LIBRO

Mercalli e la lotta al consumismo

L'uomo del meteo e il suo «piano per salvarci»

10 Gennaio 2012 - 12:39

Mercalli e la lotta al consumismo

Per Luca Mercalli è il primo vero libro a diffusione nazionale dedicato ai temi dello sviluppo e del futuro dell’Uomo sulla Terra. Il meteorologo, volto televisivo di “Che tempo che fa”, ha il suo cavallo di battaglia nella lotta al consumismo, visto come la follia che sta mettendo in pericolo la sopravvivenza sul nostro pianeta. Su questo tiene conferenze e lezioni, scrive articoli su quotidiani e riviste. Per questo è anche uno dei volti noti tra gli intellettuali No Tav.
Il nuovo libro di Mercalli si intitola: “Prepariamoci (a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, mano abbondanza... e forse più felicità). Un piano per salvarci”, edito da Chiarelettere, la casa milanese specializzata nei temi del dibattito politico, etico e sociale. E’ una raccolta di saggi che diventa una sorta di vademecum sulle pratiche individuali per salvare il pianeta.
Il concetto di fondo è sempre quello: le risorse naturali non sono infinite se vengono sfruttate da un numero sempre maggiore di persone che fanno a gara tra chi consuma di più. Finita l’energia fossile, coperto tutto il suolo con cemento e asfalto, riempita l’atmosfera di gas serra, sarà inevitabile ritrovarci senza riscaldamento e autotrazione, senza acqua calda ed elettricità, senza cibo, in balìa di un clima tropicale che alternerà uragani a lunghi periodi desertici.
«Quello che dobbiamo fare è un vero salto evolutivo. Siamo rimasti quelli dell’età della pietra, quando ci ponevamo solo il problema di cacciare la nostra preda quotidiana e raccogliere la nostra dose di frutti selvatici. Ma nel frattempo siamo diventati molti di più e da 50 anni arraffiamo tutto quello che ci concede la Terra a ritmi che l’ecosistema non può reggere. Allora dobbiamo imparare finalmente a porci dei limiti, a regolare la nostra compatibilità con questo sistema. Dobbiamo finalmente imparare a pensare al futuro. Altrimenti l’unica strada sarà la guerra, per accaparrarsi qual poco che sarà rimasto oppure un nuovo, lento, adattamento di specie alle nuove condizioni, che presuppone la scomparsa dell’Uomo, come lo conosciamo oggi».
Per “prepararsi” a vivere in questo scenario apocalittico, Mercalli non propone una ricetta politica. Chiede che l’economia e tutta la politica facciano proprio il rifiuto del Pil come indicatore del benessere della nazione. Chiede che i forzati del divertimento a pagamento scoprano il piacere della festa spontanea, della convivialità naturale. Chiede che il governo non butti via soldi in grandi opere che seguono il modello di sviluppo consumistico ma che investa nel risparmio e favorisca un modello economico di prossimità con quote consistenti di autoproduzione.
E parte dall’esempio della sua vita quotidiana. «Io ho il mio lavoro, come tutti. Ma per mangiare tutti i giorni frutta e verdura dedico molto tempo alla cura dell’orto. E’ una gioia vedere crescere il frutto del tuo lavoro, scoprire che funzionano le tecniche naturali che hai cercato di comprendere e migliorare. Poi ho ristrutturato la mia casa per cercare di essere il più possibile vicino all’autonomia energetica».
Il tour in casa Mercalli prevede la visita alla cisterna di 18 metri cubi che raccoglie l’acqua piovana, utilizzata per le grandi esigenze irrigue dell’orto (ma la tecnica della permacoltura diminuisce l’esigenza idrica del suolo) e per i wc. La pompa è alimentata con i pannelli fotovoltaici che in questi giorni stanno producendo 22 Kw/h contro un consumo di molto inferiore. L’energia solare serve anche a riscaldare l’acqua per riempire la cisterna per l’acqua sanitaria e del riscaldamento. Alla temperatura da boiler (80 gradi) cessa il riempimento. Questo serbatoio è collegato a una “pompa di calore”, un dispositivo ormai storico ma ancora poco utilizzato in Italia. La pompa di calore sfrutta la compressione di gas speciali per produrre calore o per rinfrescare. Il sistema è collegato alle serpentine che corrono sotto tutti i pavimenti.
Una grande ventola, tipo quella di un condizionatore, è anche in grado di catturare l’aria esterna in inverno (che magari è a 5-10 gradi, visto che la casa è esposta a sud) per immettere questo calore in casa. «Abbiamo dovuto adattare una casa vecchia al risparmio energetico, ma con un casa costruita secondo i criteri di risparmio si raggiungono economie ancora maggiori».
Poi c’è la grande “stube” tirolese che con un’ora di accensione a legna mantiene il calore per 12 ore. In cucina, il putagè di nuova concezione, che riscalda e cuoce, ma anche il “gas” a piastra ad induzione che cuoce generando un campo magnetico in pentole che devono essere rigorosamente d’acciaio, con un consumo basso e nessuna dipendenza dal metano. «Con una centralina computerizzata posso controllare i miei livelli di consumi e accorgermi se ho dimenticato la piastra accesa o la luce in una camera (a led, a basso consumo ndr). E’ provato che se si fa sempre attenzione i consumi si riducono davvero di molto».
Certo che così diventa una mania. E’ come se tutti i giorni facessimo attenzione ai 10 centesimi che spendiamo in più dal panettiere... «Ce n’è tanta di gente che fa attenzione ai 10 centesimi, solo che si vergogna a dirlo. Perché i soldi sono sempre meno, come le risorse, ma il modello è sempre quello di avere di più, soprattutto se non ci serve a nulla. E poi, quando andiamo in macchina abbiamo le spie per tutto e vogliamo sapere cosa sta succedendo mentre guidiamo. Perché a casa non dovrebbe essere lo stesso?».
Mercalli rifiuta l’immagine dell’ecologo elitario che può vivere in una casa di campagna con lo spazio per l’orto guadagnando facendo il guru dell’ambiente. Ma il problema della decrescita è sempre quello di renderla applicabile alle famiglie che vivono nei casermoni popolari delle grandi città, oltre che al professore che ha scelto di ristrutturare una vecchia casa nel verde.
«Io dico che dobbiamo prepararci a un mondo che non sarà più lo stesso. Il mio “piano per salvarci” non è “ecologico” e semplicemente “razionale”. Io dico No al Tav e Sì alla pompa di calore. In questo non c’è nulla di antindustriale e di elitario. Il problema è la pigrizia dei molti indotta dagli interessi preminenti di pochi. Dietro un gesto etico verso il risparmio e la sobrietà non c’è il ritorno al medioevo o l’idea della comune dove tutti entrano ed escono da una casa che non è di nessuno. C’è la scelta di vivere meglio. Di dedicarsi ai rapporti conviviali, ai ritmi umani, e di rifiutare l’assillo per il pagamento delle rate del Suv. Se ti metti a fare mente locale, se provi a controllare i tuoi desideri, scopri che molti di questi sono indotti. Vuoi cose che non ti servono. Spendi i soldi guadagnati con gli straordinari per fare shopping, cioè per passare tempo libero a comperare per comperare. Io non mi sento uno che deve fare rinunce. E’ questa l’evoluzione che propongo nel libro. Anzi, non la propongo io ma autorevoli premi Nobel, economisti».
Ma la politica rincorre ancora il Pil. Forse perché più nessuno mette in discussione il capitalismo. «Questo capitalismo non potrà continuare a funzionare. Ma non si possono applicare oggi i modelli politici del ‘900. Quello che dobbiamo semplicemente portare avanti è una transizione a una società senza sprechi senza pretendere di fare la rivoluzione. E’ il progetto politico delle “resilienza” che non ci fa finire come la Grecia e il Portogallo, che fa decidere come allocare le risorse per il futuro riscoprendo una politica della solidarietà tra gli individui che pensano, appunto, a come continuare a vivere su questa Terra senza doversi scannare per mangiare, bere e riscaldarsi».
Un’idea che sta crescendo tra gli intellettuali ma che fa capolino anche tra la classe dirigente e tra la gente comune. «Senza andare troppo lontano, i 70mila che domenica manifestavano a Chiomonte contro il progetto folle della Torino-Lione la pensano così».

 

di Massimiliano Borgia


 

agosto 2011

 


 


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