Sabato 25: marcia No Tav, un fiume umano tra Bussoleno e Susa

Oltre 50mila in corteo. Tensione in serata a Porta Nuova. E martedì si profila l'allargamento alla Maddalena


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ORE 13,30

Migliaia di persone a Bussoleno all'avvio della marcia, con via Traforo completamente occupata. Forse sta prendendo corpo la più grande manifestazione No Tav degli ultimi anni, complice il clima primaverile. Nella fiumana si colgono accenti di ogni regione d'Italia. Corteo aperto dal furgone della Comunità montana con i gonfaloni dei comuni. Segue lo striscione degli "amministratori val Susa" con i sindaci in fascia tricolore guidati dal presidente Sandro Plano. Alla fine solo due defezioni tra i 23 comuni che appoggiano la maggioranza di Comunità montana: l'ex leader No Tav Antonio Ferrentino (Sant'Antonino) e Mauro Carena (Villardora). C'è anche un sorta di carro allegorico di carnevale dove si scorgono politici-marionette mossi dai tentacoli di una grande piovra viola.

 

ORE 14

Prime stime degli organizzatori: si parla di circa 50mila persone, dato simile a quello della manifestazione del 3 luglio 2011. La testa del corto è in località Isola Bella, mentre la coda è ancora ferma al ponte vecchio di Bussoleno. Discreta presenza di forze dell'ordine. Un elicottero dei carabinieri volteggia sul corteo. Personalità presenti: Paolo Ferrero della Federazione della sinistra; Guido Viale dell'Ispra; Maurizio Landini, Giorgio Cremaschi e Giorgio Airaudo della Fiom-Cgil; Vittorio Agnoletto; Michele Curto e Gennaro Migliore di Sel nazionale; Angelo Bonelli portavoce nazionale dei Verdi; l'europarlamentare Idv Gianni Vattimo.


ORE 15

I 7 km che dividono Bussoleno e Susa sono pieni di gente, un serpentone mai visto. Un vento caldo agita le bandiere No Tav. Moltissimi i valsusini. Con tanto di striscione, ecco anche una delegazione giunta da L'Aquila. La questura parla di 5mila manifestanti, mentre le stime dell'organizzazione fanno salire il numero a quota 70mila. Non si segnalano problemi di ordine pubblico. Il corteo sta giungendo a San Giuliano, nei pressi dello svincolo autostradale. La questura alza la sua stima-presenze: ora ne conta 10mila. 

 

ORE 17

La manifestazione si chiude in piazza Savoia a Susa. Gli interventi dal palco concludono una giornata pacifica di protesta. Il leader No Tav Alberto Perino parla di successo e poi invita tutti a essere presenti nei terreni della Maddalena nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 «per essere padroni a casa nostra» e difendere l'eventuale allargamento del cantiere. Infine Landini (Fiom-Cgil) chiede un grande movimento per la difesa del lavoro e della democrazia. Presenti i centri sociali di mezza Italia (numeroso lo spezzone milanese), mescolati ai No Tav valsusini.

ORE 20,30
Attimi di tensione alla stazione di Torino Porta Nuova tra circa 300 antagonisti milanesi di ritorno da Susa e la polizia schierata in assetto antisommossa. I tafferugli si sono verificati quando il gruppo, sceso dal treno regionale, si è diretto verso il binario dov'era in partenza il convoglio per il capoluogo lombardo. Ad accendere gli animi sarebbero stati il fatto che alcuni manifestanti erano sprovvisti del biglietto e la successiva trattativa per stabilire il costo del biglietto collettivo. Contrastanti, come sempre, le due versioni dei fatti: la questura riferisce di un lancio di pietre da parte di alcuni attivisti, a cui la polizia ha risposto sparando lacrimogeni; i manifestanti invece parlano di alcune cariche "a freddo" e di lacrimogeni finiti addirittura dentro i vagoni. Il bilancio è di due manifestanti feriti alla testa, una donna con la mano rotta e un agente della Digos di Milano ferito a un occhio. Danneggiate le vetrate della mensa ferroviaria, nei pressi del binario 20.


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