DANZA

Cosa danza in pentola?

A Piossasco il balletto sull'Unità d'Italia

15 Dicembre 2011 - 20:53

Una scena dello spettacolo

Una scena dello spettacolo

A poco più di un anno dalla prima nazionale, lo spettacolo “Cosa danza in pentola?” creato dal coreografo Raphael Bianco per la compagnia EgriBiancoDanza, sabato 17 dicembre torna al Mulino (via Riva Po 9).
“Cosa danza in pentola?” è un omaggio all’Unità d’Italia, raccontata attraverso la messa in scena coreutica di piatti regionali e aneddoti raccontati da un attore. «L’intento del balletto di Raphael Bianco celebrare l’Unità d’Italia senza scomodare eroi o fasti reali, ma partendo dalle radici, dalla terra coltivata e vissuta dal popolo eterogeneo che, nell’Italia unita, andava riconoscendosi – spiega la compagnia -  Attraverso uno spregiudicato viaggio gastronomico alla scoperta di ricette antiche e recenti, vengono presentati caratteri e società italiane differenti, attraverso il cibo di ogni cultura. Piatti che oggi appartengono alla più rinomata cucina italiana, provengono spesso da tradizioni contadine radicati in una società lontana, da molti sconosciuta. Proprio in queste radici si snoda un percorso burlesco e a volte amaro sulla nascita e il destino di una nazione relativamente giovane, ancora lacerata da conflitti e contraddizioni, che tuttavia nella diversità culturale e gastronomica trova una delle massime espressioni dello spirito italiano».
Dodici le “portate” servite i scena da dieci danzatori, introdotte ciascuna da un presentatore, a volte in gruppi contrastanti (riso contro polenta) a volte compatti (l’immancabile pizza), ma anche in duetti e trii, spesso con esiti esilaranti, come il “vitello tonnato”, dove si assiste al risicato connubio nord e sud, fra l’aristocratica vitellina piemontese e l’irruente tonno siciliano. «“Cosa danza in Pentola?” è uno spettacolo nel complesso “leggero” ma non privo di momenti di riflessione, aperto ed accessibile ad un vasto ed eterogeneo pubblico, ricalcando l’idea di uno spettacolo totale, dove il messaggio e la coreografia non sono mai disgiunti dalla fruibilità e accessibilità per il più ampio pubblico»
Lo spettacolo si avvale ella consulenza drammaturgica di Susanna Egri, i testi sono di Lucia Zandrino, musiche tratte dalle opere di Verdi e dalla tradizione popolare a cura di Ivan Bert. Scene si Ivano Coviello, costumi Sartoria Teatrale, luci Enzo Galia. Durata 75 minuti. Info e prenotazioni 011/ 9068322, info@fondazionecruto.it. Biglietti 15 euro, ridotti under 21 e over 65 12 euro. Gli allievi delle scuole di danza del territorio entrano gratuitamente accompagnati da un adulto.

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