COVID-19

In coda per i tamponi, ma tensioni limitate

Con l’entrata in vigore del green pass obbligatorio per il lavoro. Impennata di richieste nelle farmacie, si va con la prenotazione

19 Ottobre 2021 - 00:12

In coda per i tamponi, ma tensioni limitate

di EVA MONTI

Avrebbe dovuto essere un venerdì nero, quello del 15 ottobre, a causa dell’introduzione dell’obbligatorietà del green pass per tantissime situazioni, prima fra tutte, e più temuta, quella del lavoro. Servizi pubblici e privati, aziende ed esercizi al pubblico da venerdì della scorsa settimana hanno l’obbligo di chiedere ai dipendenti di essere muniti del “certificato verde”. Per averlo per tempo occorreva aver fatto il vaccino, o aver fatto il Covid (non troppo tempo fa) o avere fatto il tampone due giorni prima e averne avuto il risultato negativo. Fino all’ultimo, però, erano in molti a pensare che la minaccia di una sommossa, reiterata dalle fonti più disparate (social, media, palchi cittadini e cortei), avrebbe in qualche modo fatto desistere il governo dall’introduzione vera e propria dell’obbligatorietà di esibire questa sorta di “patente”. Soprattutto per entrare nel luogo di lavoro. Invece venerdì 15 l’obbligo è scattato e, di conseguenza, è scattato il ricorso ad una delle soluzioni che permettono di non essere allontanati dal lavoro (sospesi senza stipendio e senza contributi) pur conservando il posto. Da qui la certezza di una parte della popolazione, seppur minoritaria, che l’Italia si sarebbe fermata: dai porti alle autostrade, dalle scuole alle aziende, grandi o piccole che fossero. Tutti in piazza o davanti ai cancelli, a protestare e fare picchetti.

Così non è stato. Per lo meno non a Torino o nelle città della prima cintura. Le previsioni e l’allarme che alcuni avevano lanciato non si sono avverati, se non in sporadiche situazioni in cui è stata chiamata la polizia, più per prevenire eventuali disordini che per contenerli. Il sistema sembra aver retto, e il merito va probabilmente alla tenuta della rete creatasi tra farmacie ed Asl che hanno garantito, e stanno garantendo, i tamponi a coloro che ne hanno bisogno. A pagamento, ovviamente, perché il costo non debba ricadere indiscriminatamente sulla comunità e sui cittadini, l’80 per cento dei quali si è sottoposto al vaccino.
Tante le motivazioni chiamate in causa da coloro che non hanno voluto o potuto farlo. Non necessariamente No Vax. Alcuni solo impauriti da una scarsa fiducia nei medici e nella scienza. Lo abbiamo visto nella “Redazione in piazza” pubblicata la scorsa settimana su queste pagine, che tracciava un panorama delle diverse facce del “no” o del “sì” al vaccino. Ancorché non esaustiva, ha permesso di fare un breve ritratto delle aspettative di coloro che, tutto sommato, pensavano che qualcosa sarebbe accaduto a vanificare la legge, a fermare l’entrata in vigore dell’obbligo.

Venerdì 15 ottobre, invece, puntuale come doveva essere, è scattato l’obbligo. E con esso, come dicevamo, le soluzioni trovate. Chi opta per il certificato medico per giustificare l’assenza: il 20 per cento in più del venerdì precedente, a sentire i dati Inps. Chi facendo ricorso a ferie e permessi. Chi optando per fare finalmente il vaccino, superando ansie e paure che del resto i medici dicono non avere basi scientifiche. Lo mostra l’impennata delle prime dosi nelle vaccinazioni e la folla davanti all’entrata dell’ospedale di Rivoli, che è stato letteralmente preso d’assalto.

Gli altri devono “giocoforza” sottoporsi al tampone ogni due giorni. A pagamento. Questo ovviamente fa aumentare la loro rabbia, come abbiamo constatato andando davanti ad una delle farmacie dove si era formata la coda di persone. Parlano, ma non vogliono rilasciare dichiarazioni ufficiali né, tanto meno, farsi fare la foto da pubblicare a corredo dell’articolo. Qualcuno ci vorrebbe cacciare, altri hanno risentimento per i giornalisti, rei di tenere il “moccolo” al potere delle case farmaceutiche o del governo. E hanno parole d’astio se tentiamo di sondare le motivazioni sanitarie che li spingono a scegliere il tampone, pur se con aggravio economico, al posto del vaccino, che invece è gratis per tutti. La tensione però si limita a questo. Per il resto la coda procede senza intoppi, anche grazie alla organizzazione delle farmacie che si sono preparate per tempo, prevedendo prenotazioni on-line o di persona con assegnazione del giorno ed ora per eseguire il tampone rapido antigenico. E realizzando la somministrazione in apposito locale dedicato.

«Si tratta di un servizio aggiuntivo a quello delle farmacie, ma che in questo momento ci trova tutti disponibili per superare l’emergenza», afferma Paolo Dabbene, titolare di una catena di farmacie sparsa sul territorio: Farmacia Maestra in via Piol e Farmacia Reale in corso Susa a Rivoli. Della stessa rete familiare anche quella di via Mazzini ad Alpignano e quella in via Bologna a Torino. Quattro punti nevralgici che fanno sì che Dabbene abbia il polso della situazione. «A meno di 48 ore dall’introduzione del green pass obbligatorio nelle aziende abbiamo registrato un’impennata di richieste - afferma - cui cerchiamo di dare risposta positiva con la prenotazione, cercando nel contempo di non intaccare l’attività principale che resta quella della distribuzione dei farmaci ai clienti. Pur comprendendo la necessità e l’urgenza che avvertono coloro che vedono nel tampone rapido l’alternativa a disposizione per potersi recare al lavoro, dobbiamo dire anche qualche “no” per non saturare la somministrazione». E se l’assalto era prevedibile, lo è anche il fatto che non si può pretendere di risolvere in pochi giorni i casi di coloro che avevano tutto il tempo per vaccinarsi. Per fortuna questa emergenza dovrebbe durare solo fino a dicembre, visto che l’obiettivo è di arrivare nel frattempo a vaccinare quanta più gente possibile entro Natale, anche in virtù dell’inverno delle malattie influenzali che si porta appresso.

A questo proposito Federfarma ha proposto di assicurare la gratuità del tampone a coloro che hanno già aderito o aderiranno alla campagna vaccinale e che sono in attesa della validazione del green pass, rilasciato dopo 15 giorni dalla prima dose. Proposta che la Regione proprio ieri ha accettato. Intanto ai farmacisti, che lavorano su più settori della prevenzione e della cura, è affidato il compito di gestire l’afflusso ordinato delle persone che si rivolgono a loro, somministrando i tamponi e fornendone il risultato. Questa settimana potrebbe essere quella decisiva, sempre che non insorgano altri problemi legati alle materie prime. Per ora sembrerebbero autosufficienti almeno fino a Natale, ma a Torino sono comparsi i primi cartelli “Tamponi esauriti”. Che non succeda anche sul nostro territorio dipenderà anche dall’andamento degli accessi e dalla capacità dei fornitori di soddisfare le richieste.

su Luna Nuova di martedì 19 ottobre 2021

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Luna Nuova

Caratteri rimanenti: 400

AGGIORNAMENTI

Avigliana, un deposito illegale di fuochi d'artificio

Avigliana, un deposito illegale di fuochi d'artificio

SEQUESTRI E DENUNCE

Mascherine anche all'aperto fino a metà gennaio

Mascherine all'aperto anche in cintura fino a metà gennaio

EMERGENZA

Rivoli, ascensore rotto: Roberto non può uscire di casa

Rivoli, ascensore rotto: Roberto non può uscire di casa

DISAGI

Alpignano, ultimo giorno per la pista di guida sicura

Alpignano, ultimo giorno per la pista di guida sicura

INIZIATIVA

Avigliana: rotoballe a fuoco in una cascina a Drubiaglio

Avigliana: rotoballe a fuoco in una cascina a Drubiaglio

INCENDIO

Buttigliera, morto l'ex sindaco e deputato Luigi Massa

Buttigliera, è morto l'ex sindaco e deputato Luigi Massa

POLITICA IN LUTTO

Bussoleno: aggravata la misura per Scalzo, ora è in carcere a Torino

Bussoleno: aggravata la misura per Scalzo, ora è in carcere a Torino

NO TAV-NO BORDER

Grugliasco, cervi e caprioli ringraziano e salutano il Canc

Grugliasco, cervi e caprioli ringraziano e salutano il Canc

AMBIENTE

Bussoleno: Emilio Scalzo prelevato da casa sua per l'estradizione in Francia

Bussoleno: Emilio Scalzo prelevato da casa sua per l'estradizione in Francia

NO TAV-NO BORDER