Aria pesante sull'area metropolitana

Cresce l’inquinamento e gli sforamenti ormai non si contano più

Continua ad essere pessima la qualità dell’aria in tutta l’area metropolitana torinese. Sono giornate ancora molto inquinate: la situazione è destinata a migliorare solo con la debole perturbazione prevista a partire da oggi. Ma a questo punto, molti si chiedono perché Regione, Provincia e Comuni abbiano paura di prendere provvedimenti restrittivi del traffico come è stato già fatto a Roma e Milano.
Da ieri è consultabile sul portale internet www.provincia.torino.it il nuovo indice che, a differenza del precedente, che era calcolato in modo diagnostico ed era pubblicato ogni giorno in relazione a quello precedente, è di tipo previsionale ed è disponibile ogni giorno per le 48 ore successive. Rappresenta in modo sintetico lo stato della qualità dell’aria dell’agglomerato torinese attraverso un’indicazione numerica e cromatica: è calcolato su 5 livelli: 1 ottima, 2 buona, 3 accettabile, 4 cattiva, 5 pessima. Viene elaborato sulla base delle concentrazioni dei principali inquinanti presenti in atmosfera (Pm10, biossido di azoto e ozono), calcolate su base oraria da un sistema modellistico gestito da Arpa Piemonte che, a partire dalle previsioni meteorologiche e dalla stima delle emissioni degli inquinanti, simula il trasporto, la deposizione e le trasformazioni chimiche.
In prospettiva, dal 2023, se fosse operativo il sistema di trasporto pubblico progettato, con la seconda linea della metropolitana e le cinque linee ferroviarie metropolitane previste per allora, ci sarebbero significativi miglioramenti: riduzioni fino al 20 per cento nelle concentrazioni medie annuali di biossido di azoto e concentrazioni medie annuali del Pm10 in diminuzione del 10 per cento circa. Tuttavia, tali riduzioni non sarebbero sufficienti per rientrare valori limite per la protezione della salute definiti dall’attuale normativa.
«Le analisi indicano che il traffico veicolare si conferma la principale fonte emissiva - commenta l’assessore provinciale all’ambiente, Roberto Ronco - In questo campo i miglioramenti sono inferiori alle attese: il motivo principale è legato alle emissioni reali su strada dei veicoli alimentati con motori diesel, che sono molto superiori agli standard previsti dalle direttive euro». 
Un decisivo miglioramento della qualità dell’aria sarebbe ottenibile combinando tre grandi aree di intervento: l’estensione del teleriscaldamento, il potenziamento ed il ridisegno del sistema di trasporto pubblico (tale da ridurre del 21 per cento del traffico veicolare privato), gli interventi sulle emissioni industriali. Il taglio del 15 per cento dei finanziamenti regionali a sostegno del trasporto pubblico non va certamente in quella direzione. Torino sarà anche la città più teleriscaldata d’Europa, ma rimane tra le più inquinate. 
Dalla Regione, l’assessore Ravello ricorda che sono stati investiti 330 milioni di euro, contribuendo nel contempo al sostegno del sistema Piemonte con la messa in circolo di circa 640 milioni, per una serie di azioni tra le quali l’incremento del teleriscaldamento ed il miglioramento del trasporto pubblico locale.
D’altronde, lo studio presentato dall’Arpa che certifica il mancato raggiungimento di miglioramenti significativi, tali da consentire di non superare il limite giornaliero dei 50 mg/m3, a fronte di un provvedimento di blocco estremo del traffico, non rappresenta un punto di arrivo ma il punto di partenza per evitare di adottare delle azioni penalizzanti per i cittadini e per l’economia del territorio, senza che il sacrificio di questi ultimi, valga un effettivo beneficio in termini ambientali.
«Sarebbe auspicabile che ogni ente, anziché giocare allo scaricabarile, si assumesse la responsabilità delle proprie scelte, rispetto alle competenze proprie e a quelle demandate dalla legge regionale sull’inquinamento atmosferico, facendo applicare, laddove esistenti, i Piani provinciali di azione - continua Ravello - Rispetto agli scenari che osserviamo fuori dal Piemonte e alle iniziative che Comuni e Province stanno predisponendo, posso escludere che adotteremo in futuro targhe alterne e blocchi alla circolazione che abbiamo dimostrato essere inutili, mentre i divieti alla circolazione per i veicoli più inquinanti (Euro 0 e 1 benzina, Euro 0, 1 e 2 con più di 10 anni Diesel) sono già operanti dal 2007, fatta eccezione per i mezzi pubblici Euro 2, il cui blocco è stato prorogato a causa della mancata applicazione dei Fap». 

di Massimiliano Borgia


2 dicembre 2011


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