23:38

Grugliasco, il preside "occupa" e dorme a scuola: «Basta con la Dad»

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di PAOLO PACCÒ

«Dall’inizio della pandemia, su 218 alunni e 28 adulti, tra docenti e personale scolastico non c’è stato nemmeno un contagiato. Abbiamo rispettato tutte le norme di prevenzione. Le scuole sono luoghi sicuri, assurdo chiuderle». E per dare più rilievo alla sua tesi, Stefano Capello, direttore dello storico istituto La Salle di via Perotti che comprende scuola elementare e media, ha passato la notte tra domenica e lunedì nella segreteria della scuola, dormendo su una vecchia sdraio. Un’occupazione simbolica, come quella che negli anni della contestazione veniva inscenata dagli studenti. Ma non un gesto di protesta contro qualcuno né tanto meno una strizzata d’occhio a negazionisti o complottisti. «Solo un gesto di solidarietà con le famiglie e i ragazzi che saranno nuovamente costretti alla didattica a distanza».

Una decisione presa d’impeto venerdì scorso quando ha scoperto che da ieri tutte le nove classi sarebbero tornate a svuotarsi. Ed allora ha messo in atto la sua iniziativa informando le famiglie tramite un video-annuncio. Il messaggio è stato diffuso sui canali interni della scuola ma ha poi superato i confini dell’istituto, dandogli un risalto inaspettato. «Eccoci nuovamente costretti a dover rinunciare ad andare a scuola, che è l’unico luogo dove si può fare scuola», si rivolge Stefano Capello in apertura della sua comunicazione video. «C’è una questione sanitaria che è prioritaria ma anche una questione sociale ed educativa che non può essere dimenticata. La mancanza di scuola in presenza e la mancanza di socialità stanno creando danni nei ragazzi ed è un’emergenza che paragonerei alla variante inglese». All’interno dell’istituto di via Perotti sono state applicate tutte le misure per limitare la diffusione del contagio. E tutto ha funzionato alla perfezione. Ad iniziare dall’atteggiamento dei ragazzi che si sono adattati perfettamente alla situazione, senza creare alcun problema.

L’iniziativa del direttore è stata condivisa in pieno dai genitori tanto che alcuni di loro hanno anche manifestato la volontà di supportarlo concretamente, affiancandolo nella simbolica occupazione dell’altra notte. Disponibilità apprezzata dal preside che ha però preferito evitare assembramenti proseguendo così nella sua protesta individuale. «Il problema poi è che non siamo per nulla sicuri che la chiusura sarà di due settimane o sarà poi prolungata. Difficile quindi programmare la didattica quando si è di fronte ad una continua incertezza». Tutti d’accordo con Stefano Capello quindi. L’appoggio più significativo in questo senso gli è arrivato dalla madre di uno degli alunni che la scorsa primavera ha perso il marito, ucciso proprio dal Covid. «Il virus mi ha portato via il compagno di una vita - ha scritto al direttore - ma non voglio che porti via a mio figlio l’entusiasmo di crescere e di apprendere che solo a scuola può continuare a coltivare». Per cercare di catturare al massimo l’attenzione dei bambini, anche davanti allo schermo, i docenti hanno organizzato le lezioni in modo da avere 30 minuti di lezione seguiti da 30 minuti di intervallo per tutta la durata del normale orario scolastico.

Su Luna Nuova di martedì 9 marzo 2021

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