COVID-19

«Spremuti e ignorati»: il grido di rabbia degli infermieri

Straordinari 2021 pagati al 50%, oggi lo sciopero con il Nursind. L’Asl To3: «Il fondo è esaurito, la Regione dovrà integrarlo»

27 Gennaio 2022 - 23:45

«Spremuti e ignorati»: il grido di rabbia degli infermieri

di MARCO GIAVELLI

"Spremuti e ignorati. Non vi lasceremo soli, dicevano… parole, promesse, zero fatti”. Lo slogan campeggia sui “camion a vela” che da qualche giorno fanno tappa davanti agli ospedali dell’Asl To3. Gli infermieri non ne possono più. Erano “nati” come eroi, due anni fa, all’inizio della pandemia. Oggi si sentono totalmente dimenticati dalle istituzioni. Per questo stamattina, venerdì 28 gennaio, incroceranno le braccia dando vita ad uno sciopero, proclamato dal Nursind dell’Asl To3, che dalle 10,30 porterà a Torino, in piazza Castello, una delegazione di lavoratori sotto la sede della giunta regionale. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata martedì 25, quando l’Asl To3 ha comunicato che «in considerazione dell’elevato numero di richieste pervenute, i pagamenti delle ore di straordinario relative al primo semestre 2021 è stato proporzionalmente ridotto del 50 per cento con possibilità, se le condizioni lo consentiranno, di retribuire ulteriori ore in occasione del secondo semestre 2021».

«Non abbiamo più parole e soprattutto non abbiamo più diritti - denuncia in una nota il Nursind Asl To3 - Per gli infermieri e per gli operatori sanitari è saltato lo stato di diritto. Inaccettabile che non si retribuiscano neanche le prestazioni rese. Abbiamo proclamato uno sciopero perché venga riconosciuto maggiormente il nostro operato e a quanto pare non ci pagano neanche quello che spetta. Non veniteci a parlare di responsabilità perché questo è un sopruso nei confronti di chi sta tenendo in piedi il nostro sistema sanitario nazionale». «Confidiamo nel fatto che tutti coloro che hanno apprezzato il nostro coraggio e il nostro lavoro possano condividere le ragioni della protesta - afferma Anastasia De Vito, segretaria del Nursind Asl To3, che in questi giorni era presente dinanzi ai vari presidi aziendali insieme agli altri dirigenti sindacali Giovanni Marino, Marco Valenti, Fiamma Guidolin, Alina Gradinaru e Daniele Scomersich - È a loro che chiediamo un gesto di solidarietà, consapevoli che migliorare le nostre condizioni di lavoro significhi migliorare l’assistenza di tutti».

I motivi alla base della protesta sono tanti: «Il governo Draghi, inspiegabilmente, non ha ritenuto di dare un segnale di vicinanza agli operatori sanitari (infermieri, ostetriche, Oss, professionisti sanitari), erogando già da questo mese le risorse stanziate a dicembre 2020. Le condizioni di lavoro sono diventate inaccettabili. Il peso della responsabilità che poggia sulle nostre spalle è sempre più gravoso, siamo fianco a fianco tutti i giorni con la morte. Da due anni non abbiamo vita al di fuori del lavoro. Abbiamo gli stipendi tra i più bassi d’Europa. Ci sobbarchiamo a nostre spese l’assicurazione, la formazione e l’iscrizione all’ordine professionale. Gli applausi e le pacche sulle spalle non ci aiutano ad arrivare a fine mese. La nostra professione è così svalutata che sono pochi a volerla intraprendere e sono molti, invece, quelli che si sono stancati e coloro che la lasciano. Vogliamo poter dare ai nostri assistiti il meglio di noi, della nostra professione. Per poterlo fare abbiamo bisogno di un corretto rapporto fra infermiere e pazienti e di veder riconosciute e sviluppate le nostre competenze. Non vogliamo creare disagio ai cittadini più di quello che già stanno vivendo. Vogliamo però che tutti sappiano che gli infermieri sono una risorsa fondamentale per tutti i sistemi sanitari del mondo, ma evidentemente non per il nostro governo e le nostre Regioni».

Daniele Scomersich, dirigente Nursind del direttivo di Torino, invita tutti ad un sacrificio nel rispetto di operatori, cittadini e pazienti ed a salvaguardia della sanità pubblica: «Chi di noi può si ferma e sciopera, gli altri garantiranno i servizi essenziali, come sempre abbiamo fatto. Come in altre Aziende piemontesi, anche presso l’Asl To3 non mancano le criticità». A cominciare dalla carenza di personale, che secondo Giovanni Marino, rsu del Nursind Asl To3, «è tangibile e riguarda più o meno tutti i profili professionali. Il personale sanitario risulta essere una pedina da spostare da un punto all’altro. A distanza di settimane dall’inizio di questa ondata, sembra quasi che infermieri e Oss vengano mossi come marionette in uno spettacolo teatrale. Il personale sanitario continua ad essere sottoposto a turni snervanti ed alto tenore di stress, con ripercussioni sulla sfera emotiva e fisica».

Concludono dal Nursind: «L’Azienda ha più volte evidenziato che il personale sanitario risulta essere in numero insufficiente rispetto al fabbisogno, d’altro canto però, da oltre due mesi, si è concluso il tanto atteso concorso per infermieri, la graduatoria stilata è grande, ma le assunzioni avvengono con il contagocce e, quel che è più grave, la nostra Azienda si trova in un limbo che si poteva evitare: se da un lato, in modo lento, avvengono nuove assunzioni, dall’altro stiamo assistendo all’allontanamento volontario di numerosi colleghi assunti con contratti Covid, vincitori di concorsi a tempo indeterminato presso altre Aziende. Si tratta di personale formato ed ormai entrato a pieno titolo nell’organizzazione dei reparti, per lo più multi-specialistici come Dea e Rianimazioni che prevedono un lungo periodo di affiancamento, che non ha potuto partecipare al concorso dell’Asl To3, essendo personale laureatosi nei due anni trascorsi tra la pubblicazione del concorso e l’effettivo svolgimento delle prove, e che non può essere stabilizzato perché ad oggi la presenza di una graduatoria concorsuale non permette di accedere alle altre per stabilizzare il proprio personale che ha dichiarato la volontà di voler restare».

Anche la commissione regionale pari opportunità ha diffuso un comunicato di totale solidarietà verso infermieri e operatori sanitari. Stesso discorso per la consigliera regionale M5S Sarah Disabato, che si schiera a fianco degli operatori sanitari, annunciando la presenza allo sciopero di stamattina, e che accusa la giunta Cirio di essersi fatta trovare di nuovo impreparata di fronte all’ondata pandemica, chiedendo un intervento dell’assessore regionale alla sanità Luigi Icardi. La medesima richiesta è portata avanti dal Movimento 4 Ottobre con i consiglieri regionali Francesca Frediani e Giorgio Bertola.

L’Asl To3 dal canto suo, in merito alla questione straordinari, ribatte che «il pagamento degli straordinari, e di tutte le altre indennità previste dal contratto, gravano su un fondo economico predefinito, non superabile dall’Azienda. Nel corso del 2021 l’Asl To3 ha corrisposto un ingente importo per le indennità di malattia infettiva e di terapia intensiva, in seguito all’impegno del personale in tali attività per far fronte alla pandemia. Inoltre, sempre per l’anno 2021, a quel fondo si è attinto per erogare indennità a vario titolo ai numerosi operatori assunti a tempo determinato per l’emergenza Covid, tra cui 140 infermieri. Pertanto, l’impatto complessivo dell’emergenza pandemica ha necessariamente costretto l’Azienda a corrispondere una cifra totale di straordinario pari al 50 per cento di quanto richiesto per i primi sei mesi del 2021, con riserva di corrispondere il restante 50 per cento e il saldo degli ultimi sei mesi dell’anno entro i primi mesi del 2022. Questo subordinatamente all’integrazione del fondo da parte della Regione Piemonte, che è attesa per le prossime settimane ed è erogata in funzione dell’incremento del personale».

su Luna Nuova di venerdì 28 gennaio 2022

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