CORONAVIRUS

Tamponi in farmacia: ora si faranno a prezzi calmierati

Da 25 a 30 euro: accordo tra Regione e associazioni di categoria. Scuola Sicura anche per le superiori, Luv sui vaccini: «Troppo lenti»

07 Maggio 2021 - 00:07

Tamponi in farmacia: ora si faranno a prezzi calmierati

di MARCO GIAVELLI

I farmacisti piemontesi effettueranno i tamponi per lo screening del Covid-19 a un prezzo calmierato di 25 euro. Il costo salirà invece a 30 euro se il test sarà effettuato in presenza di un medico o se il farmacista si avvarrà della collaborazione di personale sanitario esterno. L’intesa tra Regione Piemonte, Federfarma e Assofarma è stata raggiunta martedì 4 maggio: lo ha annunciato in consiglio regionale l’assessore alla sanità Luigi Icardi rispondendo a un “question time” del consigliere Silvio Magliano (Moderati), che la scorsa settimana aveva sollevato il tema del prezzo concordato dei tamponi in farmacia in un’analoga interrogazione a risposta immediata. «L’obiettivo è calmierare i prezzi dei tamponi - osserva Icardi - attraverso il potenziamento del servizio in farmacia, che fino ad ora poteva essere eseguito soltanto da personale medico e infermieristico specializzato. Una maggiore accessibilità al servizio contribuirà anche a migliorare sempre più il sistema di tracciamento del contagio sul territorio. Sul piano tecnico, ai farmacisti che vorranno effettuare i tamponi verrà richiesta una breve formazione». Intanto la Regione Piemonte sta procedendo nell’organizzazione, ora al vaglio tecnico, delle vaccinazioni in farmacia anche con vaccini Rna, tipo Pfizer e Moderna.

Icardi ha inoltre espresso la volontà della Regione di estendere alle scuole superiori il progetto “Scuola sicura”, avviato in Piemonte tra gli studenti di seconda e terza media, come richiesto nell’interrogazione sempre dal capogruppo dei Moderati. «Il progetto, che prevede uno screening su base volontaria con cadenza mensile, si propone di prevenire i focolai, data la presenza in quelle fasce di età di molti asintomatici - ha spiegato Magliano, sottolineando che l’effettuazione dei tamponi solo negli hotspot delle Asl non ha finora aiutato lo sviluppo del progetto - chiedo all’assessore di estenderlo agli studenti delle scuole superiori, per consentire un più efficace monitoraggio di quelle fasce di età, sensibilizzandoli anche sull’importanza delle misure di sicurezza come l’uso delle mascherine e il distanziamento». Icardi, confermando appunto la volontà regionale di estenderlo alle scuole superiori, ha parlato di un progetto «di importanza strategica per gli studenti. Per questo ho chiesto al servizio di epidemiologia di studiarne le modalità di estensione ad altre fasce d’età. Per superare le difficoltà di attuazione del progetto, stiamo verificando la possibilità dello screening per “Scuola sicura” nelle farmacie, con un intervento della Regione per ridurne i costi, in modo da rendere tutta la pratica più appetibile sia da un punto di vista logistico, data la vicinanza delle farmacie alle famiglie, sia dal punto di vista economico».

Intanto, sulla questione vaccini, Liberi Uguali Verdi torna a denunciare le carenze organizzative della sanità piemontese per bocca del capogruppo Marco Grimaldi: «Da una parte ci sono i dati di fatto, ovvero che la nostra Regione da lunedì a mercoledì ha fatto oltre 22mila vaccini in meno di quanto previsto dal piano Figliulo, dall’altra le numerose segnalazioni che denunciano i ritardi nelle chiamate, soprattutto dei 70enni, e l’interminabile silenzio da parte delle Asl per i numerosi 60enni che ormai un mese fa hanno fatto la pre-adesione sul portale regionale. Nonostante vi siano quotidianamente dinieghi al vaccino AstraZeneca, la cosiddetta “panchina” non sembra funzionare per nulla e, a partire dai capoluoghi di Provincia fino ad arrivare a Torino, essere o meno vaccinati assomiglia sempre più a una lotteria. La situazione è preoccupante perché in Piemonte ancora nessuna fascia d’età è stata completamente vaccinata con la prima dose, neppure gli over80 che hanno cominciato il 29 febbraio scorso: siamo arrivati intorno al 90 per cento, mentre i 70enni sono fermi al 67 e i sessantenni al 30. Dopo l’exploit di sabato scorso, la nostra Regione non riesce ad andare oltre i 25mila vaccini al giorno: è il fallimento dell’organizzazione piemontese».

su Luna Nuova di venerdì 7 maggio 2021

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