VERDETTO

Sì all'estradizione in Francia per Emilio Scalzo, ma eventuale condanna in Italia

Stamattina il verdetto della Corte d'Appello di Torino. I No Tav: «Provvedimento assurdo, sempre al fianco di chi aiuta i migranti»

01 Ottobre 2021 - 15:45

Sì all'estradizione in Francia per Emilio Scalzo, ma eventuale condanna in Italia

Emilio Scalzo, l'attivista No Border-No Tav agli arresti domiciliari a seguito di uno scontro con un gendarme durante una manifestazione a sostegno dei migranti tra Claviere e Monginevro, sarà estradato in Francia. Il verdetto dei giudici della Corte d’Appello di Torino è arrivato stamattina, in merito alla misura cautelare e al processo che si dovrebbe svolgere in territorio francese: il dispositivo specifica, invece, che l’eventuale condanna dovrà poi essere scontata in Italia. Insoddisfazione è stata espressa dai legali di Scalzo, che ora procederanno con il ricorso in Cassazione con l’obiettivo di far revocare questo provvedimento.

«Ci sembra veramente assurdo - affermano dal movimento No Tav - che Francia e Italia continuino a giocare a scacchi con le vite delle persone, semplicemente per mantenere “buoni rapporti” tra i due Stati. Non intendiamo accettare le ingiustizie portate avanti dai tanti tribunali nei confronti di tutte quelle persone che provano a dare un’alternativa allo status quo della mala gestione della situazione delle migrazioni, che i vari Stati membri continuano a mantenere, in un’Europa sensibile e solidale solo di facciata».

I No Tav concludono: «Dall’indecente trattamento destinato a Lorena Fornasir e al suo compagno Gian Andrea Franchi, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a scopo di lucro, passando per l’infame sentenza a 13 anni e due mesi di reclusione per Mimmo Lucano, arrivando oggi alla concessione dell’estradizione per Emilio da parte della Corte d’Appello: sono tanti gli esempi che ancora si potrebbero elencare di vicende analoghe, dove si recrimina la solidarietà in nome di una giustizia che perde ogni giorno la sua dignità. Continueremo a stare al fianco di Emilio, abbracciando tutte quelle battaglie contro chi vuole frontiere chiuse per le persone in cerca di una vita più dignitosa e lontana da guerre e miseria, ma aperte alle merci e alla devastazione dei territori».

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