ARTE

Severino Magri : l'arte sotto la pelle. La mostra aTrana

«Non mi importa nulla dell’apprezzamento che riscuoterà l’opera quando sarà nel mondo, né di ciò che gli uomini ne faranno: per me ha valore quello che io divengo mentre la creo»

05 Aprile 2012 - 17:31

La scultura in gesso esposta a Trana

La scultura in gesso esposta a Trana

«Non mi importa nulla dell’apprezzamento che riscuoterà l’opera quando sarà nel mondo, né di ciò che gli uomini ne faranno: per me ha valore quello che io divengo mentre la creo». Così lo scultore e pittore Severino Magri spiega ciò che lo spinge a plasmare la materia e “intessere” colori sulla tela. Poche parole, forse dure, ma che spiegano con lucidità il rapporto tra questo artista e la “sua” arte.
Magri torna ad esporre in valle Sangone, nella chiesa della Confraternita di Trana (piazza Caduti sul Lavoro 5), dove dal 7 al 22 aprile vengono esposti tre grandi lavori: una installazione composta da due grandi tele, di due metri per due, e una scultura in gesso.
Riflessivo e indipendente dai grandi circuiti dell’“arte ufficiale”, Severino Magri è fortemente attratto dalla ricerca della verità oltre l’apparenza. Come alcuni grandi della letteratura, da Pirandello a Dick, indaga il rapporto tra la realtà materiale del mondo, uomini compresi, e la percezione che di essa abbiamo. Per la definizione della sua poetica è stato fondamentale un fatto accadutogli in passato: assistere allo smontaggio di un biliardo. «Smontandolo fisicamente si scopre la sua anima geometrica, fatta di sovrapposizioni di tessuti, estreme tensioni nella tenditura dei panni e l’estrema, anzi maniacale ricerca della messa in bolla ed una meticolosa pulizia per un ottimo rullio delle bocce - racconta - Questa ricerca mi ha portato ad osservare ciò che accade in realtà ma mentre si gioca non si vede: cioè che per motivi dinamici e di consumo del panno, avviene lentamente un procedimento di copiatura dal tessuto verde (superficiale) a quello sottostante (di colore bianco) di tutte le traiettorie geometriche fatte dalle biglie». La realtà oltre il visibile, appunto.
Magri ha trasposto questa “visione” sull’essere umano, che nelle sue opere viene smontato alla ricerca delle tracce lasciategli dalla vita. 
«Appena vidi smontare un biliardo rimasi affascinato da questo lenzuolo, era come vedere la Sindone. Cosi tutto il mio lavoro successivo ebbe come matrice questo concetto, il non soffermarmi soltanto all’aspetto esteriore delle cose ma raffigurare ciò che non è visibile - prosegue l’artista - Affinando una visione interiore ed una ricerca storica ho cominciato a realizzare opere raffiguranti corpi, non accademicamente di buon livello figurativo, ma quasi tumefatti, come se la mia osservazione di ciò che essi mi mostrano sotto la loro pelle (in riferimento ai panni del biliardo), intorno a loro, la relazione che essi hanno rispetto al mondo circostante, abbia risvegliato in me modi di osservare atavici, antichi, dimenticati». L’antica pulsione dell’uomo a indagare ciò che lo circonda, a non accontentarsi della spiegazione più immediatamente visibile. Un demone che nel tempo ha spinto verso le religioni, la loro degenerazione, la scienze e il suo abuso.
«Dipingo ciò che esiste tra la pelle e la carne, tra l’occhio e l’oggetto più vicino, come dire, prendendo come esempio una parola scritta su di un pezzo di carta - aggiunge Magri - A livello fisico e scientifico è il depositare uno strato di materiale su di un altro, per me è vedere ciò che vi esiste in questo piccolissimo spazio, osservandone le vibrazioni e leggendone le memorie. Uso molto i colori scuri, rosso e nero in prevalenza, ma sono solo la rappresentazione del sangue e della profondità. Prendo molto spesso, come soggetti, rappresentazioni di opere di artisti famosi antichi, tipo Michelangelo, Raffaello, Leonardo ed altri del Quattro e Cinquecento, perché anche loro davano una rappresentazione di un vedere non visibile (il misticismo religioso). Spesso le mie opere coinvolgono lo spazio, specialmente nelle istallazioni, cercandovi la massima poeticità». Inaugurazione sabato 7 aprile alle 17,30.   

  
su Luna Nuova di venerdì 6 aprile


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