"Il Prefetto se ne lava le mani"

Prosegue il malcontento dei vigili del fuoco di Ravenna. Le organizzazioni sindacali Usb, Cisl e Uil hanno chiesto, senza ottenere, un incontro con il dottor Corda. "La sicurezza dei cittadini viene

20 Ottobre 2011 - 19:08

"Il Prefetto se ne lava le mani"

RAVENNA - Cresce sempre di più il malcontento dei vigili del fuoco di Ravenna. In una vertenza firmata dalle organizzazioni sindacali Cisl, Uil e Usb, il rappresentante Usb Marino Pederzoli aveva scritto al prefetto di Ravenna Bruno Corda per richiedere un incontro, ma questo incontro non si farà.

“Dopo un mese che il dirigente provinciale sperimenta una riorganizzazione del soccorso, che non ha rispettato nulla sul piano delle relazioni sindacali, abbiamo deciso di rivolgerci al Prefetto. Infatti, il periodo trascorso è sufficente per evidenziare tutta una serie di criticità e disfunzioni” scriveva Pederzoli. L'incontro dalla prefettura è stato però negato. "Il dottor Corda rifiuta di sentire le Organizzazioni sindacali dei vigili del fuoco - riferisce Pederzoli -, come Pilato se ne lava le mani nonostante la posta in gioco sia la sicurezza (safety) dei cittadini e degli operatori del soccorso. Ha ritenuto di non incontrare in assoluto le organizzazioni sindacali, che unitamente rappresentano la maggioranza dei lavoratori sindacalizzati del Comando di Ravenna, fatto inedito nella storia di questa città".

"Sorprende questa solerzia - continua - nel rispetto delle procedure che sottendono lo stato di agitazione, da noi proclamato, e mantenuto dopo il fallimento della conciliazione del 28 giugno in Direzione regionale. Sorprende perché la stessa misura non è stata tenuta in conto né dal Dirigente provinciale e né dal Direttore regionale in quanto non è stato congelato nulla in rispetto della vertenza in atto".
Questo è un paese veramente in crisi, non solo economica. Oggi la salute e la sicurezza (safety) dei cittadini non interessa più a nessuno e viene reiteratamente subordinata ad interessi che sono tutt'altro che collettivi".

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il presidio estivo cervese, inaugurato il 20 giugno: per permettere la sua apertura, la dirigenza ha chiuso la partenza a terra del distaccamento portuale di Ravenna (per il quale è attiva solo la partenza nautica con 3 operatori) senza nessun nuovo innesto di personale, come invece avveniva in passato.

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