Una bara piena di pesche

A Faenza la manifestazione degli agricoltori di Cia, Confagricoltura e Copagri

20 Ottobre 2011 - 19:08

Una bara piena di pesche

FAENZA - Una bara per celebrare il funerale delle pesche, con un coro di vibranti proteste contro politici, associazioni di categoria e organizzazioni produttive. Così si è conclusa la manifestazione degli agricoltori di Cia, Confagricoltura e Copagri a Faenza. Un incontro per chiedere l'adeguamento degli strumenti di difesa dalle crisi di mercato e delle strategie commerciali delle organizzazioni dei produttori ai nuovi scenari competitivi sui mercati, nonchè l'equa ripartizione del valore aggiunto nella filiera.

“Negli ultimi anni abbiamo già attraversato ben cinque crisi – hanno spiegato le organizzazioni agricole promotrici Cia, Confagricoltura e Copagri - con ricadute pesanti anche per l’indotto che coinvolge migliaia di posti di lavoro”. Nella sola Emilia Romagna sono oltre 4 milioni le ore lavorate nel settore frutticolo, un comparto che con l’indotto crea occupazione  su tutta la filiera. Con lo slogan “Voltiamo pagina”, i frutticoltori, hanno lamentato la scarsa attenzione verso un’agricoltura di qualità alla quale non vengono riconosciuti meriti sul piano del reddito, ma soprattutto non gli viene riconosciuto il ruolo importante di volano per una economia che si sviluppa su tutta la filiera, dove  l’anello debole è il produttore. A margine dell’iniziativa gli agricoltori con decine di trattori hanno organizzato un pacifico presidio a ridosso del casello autostradale di Faenza e Imola, mostrando “belle pesche e di qualità che vengono pagate al frutticoltore 25 centesimi al chilo, al di sotto dei costi di produzione, mentre sui banchi della spesa il consumatore le paga 2 euro”. 

Le organizzazioni, attraverso la sottoscrizione di  un articolato protocollo si sono impegnate a sviluppare una forte iniziativa nel mondo agricolo per incidere sull’esito della campagna in corso, oltre che progettare azioni e strategie per ridare un futuro all’ortofrutta dei territori emiliano romagnoli. “Le condizioni per il successo di tali azioni stanno nello sforzo comune nel realizzare la massima unità nella difesa degli agricoltori, con proposte ed iniziative convergenti – hanno spiegato – con azioni che devono incidere livello di Unione europea, nazionale e regionale”. In particolare verso la Commissione Ue per ottenere risposte per il rafforzamento dei meccanismi di prevenzione delle crisi di mercato e ristoro delle perdite per interventi urgenti. Verso il Governo per sensibilizzarlo ad aver un'azione incisiva in campo europero e per sostenere i produttori. Infine verso la Regione attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni firmatarie delle politiche agricole.

 

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