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24 novembre 2008
Corsa ad ostacoli

Penultimo numero di Tribù, ultimi debiti da saldare con chi vive situazioni difficili dentro la civiltà dei nostri giorni. Se uno degli indici di sviluppo di un paese sono le barriere architettoniche, il viaggio che apriamo oggi fa fare un passo indietro alla zona ovest di Torino. Ne è venuto fuori questo: le amministrazioni hanno tanta buona volontà, ma le città rimangono piene di magagne. Pullulano di imbecilli che parcheggiano vicino alle rampe dei disabili (ma qui un sindaco può farci ben poco...) e sono superdotate di scalini, gobbe, solchi, buche e sgretolamenti. Un disabile in carrozzina fatica non solo a salire, ma anche a capire. Si consola pensando che la barriera architettonica non è l’unico ad affrontarla. Lo devono fare anche i «normali»: l’anziano, il bambino, la mamma con passeggino.
Le città esplorate sono Collegno, Alpignano, Pianezza, Orbassano e Rivalta. Luoghi popolati (dato molto significativo) e amministrazioni di varia formazione politica (dato insignificante: non c’è partito che tenga davanti a una barriera architettonica). L’avviso a tutti i nostri interlocutori è questo: ci avete detto che migliorerete la situazione? Bene, torneremo tra un anno a vedere cosa avete combinato. Spiace doversi travestire da gabibbi, ma tant’è. L’argomento è troppo importante.
Su Tribù di novembre anche scampoli di università con tanto di messaggi al ministro Gelmini da parte di due giovani «cervelli in fuga» che hanno trovato il futuro fuori dall’Italia. Dottorati, ricerche, ambizioni.
E c’è il solito spazio-passione. Un manovratore di treni che sta diventando un grande fotografo di boxe e una tribù che affronta una delle crisi più profonde della sua storia: sono i castanicoltori della valle di Susa. Per Quelli che il Marrone, reduci da una stagione nera, sta suonando l’allarme rosso.
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