Latitante della 'ndrangheta nascosto a Pavaglione

Arrestato: Vincenzo Femia era coinvolto nell'inchiesta Minotauro

Non aveva particolari legami con la valle di Susa: l’aveva scelta come rifugio per non farsi beccare, ma venerdì 8 marzo il suo castello è crollato di fronte ad un “normale” posto di blocco dei carabinieri. Normale solo all’apparenza, perché ormai da un paio di mesi i militari del nucleo operativo della compagnia di Susa erano sulle sue tracce. È finita così la latitanza di Vincenzo Femia, 40 anni, originario di Gioiosa Jonica, ricercato da due anni per detenzione e traffico di droga: il provvedimento di custodia cautelare a suo carico rientra infatti nella maxi inchiesta “Minotauro” condotta dai carabinieri del comando provinciale di Torino, che nel giugno 2011 aveva portato all’arresto di 149 soggetti affiliati alla ‘ndrangheta. L’indagine si è spostata in valle di Susa nel mese di gennaio, quando alcuni abitanti di Chianocco hanno segnalato ai carabinieri i movimenti sospetti di un personaggio sconosciuto che si recava con una certa frequenza nella borgata montana di Pavaglione. Si trattava infatti di uno staffettista di fiducia del latitante, Gino Agostino, 43 anni, anche lui di origini calabresi, arrestato con l’accusa di favoreggiamento e detenzione illegale di armi.

su Luna Nuova di martedì 12 marzo

 

 

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