RIAPERTURE

Back to live: nella "bolla" del Tortuga, dove la musica riparte

Con tampone, mascherina e consumazione. A Chianocco il primo concerto dal vivo dell'era post-Covid, tutti negativi i 150 presenti: «È il momento di ritornare a essere felici»

25 Maggio 2021 - 00:21

Back to live: nella "bolla" del Tortuga, dove la musica riparte

di MARCO GIAVELLI

La normalità è qui, alla “bolla” della Taverna Tortuga di Chianocco, frazione Vernetto. Dove domenica sera è andato in scena il primo concerto live di quella che speriamo di poter definire d’ora in avanti “era post-Covid”. Bisogna inventarsele tutte per poter ripartire davvero, e per farlo in sicurezza. Così Andrea Bonadonna, titolare del locale ricavato nell’ex Cotonificio, e il suo staff hanno pensato ad un aperitivo musicale su prenotazione con una formula che la dice lunga, e che visto il successo potrebbe fare da apripista ad un nuovo modo di vivere gli eventi dal vivo: tampone, mascherina e prima consumazione al costo di 10 euro. Hanno partecipato in 150, tutti “tamponati” dal primo all’ultimo, tutti tranquillamente seduti ai tavoli come non accadeva da più di un anno. Tutti a chiacchierare amabilmente, a mangiare e a bere, ad ascoltare musica dal vivo, con The Perception, Atropina Clan, Egin e Dialcaloiz ad alternarsi sul palco allestito al fondo del piazzale. Quello sì, ancora debitamente distanziato dal pubblico, ma sono stati diversi i fan che si sono lanciati nel pratino antistante per ballarne due, e pogare insieme come ai vecchi tempi.

Non ci sono state sgradite sorprese per i 149 partecipanti alla serata tra spettatori (compresa la sindaca di Bussoleno Bruna Consolini), gruppi musicali e componenti dello staff dell’organizzazione: sono stati eseguiti 94 tamponi rapidi, tutti con esito negativo. Le restanti 55 persone non si sono sottoposte al test antigenico perché, come vuole il nuovo “green pass”, o avevano già concluso il ciclo di vaccinazione, o avevano contratto il Covid negli ultimi sei mesi ed erano guarite da almeno 21 giorni, oppure si erano sottoposte al tampone nelle ultime 48 ore. Chiaramente tutto questo ha comportato uno sforzo organizzativo notevole per lo staff della Taverna Tortuga, con una platea volutamente a numero chiuso per evitare assembramenti ed un afflusso altrimenti non gestibile. Anche l’area all’aperto antistante il locale è stata recintata con un nastro da cantiere ed una prescrizione molto chiara: chi usciva non poteva più rientrarvi, per avere la certezza di mantenere intatta la “bolla”. E se nei prossimi giorni qualche partecipante dovesse accusare sintomi da Covid scatterà il contact-tracing: la persona potrà comunicarlo agli organizzatori e un medico verrà a casa per fare il tampone.

Per tutti coloro che si erano prenotati, l’invito era di arrivare tra le 17,30 e le 19,30 per sottoporsi allo screening: pagamento all’ingresso, pistola in fronte anti-febbre, poi dentro uno alla volta per il test antigenico, effettuato da un pool di medici volontari qualificati contattati dagli organizzatori. Quindi l’uscita obbligata sul retro, dov’erano state disposte alcune sedie a mo’ di sala d’attesa: tempo un quarto d’ora e un incaricato veniva fuori con il foglio dell’esito firmato dal medico responsabile. Infine il giro intorno all’edificio per entrare nel piazzale, non prima però di aver ricevuto una mascherina Ffp2 incellofanata da utilizzare durante la serata. Poi, via alla festa e via al “Back to live”, nome dell’evento scelto dagli organizzatori di Taverna Tortuga, Fms Fck Main Stream e Festival Alta Felicità per tornare a vivere, finalmente, una sana serata di musica live in assoluta sicurezza.

«Noi che viviamo di “prossimità sociale” non ne potevamo davvero più - ha esordito dal palco Bonadonna, che è anche direttore artistico del Festival Alta Felicità, prima dare il la al concerto - lutti, difficoltà, sofferenze: ognuno ha sperimentato sulla propria pelle la tragedia globale della pandemia. Abbiamo imparato l’importanza della sanità e della salute pubblica, di quanto sia fondamentale prendersi cura del pianeta e di noi che lo viviamo. Alla musica si collega un mondo di emozioni e di stati d’animo che non è monetizzabile, ma non possiamo perdere ciò che va oltre la semplice sopravvivenza. Con questo evento vogliamo quindi lanciare un messaggio: bisogna spingere l’asticella un po’ più in alto, verso la dignità del vivere bene, dello stare insieme, dell’essere felici. Anche questo è vivere un concerto live».

In altri Paesi europei questi esperimenti sono già stati fatti e sono partiti dalle istituzioni: «In Italia, come sempre, siamo un po’ indietro - ha aggiunto Bonadonna - Nonostante i medici siano concordi nel dire che all’aperto si corrano pochissimi rischi, un palco continua a fare più paura di un supermercato nell’ora di punta. Ci sono protocolli di sicurezza per tutto: dal Festival di Sanremo agli Europei di calcio, ma non ci sono per gli spettacoli live e per chi della musica fa il proprio lavoro e la propria vita. Avanti di questo passo, le realtà medio-piccole rischiano di sparire. Quella di oggi vuol essere quindi un’esperienza Covid free, per dimostrare che tornare a vivere un concerto live in sicurezza è possibile e che, partendo dal basso, si può creare un precedente utile per tutti. Questo è il primo momento, ma proveremo a farlo anche con il Festival Alta Felicità, proveremo a coinvolgere in questo meccanismo anche i comuni, anche sei tamponi costano ancora troppo».

“Back to live” ha dunque voluto lanciare un segnale di ottimismo, di vera uscita dalla pandemia: «Basta ad una vita dove esco di casa, vado al lavoro, torno a casa e mi ascolto la musica con Spotify. Se ognuno fa del suo, credo che potremo vivere un’estate non dico normale, ma almeno all’altezza della posta in palio, che è sempre l’essere felici». Anche Nazareno Maiolo, voce degli Atropina Clan e direttore artistico del progetto “Fms Fck Main Stream” per il rilancio della musica originale e delle band locali, non stava più nella pelle: «Siamo qui perché è troppo tempo che non ci siamo: oltre un anno senza musica dal vivo non è accettabile. Ripartiamo e rivendichiamo questa esperienza, in modo che anche altre realtà vedano che è possibile. È un’esperienza, sì, ma è anche un concerto. Abbiamo una grande voglia di suonare. Non potrò dire: “Alzatevi e venite sotto il palco” perché non posso trasgredire le regole, ma sappiate che da qui si sente tanto “freddo”. C’è la necessaria distanza, ma fateci sentire tutto il vostro calore».

su Luna Nuova di martedì 25 maggio 2021

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