Cinipide, il castagneto sta vincendo la battaglia

Primi dati: il 55 per cento delle galle colonizzato dal Torymus

In molti, anche fra gli stessi produttori, erano già pronti a mettere una pietra tombale sopra la castanicoltura valsusina, eccellenza plurisecolare passata indenne attraverso numerosi attacchi e all’abbandono della montagna e da alcuni anni seriamente minacciata dal cinipide galligeno, la peste con gli occhi a mandorla arrivata dall’oriente a Cuneo nel 2000 e da lì ormai propagatasi in tutta Europa. Invece i castagneti valsusini stanno reagendo bene alle cure messe in campo da parte del settore fitopatologico della Regione, dell’Università di Torino, dalla Comunità montana, dall’Associazione produttori di marrone e dalla cooperativa La Maruna. Meglio forse di quello che si potesse immaginare soltanto alcuni mesi fa. In valle è arrivata ieri, via mail dal settore fitosanitario della Regione, la prima tabella ufficiale delle percentuali di parassitizzazione delle galle di cinipide, che mostrano come il Torymus sinensis, l’insetto introdotto con vari lanci in questi ultimi anni che va a colonizzare le galle di cinipide, ponendo un freno al suo proliferare, fino ad oggi incontrollato, nutrendosi delle larve del patogeno.

su Luna Nuova di martedì 16 luglio

 

 

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