CORONAVIRUS

Il virus frena: la zona sud inverte la rotta

Valli e cintura, curva quasi al picco: in una settimana solo +4,75% di positivi. Vaccini in ritardo: entro aprile dosi per tutti gli over 80

25 Marzo 2021 - 23:16

Il virus frena: la zona sud inverte la rotta

di MARCO GIAVELLI

Se non siamo ancora al picco, poco ci manca: anzi, la sola cintura sud ha già invertito la rotta iniziando la discesa dei casi. Buone notizie, dunque, dal trend settimanale di andamento dei contagi in valli e cintura: i dati della mappa Covid della Regione Piemonte, aggiornati alle 18,30 di ieri, dicono che gli attualmente positivi sono in totale 3659 (+166), per un aumento pari solo al 4,75 per cento, decisamente inferiore al +27,02 registrato sette giorni fa. Il virus dunque rallenta, e non di poco: sono i primissimi effetti della “zona rossa” scattata il 15 marzo che diventeranno evidenti dalla prossima settimana, quando tutto fa pensare che saremo di fronte alla decisiva inversione di tendenza sull’intero territorio.

Cosa che, come detto, è già avvenuta in cintura sud, dove non a caso la terza ondata era arrivata con largo anticipo, già a metà febbraio: ora gli infetti sono 1084 (-85), con un calo del 7,27 per cento; Orbassano 283 (-36), Rivalta 254 (-7), Piossasco 180 (-45), Beinasco 162 (-7), Volvera 117 (+4), Bruino 88 (+6). Tutte le altre macro-aree, invece, sono ancora in aumento, ma ad una velocità decisamente più contenuta rispetto alla scorsa settimana. La cintura ovest aumenta solo del 9,50 per cento per un totale di 1636 casi (+142): Rivoli 443 (+18), Collegno 400 (+48), Grugliasco 354 (+34), Alpignano 131 (+6), Buttigliera 128 (+27), Pianezza 117 (+7), Rosta 42 (-2), Villarbasse 21 (+4). In val Sangone l’incremento è del 9,35 per cento, con 269 casi (+23): Giaveno 157 (+26), Sangano 39 (-6), Trana 24 (-3), Reano 24 (+4), Coazze 24 (+4), Valgioie 1 (-2).

La zona che cresce di più è ancora la valle di Susa, dove però la terza ondata è arrivata più tardi: i positivi sono 670 (+86), ma l’aumento si riduce al +14,73 per cento. In bassa valle sono 620: Avigliana 158 (-11), Sant’Ambrogio 80 (+11), Almese 58 (+9), Susa 44 (+8), Bussoleno 42 (+12), Caselette 32 (+6), Condove 27 (+1), Villardora 26 (+10), Sant’Antonino 23 (+6), Rubiana 21 (+5), Borgone 16 (+5), Villarfocchiardo 12 (+5), Chianocco 11 (stabile), Vaie 11 (+5), Bruzolo 10 (stabile), Venaus 10 (+9), Chiusa San Michele 9 (+4), San Didero 8 (+4), Caprie 7 (stabile), Mattie 7 (+1), Novalesa 4 (stabile), Mompantero 4 (+3), torna a zero San Giorio (-5). In alta valle 50: Bardonecchia 13 (-6), Oulx 10 (+1), Cesana 7 (+2), Sestriere 4 (-2), Giaglione 4 (+1), Meana 3 (+1), Chiomonte 3 (+3), Gravere 2 (-2), Sauze d’Oulx 2 (stabile), Sauze di Cesana 1 (stabile), Salbertrand 1 (stabile), restano ferme a quota zero Exilles, Claviere, Moncenisio.

Intanto ieri in Regione il direttore e il responsabile dell’area ospedaliera del Dirmei, Emilpaolo Manno e Sergio Livigni, e il responsabile della programmazione dei servizi sanitari, Franco Ripa, hanno fatto il punto con il gruppo di lavoro Covid presieduto dal consigliere Pd Daniele Valle: «La terza ondata è partita con un alto livello di ricoveri, oggi ci sono circa 350 pazienti in terapia intensiva e oltre 3mila 600 in degenza ordinaria: poche le dimissioni, molti i decessi. L’età media dei ricoverati è molto più bassa che in passato, tra i 50 e i 70 anni, con casi di soggetti tra 30 e 40. Molti sono ricoverati in sub-intensiva, quindi con un’elevata intensità di cure che si traduce in una forte pressione sugli ospedali».

Quanto ai vaccini, tutte le opposizioni hanno evidenziato i ritardi nella campagna: «I responsabili - sottolineano Valle e il consigliere Pd Domenico Rossi, vicepresidente della commissione sanità - lamentano poca disponibilità di dosi: le 20mila al giorno sono ancora lontane. Siamo perciò convinti che non sia solo un problema di dosi disponibili, ma di personale da reclutare e organizzazione sul campo: servirà una capacità di 36mila somministrazioni giornaliere. Ci auguriamo che presto, nell’interlocuzione col governo, venga fatta chiarezza sulla popolazione carceraria, che ha bisogno di risposte urgenti. Continuiamo, inoltre, a ricevere segnalazioni di dosi sprecate a fine giornata: non sarebbe meglio che anche il Piemonte si doti delle “liste di riserva” di volontari disponibili a raggiungere il centro vaccinale in un tempo ristretto? Eviteremmo, così, ogni spreco».

Mercoledì il direttore generale dell’Asl To3, Franca Dall’Occo, ha invece incontrato on-line l’assemblea dei sindaci del distretto sanitario Susa-Sangone presieduta da Andrea Archinà (Avigliana). «Ci auguriamo che l’incontro sia il primo di una lunga serie - dichiara Archinà - per definire la programmazione degli interventi contingenti e gli obiettivi della sanità nelle due valli, con un occhio di riguardo ai poli sanitari territoriali». Ad aprile, inoltre, dovrebbero essere vaccinati tutti gli ultra-80enni, molti dei quali ancora in attesa di chiamata. Si potrà così iniziare a somministrare i vaccini alla fascia 75-80.

su Luna Nuova di venerdì 26 marzo 2021

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