CHI NON RIAPRE

Piccoli cinema: costi e assenza di film tengono chiuse le sale

Il grido d’allarme dei gestori di Avigliana, Pianezza e Collegno. Ad Almese il Magnetto ci prova, ma la burocrazia frena

26 Aprile 2021 - 23:48

Piccoli cinema: costi e assenza di film tengono chiuse le sale

di DANIELE FENOGLIO

«Io per “salvarmi” dovrei fare 100 clienti al giorno a 7 euro. Ma quando mai? Quindi non riapro». Così dice Chiara Ponti, che gestisce il cinema di Avigliana e organizza una nutrita rassegna estiva. «Nessuno apre. Solo qualche sala d’essai a Torino, ma poca roba - conferma Stefano Rosso, che gestisce i cinema di Pianezza e Collegno e varie arene estive - Essenzialmente per due motivi: mancanza di prodotto, perché le distribuzioni non sono ancora pronte, non hanno film da “divulgare”; e poi la contemporanea con piattaforme digitali. Si capisce che per noi non ha senso».

Insomma: chi pensava che bastasse un decreto per riportare gli spettacoli nelle sale cinematografiche, si sbagliava. «Non riapriamo perché devi fare anche un calcolo economico per riaprire - spiega Chiara Ponti - Riaprire non è così semplice. Soprattutto bisogna avere la “materia prima”, i film. La situazione è abbastanza problematica». Quanto costa un film? «Il 50 per cento dell’incasso. Su 8 euro di biglietto, 4 vanno alla distribuzione», dice Rosso. «Dal tuo 50 per cento poi devi togliere l’affitto, la luce, il riscaldamento o l’aria condizionata, la pubblicità e ovviamente i dipendenti».

E così quello che resta non basta a coprire le spese. Anche perché fare il “tutto esaurito” non è possibile: «Le restrizioni sanitarie sono un limite», dice Rosso. «Continuano a parlare della capienza ridotta al 50 per cento. Non è vero: serve un metro di distanza tra le persone, ma senza specificare se da bocca a bocca o da spalla a spalla. E siccome nessuno ha poltrone più larghe di 90 cm, sono tutte più strette, questo significa che dobbiamo collocare gli spettatori un posto si e due no. Ovvero avere la capienza del 33 per cento, non del 50», spiega l’esercente aviglianese.

Senza contare la “diffidenza” di una parte del pubblico: «Io ho un sacco di clienti anziani che mi hanno già detto “non si offenda, ma non ce la sentiamo ancora di venire”», rivela Ponti. «Non posso neanche fare il ragionamento di portare a termine la rassegna iniziata lo scorso autunno e subito interrotta, perché sarebbe come prendere in giro proprio queste persone, che avrebbero ancora dei film da poter vedere in abbonamento, anche se vecchi, ma non si sentono sicuri a frequentare luoghi con altre persone».

«Ma la peggiore delle cose è il coprifuoco alle 22, quando una sala come quella di Avigliana ha lo spettacolo di punta alle 21,15. Devi spostarlo almeno 19,30, se dura più di due ore sei fregato. È vero che chi rientra ed è in possesso del biglietto ha la “copertura”, ma uscendo dal cine alle 22,45 è una altra cosa, più rischiosa. Poi è vero che nessuno controllerà, ma se accadesse e gli fanno il verbale, hai perso il cliente», riprende Chiara Ponti.

Stesso parere di Rosso: «Io ho già richieste da alcuni Comuni che vogliono organizzare le arene estive, ma non so cosa rispondergli: per le proiezioni all’aperto serve il buio, che arriva alle 22. Allo stato attuale non si può fare. Bisognerebbe cambiare le regole, non solo spostare il coprifuoco alle 23, ma toglierlo proprio perché serve la certezza di poter tornare a casa senza rischiare la multa, indipendentemente dalla durata del film. Ma questa è una decisione che non compete e noi. Noi possiamo solo segnalare le problematiche».

Sempre sul fronte “finanziario”, per le sale un altro limite è quello del bar interno: «I bar interni restano chiusi: non si possono vendere cibi e bevande, le limitazioni non lo consentono - spiega Rosso - Un limite grave, perché pesano per il 10-20 per cento sul fatturato totale. È una cifra importante». Eppure i gestori hanno la responsabilità di controllare il comportamento degli spettatori: «Non solo le mascherine - dice Ponti - Io non posso controllare se una persona si porta una bevanda da casa tenuta in borsa, ma se la pizzico a bare in sala, devo farla uscire. E perdo un cliente».

Qualcuno potrebbe pensare anche all’anticipo degli orari dei film: «In provincia non è fattibile. Il pubblico non viene in settimana e di pomeriggio», concordano gli esercenti. Tornando alla “materia prima”, mancano i film. «I distributori, per mandare in sala i film, vogliono la certezza che almeno metà delle regioni sia in “zona gialla”, e che ci resti. Non vogliono il rischio di dover richiudere come successo lo scorso autunno». Una carenza che aumenta le difficoltà per le rassegne estive: «Noi avevamo una rassegna di 22 film. Come faccio a proporne una simile quest’estate senza il prodotto? Avrei solo film del 2019 o più vecchi», spiega Ponti.

Di tutte queste difficoltà si discuterà in un incontro del tavolo di confronto tra esercenti, distributori e governo in programma il 4 e 5 maggio. Si cercherà di trovare una quadra tra i vari problemi, come l’uscita in contemporanea nelle sale e sulle piattaforme, che non piace al cinema “industriale” delle grandi strutture multisala. Quello del coprifuoco è invece un problema che spetta al governo. Tutto il settore ha subito grandi perdite, come del resto molti altri comparti economici. «Come incassi siamo fermi all’8 marzo 2020, a settembre-ottobre è stato uno sfacelo: si cominciava ad andare, ma abbiamo subito richiuso - ricorda Ponti - Abbiamo perso due Pasque e un Natale. E bisogna tenere conto del fatto che il periodo dai Santi a Pasqua è quello che salva tutto l’anno, Natale in primis. Queste chiusure ci hanno messo in ginocchio. Abbiamo dato fondo a tutto quello che avevamo messo da parte negli anni precedenti. Noi qui possiamo anche dire grazie al Comune che ha dato grossa mano».

Qualcosa per limitare i danni è stato fatto anche dal governo: «Il meccanismo dei “ristori” aveva dei criteri ben fatti - prosegue Ponti - Sono state cifre congrue che ci hanno permesso di sopravvivere. Soldi presi dal fondo del “tax credit” già stanziato che non poteva essere destinato ad altro». Si tratta del fondo con cui lo Stato aiuta il cinema italiano, quello europeo e le sale d’essai, con un contributo ai cinema del 20 per cento sugli incassi fatti per queste tipologie di pellicole. «Erano soldi fermi lì, il governo Conte quindi li ripartiti per numero di locali e distribuiti in proporzione al fatturato. Era previsto che si facesse lo stesso con i fondi 2021, il decreto era pronto, poi è arrivato il nuovo governo che ha bloccato tutto». «Adesso pensiamo alla prossima stagione, quella che parte a metà agosto. Cerchiamo di salvarla. In questo, l’arma migliore che abbiamo è il vaccino», conclude Stefano Rosso.

Chi invece vorrebbe riaprire la sala cinematografica è Mariella Rocchietti, che cura la programmazione del cinema-teatro Magnetto di Almese. «Per me riaprire è una questione di correttezza verso i nostri abbonati, che hanno ancora in sospeso gli ingressi al “cineclub” - spiega - mettere i nostri film a loro disposizione mi pare il modo più corretto per riaprire. Anche perché in tanti ci hanno già chiamato per sapere quando potranno venire al cinema». Un desiderio che però deve fare i conti con la burocrazia: «Stiamo aspettando il via libera dal Comune, che deve espletare delle pratiche. È il solito problema italiano: troppa burocrazia che frena il mondo dell’impresa. Non ce l’ho con il nostro Comune, che anzi si sta dando da fare».
Due le ipotesi al momento più probabili. Il caso più favorevole prevede la riapertura della sala con proiezioni sabato e domenica prossimi. La seconda, invece, vede slittare tutto a giovedì 6 maggio. Se ne saprà qualcosa di più in settimana (con aggiornamenti su Luna Nuova di venerdì 30 aprile). «In ogni caso, il “cineclub” lo vogliamo terminare entro il 31 luglio - conclude la Rocchietti - Poi da settembre si riparte con le prime visioni, sperando che con le vaccinazioni di massa il virus non crei più tutti questi problemi».

su Luna Nuova di martedì 27 aprile 2021

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Luna Nuova

Caratteri rimanenti: 400

AGGIORNAMENTI

Vaccini: le adesioni dei 40enni anticipate alla prossima settimana

Vaccini: le adesioni dei 40enni anticipate alla prossima settimana

COVID-19

Collegno, una "lettera alla coscienza" firmata Sermig

Collegno, una 'lettera alla coscienza' firmata Sermig

GIRO D'ITALIA

Grugliasco, ecco il nuovo deposito di Amazon

Grugliasco, ecco il nuovo deposito di Amazon

OCCUPAZIONE

Pianezza, il centrodestra punta su Roberto Signoriello

Pianezza, il centrodestra punta su Roberto Signoriello

ELEZIONI

Alpignano, vota parco Bellagarda e fai vincere la Turati

Alpignano, vota parco Bellagarda e fai vincere la Turati

AMBIENTE

Grugliasco, si era dato fuoco: muore dieci giorni dopo

Grugliasco, si era dato fuoco: muore dieci giorni dopo

TRAGEDIA

S.Giorio, fiamme al "Paradiso delle rane": doveva riaprire domenica

S.Giorio, fiamme al "Paradiso delle rane": doveva riaprire domenica

INCENDIO

Rivoli, schianto in tangenziale: muore operatore della Croce Rossa

Rivoli, schianto in tangenziale: muore operatore della Croce Rossa

TRAGEDIA

Borgone, S.Antonino e Rivoli piazze dello spaccio: dieci misure cautelari

Borgone, S.Antonino e Rivoli piazze dello spaccio: dieci misure cautelari

DROGA