LETTERE AL DIRETTORE

04 Ottobre 2012 - 15:23

LETTERE AL DIRETTORE

RIVOLI, LA CITTÀ PIÙ INDEBITATA DELLA CINTURA

Egregio direttore, chiedo ospitalità alla Sua testata per fornire alcuni dati che potrebbero fornire elementi di chiarezza e trasparenza alle considerazioni che venivano fatte in merito alla situazione finanziaria del Comune di Rivoli nell’articolo apparso sul suo settimanale in data venerdì 26 settembre 2012 a firma Massimiliano Borgia dal titolo “Un triste primato. La città più indebitata della cintura”.
Nell’articolo si parla di un bilancio in profondo rosso dovuto ai mutui chiesti alle banche per realizzare le grandi opere per la città volute dall’amministrazione Boeti. Dall’articolo si evince che il debito attuale ammontante ad 62 milioni di euro scaturisce dagli ingenti investimenti realizzati in passato. L’attuale sindaco con un abilissimo giro di parole afferma che, pur condividendo le scelte a suo tempo fatte, la responsabilità “di fatto” di questo stato di cose non è imputabile alla sua gestione ma a quelle precedenti
Non entro nel merito degli investimenti realizzati: la città ha di fronte agli occhi l’inutilità di alcune opere pubbliche (bocciodromo e risalita meccanizzata in particolare) e purtroppo alcune di esse sono ancora da ultimare. Entro invece nel merito dello stock di debito della città di Rivoli.
È assolutamente vero che le amministrazioni precedenti a quella di Dessì abbiano sottoscritto mutui per finanziare delle opere pubbliche, ma è altrettanto vero che lo stock di debito del nostro Comune non è mai arrivato, e ripeto, mai arrivato, alla soglia dei 62 milioni di euro raggiunti con il sindaco Dessì. La giunta Tallone, consapevole che le cose stavano cambiando in termini di rigore nella finanza pubblica, aveva stabilito una regola ferrea ben precisa. La regola di stipulare nuovi mutui di importo pari a quelli scaduti, questo al fine di mantenere costante lo stock di debito complessivo (se non si crede a me che sono un traditore si chieda a Tallone o ad altri membri della passata giunta).
Chi ha fatto invece impennare il debito nella nostra città? Ma proprio il sindaco Dessì che in modo molto furbesco tenta ora di tirarsi fuori dalle responsabilità. Le cose che dico sono facilmente riscontrabili dai bilanci comunali. Tra il 2005 ed il 2009 il debito del Comune oscillava tra i 56 ed i 57 milioni di euro, impennandosi poi nel 2011 agli attuali 62 milioni, ben 6 milioni in più, tutti stipulati dalla giunta Dessì. Se non sbaglio l’attuale amministrazione si è insediata nel 2009, non credo che i nuovi mutui siano stati stipulati dai predecessori dell’attuale sindaco.
Tuttavia, non serve a nessuno demonizzare il debito in se stesso. Occorre però distinguere tra debito buono e debito cattivo. Esiste debito buono quando lo stesso sia utilizzato per finanziare investimenti produttivi, investimenti in infrastrutture che contribuiscono a creare valore e ricchezza nella città. Per esempio indebitarsi per la realizzazione della metropolitana è sicuramente diverso che indebitarsi per la costruzione della risalita meccanizzata, non dimenticando comunque che anche la risalita meccanizzata, nonostante sia per alcuni un cattivo investimento, è pur sempre un investimento.
La cosa assolutamente negativa per i cittadini e per la città, è quando, invece, si crea maggior debito senza realizzare assolutamente nulla. Questo è esattamente il miracolo che è riuscito a fare l’attuale sindaco. L’incremento di circa 6 milioni di euro nello stock di debito è dovuto essenzialmente all’operazione finanziaria, datata 2010, (mi pare ci fosse sempre Dessì) di rinegoziazione dei mutui, fatta allungandone a dismisura la durata, addirittura con condizioni di tasso di interesse peggiorative rispetto a quelle originarie ed includendo anche i mutui che sarebbero scaduti nei due anni successivi. Un’operazione che ha compromesso moltissimo la capacità di credito dell’ente.
Ho di fronte la tabella della rinegoziazione del debito stilata dall’Ufficio finanziario del comune di Rivoli e leggo: totale mutui da rimborsare originari € 22.031.165,03 - Totale mutui da rimborsare dopo la rinegoziazione € 28.769.187,2 . Le durate dei mutui originari variavano dai 3 ai 19 anni, con la rinegoziazione la durata è stata posticipata sino a 30 anni; ovvero si è scaricato, aumentandolo, in modo irresponsabile il nostro debito sul debito non solo dei nostri figli ma anche su quello dei nostri nipoti. Questa sciagurata operazione, oltre a scaricare sulle future generazioni il debito, impedirà alla città di finanziare con mutuo o altre forme di debito opere primarie come ad esempio la metropolitana . Qualora da domani ci fosse il via libera da parte dell’amministrazione centrale per i lavori della metropolitana, Rivoli si troverebbe impossibilitata a far fronte alla sua percentuale di investimento in virtù della normativa che prevede che la percentuale di indebitamento debba essere inferiore al 4 per cento delle entrate.
Allora che si fa compagni? Si aumentano le entrate, ovvio! Ed ecco gli aumenti della Tarsu, dell’Imu, dell’addizionale Irpef, della zona blu, delle tariffe per le mense, gli asili nido, gli oneri di urbanizzazione e per finire le sanzioni da autovelox, vero furto perpetuato ai danni dei cittadini rivolesi e non. Un triennio devastante che ha impoverito notevolmente la città, ma ciò che impensierisce ancor di più è che gli effetti negativi di questa mala gestione si svilupperanno ancora per diversi anni.
Concludo dicendo che le cose scritte sono tutte riscontrabili da atti amministrativi che possono essere consultati da qualsiasi cittadino. Mi auguro che i lettori abbiano la voglia di approfondire e di valutare le cose senza pregiudizio alcuno, i documenti sono accessibili a tutti coloro abbiano la voglia di verificare la realtà dei fatti.

GIUSEPPE MORENA
Rivoli Democratica

 

 

 

 


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