COVID-19

Rebus scuola fra Dad e quarantene: una riapertura fra mille incognite

Tra alunni e docenti positivi e quarantene si rischia una ondata di Dad. L’Ordine dei medici invoca la chiusura, le dirigenti si districano

10 Gennaio 2022 - 23:43

Rebus scuola fra Dad e quarantene: una riapertura fra mille incognite

Maria Gabriella Parente, dirigente a Rosta e Buttigliera

di EVA MONTI

Per chi suona la campanella? Ieri mattina è suonata per tutti: alunni e studenti di ogni ordine e grado, in tutta Italia, eccezion fatta per le due Regioni che hanno corso per conto loro e contro le disposizioni del governo (Campania e Sicilia). Tutti gli altri hanno provato ad assecondare la linea di “rischio calcolato” che riporta nelle aule i giovani, provati dai precedenti anni di Dad, didattica a distanza. I segni di isolamento e di disagio, che in alcuni casi si sono manifestati anche con disturbi alimentari, psichici, perfino autolesionismo, hanno indotto a ritornare alla scuola cosiddetta “frontale”. Ma c’è un “ma”. Anzi più di uno. A dirlo sono due differenti fronti che chiedevano, e ancora chiedono, un rinvio di almeno due settimane per la riapertura della scuola in presenza.

Da un lato l’Ordine dei medici, guidato dal presidente Guido Giustetto, dall’altro l’Anp, l’Associazione nazionale presidi, la cui referente piemontese è Rossella Landi. Al loro fianco anche il virologo Giovanni Di Perri dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, che aveva avanzato analoga richiesta. Per tutti, a rendere quanto meno imprudente far ripartire l’attività scolastica, sarebbero l’evoluzione dell’epidemia Covid, in particolare gli altissimi numeri dei contagi, l’impossibilità di effettuare tamponi in quantità adeguata, la bassa vaccinazione dei più piccoli, l’aumento dei ricoveri in giovane età. Non tranquillizzano le rassicurazioni arrivate dal governo, o il commento del generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid.

Vero che il contagio tra i giovani è esploso durante le feste natalizie, a scuole chiuse, ma proprio per questo i medici e presidi temono che questa ondata arrivi nelle scuole, già provate da una crescente assenza di insegnanti e personale Ata, colpito dalla stessa pandemia. Una possibilità sarebbe rimandare di 15 giorni la riapertura delle scuole primarie e secondarie, recuperandoli a giugno, per far crescere il numero dei vaccinati in tenera età. In questa fase, infatti, i contagi sono molto alti fra gli scolari, che non sono ancora stati vaccinati in modo massivo. Parecchi insegnanti sono assenti per isolamento o quarantena. Inoltre nelle elementari è difficile controllare costantemente mascherine e distanziamento. E sostengono che il sistema di tracciamento previsto sia ancora “farraginoso e non minimamente realistico in un momento in cui è diventato molto complicato effettuare i tamponi”.

I giorni di chiusura delle scuole dovrebbero servire a completare la vaccinazione degli adolescenti (oggi al 70 per cento) e portare avanti celermente quella dei più piccoli, ferma sotto l’8 per cento nella fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni. Giustetto si dice consapevole del disagio che il rinvio potrebbe portare agli studenti e alle loro famiglie, tuttavia ritiene che il quadro sia tale per cui nel giro di qualche giorno tantissime classi andranno comunque in Dad, con tutte le conseguenze in termini di aggravio sul sistema, ma soprattutto dal punto di vista sanitario. «I bambini che si infettano mettono a rischio la propria salute, come purtroppo emerge dall’aumento dei ricoveri pediatrici per Covid, e portano il contagio in casa contribuendo a un ulteriore incremento dei casi». I ricoveri pediatrici per Covid sono all’incirca raddoppiati rispetto al picco di marzo 2021 e gli ospedali pediatrici sono pieni. Anche sul territorio ci sono moltissime criticità, come segnalano i medici di medicina generale: troppi casi e troppi tracciamenti da eseguire a fronte di un sistema che non è più in grado di effettuare i tamponi necessari.

Il fronte più arrabbiato è però quello dei dirigenti scolastici e direttori didattici che hanno riaperto le porte ad alunni e studenti, ma già pensano che fin da giovedì si avranno le prime nefaste conseguenze. «Non certo perché la scuola non sia sicura, in quanto lo è - afferma Barbara Debernardi, direttrice didattica di Oulx, che ha ben 11 plessi sparsi per l’alta valle Susa - ma perché il contagio sta girando sul territorio e può entrare nelle scuole. I dati su cui lavoriamo sono vecchi, sarà in questi giorni che potremo verificare quanti e quali siamo eventualmente positivi o venuti in contatto». Insegnanti assenti perché positivi, ma anche perché non sono riusciti a rientrare dalla regione in cui hanno trascorso le vacanze. «A Cesana ho dovuto per forza tenere chiuso, essendo una scuola piccola in cui è assente l’insegnante». Allibita poi dal fatto che la mattina si apre con regole diverse per ordine e grado di scuola, e il pomeriggio alle 18 si prevede la conferenza stampa del premier Draghi che spiega il come ed il perché delle norme impartite, la Debernardi, che teme di dover chiudere quanto prima anche altre scuole, sottolinea che nel corso delle settimane passate, anche se tutti erano in vacanza e lei in malattia (un braccio al collo per una brutta caduta), ha mantenuto aperto il contatto con le famiglie, perplesse non solo per l’incertezza, ma anche per le parole del ministro dell’istruzione che pare demonizzare la Dad, che in questi giorni poteva ancora essere lo strumento utile a evitare ulteriori contagi.

Lo pensa anche Silvana Andretta, dirigente dell’Istituto comprensivo di Alpignano, che ieri ha aperto con il solito orario e corpo docente normale. «Certo qualche assente c’è sia tra docenti sia tra alunni - precisa - ma la situazione è sotto controllo. E tutto sommato la scuola tiene. Quelli che sono a casa seguono con la Dad, gli altri sono contenti di ritrovarsi a scuola». Ammette però: «Siamo qui, cerchiamo di resistere coordinando le forze che abbiamo». Ritiene di aver tutto sotto controllo al momento, ma non può sapere quale saranno gli sviluppi delle prossime ore, nonostante il massiccio uso delle Ffp2 e tutte le norme di sicurezza.

Preoccupata anche Maria Gabriella Parente, che con le scuole di Rosta e Buttigliera ha ben 70 alunni positivi e 20 insegnanti (su 139) che sono a casa. «E noi dirigenti a perdere tempo dietro a ben quattro sondaggi in una mattina - dice - per certificare il numero degli assenti (7 per cento per i ragazzi e 14 per cento per i docenti), le mascherine, i sospesi, eccetera». Tra i tanti alunni che chiedono la Dad persino quelli che non avrebbero ragione di stare a casa, ma lo fanno in via precauzionale, come ammettono i loro genitori. Più tranquilla la situazione delle superiori come testimonia Elena Sorrisio, preside del Darwin di Rivoli e del Vito Scafidi di Sangano. «Per ora non ci sono state complicanze che abbiano messo alle strette il sistema. I due plessi registrano in tutto, ad oggi, 190 tra positivi, in quarantena o in isolamento ed anche tra gli insegnanti il numero degli assenti non è elevato: con un’aggiustatina all’orario e qualche sostituzione abbiamo potuto ripartire in sicurezza». Ovviamente loro, come tutti gli altri, sono costretti a “navigare a vista” perché la situazione è in continua evoluzione, ma ritiene che il rischio valga la candela.

su Luna Nuova di martedì 11 gennaio 2022

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Luna Nuova

Caratteri rimanenti: 400

AGGIORNAMENTI

Condove: brucia un pullman nel deposito di via Roma

Condove: brucia un pullman nel deposito di via Roma

INCENDIO

Trana, documenti irregolari: "bocciate" tutte e quattro le liste

Trana, documenti irregolari: "bocciate" tutte e quattro le liste

ELEZIONI COMUNALI 2022

Flash-mob in piazza Castello dalla parte dei disabili

Stefano Olivetti ed Elena Vezzani

Flash-mob in piazza Castello dalla parte dei disabili

INCLUSIONE

S.Ambrogio: salvati tre escursionisti dispersi nei boschi della Sacra

S.Ambrogio: salvati tre escursionisti dispersi nei boschi della Sacra

SOCCORSO ALPINO

Il benvenuto della diocesi di Torino a monsignor Roberto Repole

Il benvenuto della diocesi di Torino a monsignor Roberto Repole

ORDINAZIONE

Avigliana, l'ultimo saluto della città a Remo Castagneri

Avigliana, l'ultimo saluto della città a Remo Castagneri

POLITICA IN LUTTO

Grugliasco fa squadra con Film Commission e Museo del cinema

Grugliasco fa squadra con Film Commission e Museo del cinema

SVILUPPO

Rivoli, la polizia dona ai profughi scarpe e giubbotti sequestrati

Rivoli, la polizia dona ai profughi scarpe e giubbotti sequestrati

SOLIDARIETÀ

Borgone: l'autogru dei vigili del fuoco recupera le bobine rotolate in strada

Borgone: l'autogru dei vigili del fuoco recupera le bobine rotolate in strada

DISAGI