Incubo espropri, tensione in consiglio comunale

Contestata la sindaca Amprino, intervengono carabinieri e digos

Doveva essere un Consiglio tranquillo, di routine, con soli cinque punti all’ordine del giorno. Ma soltanto sulla carta. Si sapeva che il nervosismo che serpeggia per la città di Cozio sul tema Tav, acuito negli ultimi giorni dall’annuncio degli oltre 500 proprietari interessati dagli espropri nelle frazioni orientali della città, sarebbe per forza di cose sfociato nel luogo dove si decidono le sorti della città. E così è stato, anche se in tarda serata. Sono da poco passate le 23,30 infatti quando i primi cori di disapprovazione si alzano dal pubblico, composto in gran parte da attivisti No Tav, abitanti delle frazioni più toccate dal futuro cantiere, carabinieri e agenti Digos in borghese. La contestazione parte quando la sindaca Gemma Amprino sta abbozzando la sua risposta all’affondo di Giorgio Montabone, che ha appena definito «gravissimo» il fatto che «per la seconda volta, dopo il lancio dei gas lacrimogeni a San Giuliano, l’amministrazione di Susa sia stata scavalcata e lasciata all’oscuro di tutto», reiterando la richiesta, ancora una volta non presa in considerazione, di un consiglio comunale aperto.

su Luna Nuova di venerdì 26 aprile



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