FESTIVAL

Alta Felicità sì, ma con i tamponi salivari

A Venaus un weekend in forma ridotta: il tema vaccini divide i No Tav. Sabato corteo al cantiere, sul palco Willie Peyote e i Modena

26 Luglio 2021 - 22:57

Alta Felicità sì, ma con i tamponi salivari

L'edizione 2019 del Festival Alta Felicità (foto Luca Perino)

di MARCO GIAVELLI

Sarà forzatamente in versione ridotta, a causa della pandemia che ancora non molla la presa, ma a Venaus sarà comunque Alta Felicità. Un ritorno atteso dal popolo No Tav, dopo un anno di pausa nonostante l’organizzazione avesse pensato a due distinti week-end a cavallo di agosto e settembre 2020, poi annullati per la risalita dei contagi. Quest’anno si riparte davvero, con un Weekend ad Alta Felicità in programma da venerdì 30 luglio a domenica 1° agosto nei prati adiacenti la borgata 8 Dicembre. Un evento che dovrà però fare i conti con le norme sanitarie, a maggior ragione con il dilagare della variante Delta. L’emergenza Coronavirus non poteva non avere riflessi su un evento che per natura porta assembramenti: nessun obbligo di Green Pass, non essendo tra l’altro ancora in vigore, ma nell’ottica di tutelare la salute pubblica l’organizzazione invita a partecipare possibilmente con la prima dose di vaccino somministrata da almeno 15 giorni, tampone negativo entro le 24 ore dall’arrivo a Venaus oppure l’avvenuta guarigione dal Covid-19 risalente al più tardi al 2 febbraio. In alternativa, per dare a tutti la possibilità di partecipare, grazie a medici e infermieri volontari, si è comunque optato per mettere a disposizione un servizio di test salivari al prezzo di costo (5 euro), direttamente a Venaus.

Una scelta che ha scatenato non pochi malumori e divisioni all’interno del movimento, in particolare nella componente vicina ai No Vax o comunque per la libertà di scelta vaccinale. Tanto da costringere gli organizzatori a diramare un comunicato di chiarimento rispetto alle scelte sulla gestione logistica, non da tutti apprezzato: «Un anno fa, a malincuore, sebbene non ci fossero obblighi governativi, decidemmo comunque di sospendere il Festival perché la cura nei confronti della collettività, soprattutto per ciò che concerne la salute di chi abita i territori, è da sempre un asse portante, imprescindibile, della nostra lotta. Quest’anno abbiamo deciso di raccogliere la sfida, dimostrando che è possibile organizzare dal basso un Festival di socialità e di lotta, sforzandoci di creare una situazione in cui chiunque si possa sentire a proprio agio, senza tuttavia sottostare alle indicazioni governative».

Gli organizzatori sottolineano quindi come il movimento No Tav sia «una realtà composita, al suo interno convivono diverse anime, sensibilità e generazioni, accomunate dalla voglia di lottare e stare insieme. Abbiamo dunque scelto di provare a costruire delle forme di partecipazione che non fossero escludenti e che avessero cura della salute di tutti, soprattutto delle fasce più fragili, contemplando la libertà di scelta e di autodeterminazione. Per questo non avremmo mai organizzato un evento a cui fosse necessario essere obbligati ad essere vaccinati per partecipare. Per questo ci siamo attrezzati fornendo la possibilità di fare un test salivare, a prezzo di costo, direttamente al Festival. Per questo assicuriamo una gestione dei dati autonoma e rispettosa della privacy di tutte e tutti. Siamo consapevoli di quanto questo tema sia divisivo e complesso. Al di là di retoriche e strumentalizzazioni, crediamo che questo sia un dibattito falsato, imposto da una propaganda mediatica nociva, che impedisce di progettare alternative reali, credibili ed alla portata di tutti e tutte. Il nostro obiettivo è sempre stato includere sensibilità diverse e favorire le alleanze che si creano a fronte di un “no” alle grandi opere inutili, alla devastazione ambientale e allo sperpero delle risorse. Per i nostri territori, e anche per la salute e la cura di tutte e tutti».

Tanti, dunque, i cambiamenti dell’edizione 2021 dell’Alta Felicità, che al di là della forma ridotta lascerà comunque grande spazio a concerti, incontri culturali, passeggiate sui sentieri della valle di Susa (sabato 31 alle 14 in val Clarea verso il cantiere Tav di Chiomonte). Il Festival si potrà raggiungere solo con le navette in partenza dal piazzale della stazione ferroviaria di Susa. «Dopo un anno e mezzo in cui a fatica siamo riusciti ad incontrarci, durante il quale abbiamo visto però il nostro sistema sanitario sgretolarsi sotto ai nostri occhi, a fronte di un’emergenza sanitaria unica nel nostro tempo, è ora di tornare a stare insieme e divertirci alla moda No Tav. Mentre ogni giorno, lo scorso anno, si contavano nuove vittime a causa della pandemia e a Chiomonte, a due passi dal “Mostro”, lo scorso giugno veniva chiuso l’ambulatorio sanitario, Telt procedeva con l’allargamento del cantiere di Chiomonte e la costruzione del nuovo “fortino” per la futura costruzione di un nuovo cantiere a San Didero, militarizzando nella notte la media valle, con un ingente dispiegamento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa: ai cittadini della valle che chiedevano cure e vaccini, il governo rispondeva tramite l’ennesimo spreco di risorse pubbliche».

In questo tempo di estrema crisi economica e sociale, «mentre i governi di turno continuano imperanti a perseguire la strada del profitto, noi abbiamo scelto di tornare a scommettere sull’umanità delle persone e sulla loro voglia di vivere in un mondo libero dallo sfruttamento della terra e dell’uomo sull’uomo, all’insegna di un futuro ricco di possibilità e uguaglianza per tutte e tutti. Consapevoli che la natura è da tutelare e con lei anche la salute di chi vive i territori. Per questo, i protagonisti di questi tre giorni saremo di nuovo noi: i partecipanti che, insieme ai musicisti e ai personaggi dello spettacolo, agli attivisti, costruiranno un week-end ricco di felicità travolgente». Saranno a Venaus alcuni tra gli storici sostenitori del Festival Alta Felicità: venerdì toccherà agli Africa Unite, ai Lou Dalfin, ai Modena City Ramblers, sabato all’orchestra “urbana” Bandakadabra, a Willie Peyote, Samuel, ai Medusa e tanti altri. «Sarà importante affrontare le tre giornate con un grande senso di responsabilità collettiva - proseguono gli organizzatori - volto a tutelare chi è di fianco a noi, con quello spirito che ci ha sempre contraddistinto di cura e sensibilità verso l’altro, laddove lo slogan “si parte e si torna insieme” diventa quindi la messa in pratica del “buen vivir”».

Secondo i promotori No Tav «la responsabilità, prima di essere del virus, è di chi nel tempo ha distrutto la nostra necessaria sanità pubblica, in favore di quella privata e di tutte le grandi e male opere che drenano con costanza ingenti fondi economici che vengono direttamente sottratti alle esigenze primarie di tutte e tutti. Ma sappiamo che le relazioni, anche e soprattutto quelle di prossimità, sono la base della vita, di ogni fascia d’età; uno sguardo in più va però rivolto ai più giovani che in questo ultimo anno e mezzo hanno ricevuto un durissimo colpo a partire dalla didattica a distanza, che ha negato loro la crescita tra pari, necessaria per lo sviluppo di ogni individuo. Una dura distanza che ha provocato la perdita di punti di riferimento e la nascita di nuove paure. Per tutte queste ragioni riteniamo necessario portare avanti il Weekend ad Alta Felicità, certi che chi parteciperà saprà cogliere l’importanza dello spirito dell’autotutela collettiva e del “buon senso” che permetteranno a tutti e tutte di condividere in serenità l’emozione di una “lotta che si fa nella festa” e di una “festa che si fa nella lotta”. Un’altra forma di socialità è possibile e vogliamo costruirla insieme, dimostrando ancora una volta che fuori dal consumismo sfrenato esiste un mondo migliore, libero e unico, ma per realizzarlo serve l’impegno di tutte e tutti».

su Luna Nuova di martedì 27 luglio 2021

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