COVID 19

Novalesa: gli anziani della S.Eldrado sono tornati a casa, dopo cinque mesi

Sono 18, erano stati evacuati a novembre ed ospitati al San Giacomo di Susa

02 Aprile 2021 - 00:30

Gli anziani della S.Eldrado sono tornati a casa, dopo cinque mesi

di CLAUDIO ROVERE

Luigina è una delle prime a rientrare. Sono da poco passate le 8,30 ed i due volontari della Croce Rossa di Susa scaricano la lettiga dall’ambulanza e con molta fatica la spingono su per la stretta via in salita che porta alla casa di riposo S.Eldrado. Con cura, visto che è collegata all’ossigeno, e con l’’aiuto del personale della struttura, la traslano sulla sedia a rotelle, con cui potrà raggiungere la propria stanza. Gli occhi di Luigina, fino a poco prima seminascosti nella lettiga, sembrano dire “finalmente”. «Qui si sta bene, è bello ritornarci», si limita a dire con un filo di voce. È il primo aprile, ma tutto questo non è un pesce, per fortuna. È tutto vero: erano partiti in 22, sono tornati in 15, a cui si sono aggiunte tre new entry. Qualcuno nel frattempo ci ha lasciato, non solo a causa Covid, ma il grosso ha resistito ed ora, vaccinato, può tornare alla dimensione più famigliare della struttura di Novalesa. 

La sindaca Piera Conca, che nella serata di mercoledì aveva annunciato il ritorno dei “nonni di Novalesa”, è raggiante. «È davvero un bel regalo di Pasqua - afferma - la casa di riposo era una parte importante di Novalesa e vogliamo che continui ad esserlo; purtroppo qualcuno degli ospiti non ce l’ha fatta, e ci dispiace per questo, ma è la vita, per noi è un traguardo importante poter riaccogliere la maggior parte dei nostri nonni; ne avevamo veramente bisogno, per noi l’inverno, con la seconda e la terza ondata del Covid, è stato molto pesante, con un numero elevato di contagi, ma per fortuna ne stiamo venendo fuori e la riapertura della casa di riposo è una notizia che ci farà senz’altro trascorre una Pasqua serena»

I nonni della S.Eldrado erano stati trasferiti alla Rsa San Giacomo-Villa Cora di Susa in un freddo pomeriggio di metà novembre. I volontari della Croce Rossa, bardati come astronauti, avevano fatto la spola per trasferire con tutte le attenzioni del caso queste persone per la maggior parte molto fragili. C’era qualche caso di positività tra gli ospiti della struttura, ma quello che aveva fatto scattare il piano di evacuazione era stato il fatto che a far registrare la positività al tampone fosse la maggior parte del personale, cosa che rendeva impossibile la gestione degli ospiti. Ma adesso è tutto passato, anche se questi cinque mesi sono stati lunghi. Ora, come ha scritto qualcuno nei commenti della notizia sulla nostra pagina facebook, “i nonni possono finalmente tornare a sorridere guardando i bambini della vicina scuola dell’infanzia giocare nel cortile”.

su Luna Nuova di venerdì 2 aprile 2021

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