TEATRO

Molto rumore per nulla: Shakespeare a Bussoleno

Sabato e domenica ultime repliche con la compagnia Il Teatro

08 Marzo 2012 - 17:13

Una scena dello spettacolo

Una scena dello spettacolo

Uno dopo l’altro, la compagnia Il Tetro diretta da Marco Scoffone nei 20 anni di vita ha inanellato la maggior parte dei grandi classici. Questo fine settimana porta in scena “Molto rumore per nulla”, uno dei testi più belli e riusciti di Shakespeare. La tragicommedia è costruita su una macchina teatrale ineccepibile, in cui ogni personaggio, fatto o battuta, costruisce un mosaico di eventi che piano piano permette allo spettatore di vedere sempre meglio un disegno complessivo perfetto. Il tutto fondendo elementi romantici e dramma, ironia e profonda analisi della natura umana. La storia è ambientata nella corte di Messina, tra un nutrito gruppo di personaggi tra i quali sbocciano amori, scoppiano rivalità e si intrecciano intrighi d’amore e potere.  Allo spettatore il compito di scoprire i divertenti dettagli.
La storia vede Don Pedro, principe d'Aragona, di ritorno dalla guerra ferma il suo esercito a Messina e assieme alla sua corte viene ospitato dal governatore della città Leonato. Assieme a lui arrivano i nobili amici Benedetto e Claudio e suo fratello bastardo Don Juan. Don Juan è da poco rientrato nelle grazie di suo fratello dopo essere stato condannato per aver ordito trame contro il suo regno. Ora Don Juan aspetta solo l'occasione giusta per vendicarsi. Il caso ha voluto che nella villa fosse ospitata anche Beatrice, nipote di Leonato, perché facesse compagnia a sua cugina Ero, figlia di Leonato. Beatrice è quella che tutti definirebbero una allegra bisbetica. Uno spirito focoso e una mente brillante che danno libero sfogo a una lingua pungente come l'aculeo di una vespa. Solo una persona le è pari in quanto testardaggine, facilità di parola e odio per l'altrui sesso: Benedetto. Da tempo però i due non perdono occasione di incrociare duelli dialettici mirati a più ferire che a uccidere e taluni sospettano che sotto sotto tra i due vi sia del tenero e gli allegri battibecchi altro non siano che cinguettii d'amore. Di tutt'altro stampo è l'amore che il nobile Claudio nutre per la bella Ero. Egli, nobile schietto e sincero si è innamorato della sua grazia e della sua modestia e subito ne parla a Don Pedro il quale intercede presso il padre Leonato durante la festa in loro onore. Felici per la vicina unione e esaltati dalla calda e gaia estate siciliana Don Pedro, Claudio e Leonato decidono di darsi un compito superbo: di riuscire a far innamorare i due esseri più intrattabili e antitetici sulla faccia della terra: Beatrice e Benedetto. Così cominciano privatamente le loro opere di convincimento e tanto fanno e tanto tramano che alla fine i due ammettono di amarsi e il loro matrimonio viene programmato assieme a quello di Ero e Claudio. Accade però che Don Juan veda in tutta questa gaiezza un momento propizio per vendicarsi di suo fratello e aiutato da Borracho, soldato a lui fedele, decida di rovinare la festa. Sedotta una cameriera infatti, il giorno prima del matrimonio, Borracho si fa vedere in atteggiamenti amorosi con questa travestita da Ero, diffamandone così la reputazione. Al matrimonio Ero viene pubblicamente accusata da Claudio di meretricia e piantata sull'altare. Ero cade svenuta e verrà finta morta mentre Claudio lascia la villa. Così mentre Beatrice chiede vendetta al suo amato Bendetto pretendendo che sfidi Claudio in duello e Don Perdo lascia offeso la casa di Leonato tutto sembra volgersi in tragedia. Solo il fortuito origliare della ronda notturna, che sente Borracho vantarsi della sua impresa, finisce per rimettere le cose a posto. Don Juan e Borracho arrestati, Claudio perdonato, Ero rediviva e tutti finalmente sposati.
In scena Paolo Veglio, Federico Carcano, Oscar Tognin, Massimo Chianello, Luigi Pognant, Franco Casetta, Antonio Capozzi, Federica Martoglio, Luigi Carcano, Maurizio Pisu, Luigi Di Napoli, Erjon Maliqaj, Luca Ramasso, Tamara Cesaroni, Viviana Agnes, Gabriella Crucco, Barbara Rivizzigno, Alessandro Villa, Denise Carnino, Manuela Maccagnan, Letizia Pent, Anna Ramasso, Giulia Rivela, Alice Rivetti. La regia è di Marco Scoffone. Traduzione Anita Tournour Viron.
Aiuto regia Massimo Chianello; scene e costumi Anita Tournour Viron; direzione di scena Manuela Maccagnan; istruttore di canto Alessandro Carcano; trucchi e acconciature Filippina Malvè; maschere Manuela Maccagnan; suono Alessio Puglisi; luci Simonetta Belmondo; capo macchinista Alberto Bottagisi; foto di scena Ugo Bellardone.
Al teatro Don Bunino di Bussoleno (piazza Cavour) sabato 10 marzo alle 21 e domenica 11 marzo alle 16, poi repliche sabato 17 alle 21 e domenica 18 ancora alle 16. Biglietti a 10 euro, gratuito ragazzi fino a 12 anni accompagnati. Info 0122/ 641136.


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