MUSICA

Abnoba: il folk è giovane

Il gruppo scoperto da Luca giovedì alla Maison Musique

12 Marzo 2012 - 15:37

Gli Abnoba

Gli Abnoba

Gli Abnoba giovedì 15 marzo portano il loro folk alla Maison Musique (via Rosta 23) per un concerto che si annuncia emozionante. Anche perché sono stati l’ultima “scoperta” artistica di Franco Lucà, il musicologo e organizzatore di concerti patron della Maison e del Folkclub, scomparso nel 2008. Oggi gli Abnoba  sono considerato una della band d’avanguardia del folk italiano, tra le più apprezzate e interessanti. La band è composta da Vincent Boniface (clarinetto, cornamuse, flauti), Simone Bottasso (organetti diatonici), Paolo Dall’Ara (cornamusa, flauti, tarota), Sabrina Pallini (voce), Pietro Numico (pianoforte), Marco Mammo Inaudi (basso) e Luca Rosso (batteria).
Inizio alle 22, biglietti 10 euro. Info 011/ 9561782 o www.maisonmusique.it.


Riportiamo la nota con cui Franco Lucà presentava gli Abnoba in occasione del Ventennale Folkclub

Ci prendiamo il merito di aver creduto per primi in questa formazione di giovanissimi piemontesi (e un valdostano) che pur inserendosi nel già sovraffollato panorama della musica folk regionale si è contraddistinta in originalità, coraggio e sfrontatezza. Andiamo per gradi. Originalità perché pur denunciando una matrice etnica di partenza, caratterizzata dalla presenza di alcuni classici strumenti folk, utilizzati con nuove tecniche e talvolta addirittura modificati, la musica di Abnoba è frutto di una ricerca estetica per la riscoperta e la riproposta del repertorio tradizionale attenta alla composizione e all’improvvisazione. L’intreccio delle culture musicali del passato e del presente sono la vera anima del progetto, inventando melodie ispirate alla tradizione italiana e francese, in alchimia con stili diversi quali il jazz, la musica dei Balcani e del Sud America, l’armonia classica, il funky. Coraggio perché, disdegnando il facile consenso attraverso l’esecuzione dei repertorio a ballo, Abnoba si mette in gioco richiamando il pubblico all’ascolto del concerto e alla condivisione dei suoi continui e cangianti percorsi musicali. Sfrontatezza perché i musicisti alternano musica a vere e proprie gag che accrescono la partecipazione del pubblico e denunciano la freschezza e l’irruenza della loro verde età.
Sono due i fronti della formazione. Quello in seconda fila che costituisce l’ossatura ritmica e di sostegno delle melodie (tastiera, basso e batteria), più defilato ma non meno bravo, cui va il merito di aggredire continuamente l’anima del concerto. E poi il frontale a tre galletti (cornamuse, organetti, fiati e chiacchiere) che pur contendonsi il ruolo di primadonna, danno vita a intrecci di puro virtuosismo e di bella alternanza. Questo gruppo è destinato a diventare una delle migliori formazioni europee in materia di musica acustica.

Franco Lucà
 

su Luna Nuova di martedì 13 marzo



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