«Luca non può essere morto così»

Condove, l'appello della famiglia Moletto dopo le perizie sull'incidente: «Chi sa parli»

Più volte, fin da subito, hanno pensato e ripensato a come potesse essere successo. Oggi, a distanza di poco più di tre anni da quel terribile giorno, quello in cui il motociclista condovese Luca Moletto perse la vita sui curvoni del Belvedere di Susa, il papà Giorgio e la mamma Valeria Vinassa non riescono a darsi pace. Perché a loro giudizio, e non solo, Luca non può essere finito fuori strada così, perdendo semplicemente il controllo della sua Kawasaki Zeta 1000 Sx e facendo tutto da solo. Secondo loro, e secondo le relazioni tecniche preparate da due diversi periti, Luca Moletto potrebbe essere stato disturbato da almeno due motociclisti che, come lui, stavano affrontando quel curvone e che avrebbero tentato di superarlo, fino a determinare la deviazione di traiettoria che lo ha poi portato ad invadere la corsia opposta e ad impattare contro il Peugeot Ranch che procedeva in salita. Di più: secondo i suoi genitori, c’è chi tutte queste cose le sa perché le ha viste con i propri occhi. Ed è a queste persone che Giorgio e Valeria rivolgono il loro appello, invitandole a parlare e ad uscire allo scoperto.

su Luna Nuova di venerdì 10 luglio 2015


 

0

Commenti degli utenti