COVID-19

Piemonte: l’81% degli over 12 ha completato il ciclo vaccinale

Ieri Figliuolo in visita, nuove regole per le quarantene scolastiche. Grimaldi: «Coinvolgere i medici per i 600mila senza prima dose»

09 Novembre 2021 - 00:07

Piemonte: l’81% degli over 12 ha completato il ciclo vaccinale

di MARCO GIAVELLI

Dopo i giorni bui della prima e della seconda ondata dell’emergenza Coronavirus, il Piemonte è oggi una delle regioni italiane messe meglio sia a livello di infezioni in corso, sia di vaccinazioni in ottica terza dose: sulla mappa europea è infatti una delle poche regioni tinte di verde, mentre parallelamente l’81 per cento della popolazione over12 ha completato il ciclo vaccinale. L’occasione per fare il punto della situazione è arrivata ieri mattina a Torino durante la visita del generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, che ha partecipato alla riunione settimanale dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Il governatore Alberto Cirio, i commissari e i componenti della struttura ne hanno approfittato per porre questioni operative, con particolare riguardo all’estensione della terza dose alle altre fasce di età e alla somministrazione, seguendo il medesimo principio adottato per le Rsa, anche alle residenze che ospitano minori, disabili, pazienti psichiatrici e delle dipendenze (in tutto oltre 10mila 500 persone). Nelle scorse settimane il Piemonte aveva già chiesto l’autorizzazione per iniziare subito anche con il personale scolastico.

«Il Piemonte dimostra di essere ancora una delle poche Regioni “green” in Europa, con una situazione di contagi e occupazione dei posti letto che ci pone in un margine di ampia sicurezza - ha evidenziato il presidente Cirio - Siamo convinti che la terza dose sia il completamento della corazza che vogliamo dare a tutti i cittadini. Oggi abbiamo ormai l’81 per cento della popolazione over12 che ha completato il ciclo vaccinale. L’importante è non fermarci. Abbiamo chiesto di ampliare le fasce di vaccinazione: entro febbraio-marzo potremmo mettere al sicuro con la terza dose tra l’87 e il 90 per cento dei piemontesi».

«Il Piemonte è partito velocissimo - ha riconosciuto il generale Figliuolo - Ha già effettuato 295mila somministrazioni e tra le grandi Regioni è quella che ha la migliore percentuale. È un piacere vedere come il presidente Cirio conosca nel dettaglio la campagna vaccinale. Questa è la chiave del successo a livello nazionale: lavorare insieme, entrare nei dettagli e avere un controllo accentrato della situazione. In Piemonte siete in buone mani perché i problemi si affrontano e si risolvono. Nonostante l’aumento dei contagi in tutta Europa, l’Italia è tra le nazioni messe meglio e credo pertanto che il prossimo Natale sarà un buon Natale».

Resta tuttavia aperto il nodo delle prime dosi per quanti non si sono ancora vaccinati. Nei giorni scorsi il capogruppo di Liberi uguali Verdi in Regione, Marco Grimaldi, ha diffuso una nota critica verso la giunta Cirio: «Non sapendo quali siano i piani di Icardi e Cirio, dato che da mesi non informano il consiglio regionale sui loro propositi in merito alla campagna vaccinale, chiediamo che la commissione sanità di via Alfieri incontri al più presto i medici di famiglia piemontesi per provare a capire insieme come raggiungere quella quota di popolazione che è rimasta del tutto indifferente alla campagna vaccinale partita ormai molti mesi fa. Si tratta di persone rimaste vulnerabili al virus, che rappresentano un pericolo per se stesse e per gli altri. Quei 600mila piemontesi senza neppure una dose di vaccino sono vittime di una campagna politica che, soffiando sul fuoco delle polemiche sollevate da poche decine di persone, ha creato paure e insicurezze in una quota rilevante della popolazione. Tra questi ci sono moltissimi over60, alcuni dei quali stanno ancora pagando il caos regionale di inizio vaccinazione, ovvero gli appartenenti alla fascia più debole e più esposta agli effetti peggiori del Covid-19, quelli che più facilmente finiscono in terapia intensiva e rischiano la morte. Per questi motivi dobbiamo superare quelle paure affrontando il tema con razionalità ed empatia, attraverso un rapporto di fiducia personale consolidato nel tempo. Il ruolo dei medici di medicina generale è fondamentale nella nostra idea di medicina territoriale, perciò la nostra richiesta di confronto con loro si inserisce attivamente nel processo di creazione di una rete funzionale di medici di famiglia che abbiano la possibilità di mettere in comune esperienze e figure organizzative capaci di affiancarli nella gestione del rapporto coi pazienti, aiutandoli attivamente nello svolgimento del loro lavoro quotidiano».

Intanto da ieri, lunedì 8 novembre, è possibile effettuare la terza dose del vaccino anti-Covid in tutte le farmacie del Piemonte aderenti. In particolare si parte con le dosi “booster” per la popolazione in età compresa tra i 60 ed i 79 anni, per la quale siano già trascorsi sei mesi dall’ultima dose. Sarà possibile ricevere la terza dose in farmacia, sempre previa prenotazione, anche se le altre dosi sono state effettuate in punti vaccinali diversi dalla farmacia. Per la prenotazione è necessario accedere al portale www.ilpiemontetivaccina.it muniti di codice fiscale e del numero della tessera sanitaria.

Altra novità riguarda le regole per le quarantene scolastiche: «In riferimento alle nuove indicazioni ministeriali per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da Sars-Cov-2, che prevedono una differenziazione in base all’età degli studenti, al numero di casi positivi presenti in una classe e alla copertura vaccinale o immunitaria degli studenti, ovvero alla positività o meno di docenti e operatori scolastici, la Regione Piemonte sta procedendo a definire le modalità di attuazione che saranno pienamente operative su tutto il territorio regionale entro mercoledì 17 novembre, anche al fine di garantire il miglior raccordo possibile con il mondo scolastico, data la complessità della nuova gestione dei casi», ha comunicato ieri Pietro Presti, consulente strategico Covid della Regione Piemonte.

In particolare, tra le principali novità, si segnala che per i bambini sotto i 6 anni è prevista la quarantena di dieci giorni dell’intera classe anche in presenza di un solo caso positivo. Per quanto riguarda la scuola primaria e secondaria, in caso di un solo caso positivo tra gli studenti si procederà a testare l’intera classe con tampone (molecolare o antigenico) e a far rientrare a scuola i soggetti negativi che dovranno sottoporsi ad un ulteriore tampone dopo cinque giorni per riscontrare eventuali positività emergenti. In presenza di due casi positivi nella classe, per i soggetti vaccinati o negativizzati negli ultimi sei mesi non verrà attivata la quarantena ma si procederà con un tampone che, se negativo, dovrà essere ripetuto dopo cinque giorni; è prevista la quarantena per i non vaccinati o negativizzati da più di sei mesi. In presenza di tre o più casi positivi scatta la quarantena per l’intera classe.

su Luna Nuova di martedì 9 novembre 2021

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