CONDOVE

Colangelo libero, riprende la trattativa per Paolo Bosusco

India: dopo annunci tv e mancate conferme, domenica è arrivata l'ufficialità. Messaggio ai maoisti dal movimento No Tav

22 Marzo 2012 - 22:02

Colangelo libero, riprende la trattativa per Paolo Bosusco

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Claudio Colangelo è libero: la notizia è stata ufficializzata domenica mattina dalla Farnesina. Restano con il fiato sospeso, invece, i familiari del condovese Paolo Bosusco. La notizia del rilascio di entrambi, diffusa sabato sera e attribuita a fonti locali in contatto con la polizia, era stata prima annunciata dalla principale tv dell'Orissa, Otv, e poi rilanciata dall'emittente indiana all news Ndtv. Si era parlato di una liberazione avvenuta alle 21,30 ora locale, le 17,30 in Italia. Domenica, però, è arrivata l'ufficialità solo per il rilascio di Colangelo. Il turista romano è stato liberato perché ha contratto la malaria: è comunque in buone condizioni ed è stato consegnato a un inviato della tv indiana Ndtv. Colangelo ha assicurato che anche Bosusco sta bene, ma non è a conoscenza di quali siano le condizioni per il suo rilascio, su cui prosegue senza sosta il lavoro della diplomazia italiana.
«Ci ha chiamato direttamente il ministro degli esteri, Giulio Terzi, per comunicarci la liberazione di Colangelo - afferma lo zio Ubaldo Bosusco, residente a San Didero - ci abbiamo sperato: il fatto che dicano che Paolo stia bene è già una gran cosa, ma questo non allevia la nostra preoccupazione». I delegati indicati dai ribelli e quelli del governo dell’Orissa hanno ripreso ieri la trattativa per la liberazione di Bosusco. Il presidente del consiglio, Mario Monti, ha dichiarato che «il premier Manmohan Singh mi ha assicurato che da parte indiana verrà fatto ogni sforzo».
Sabato anche il movimento No Tav ha voluto dire la sua su questa vicenda diffondendo un comunicato in inglese e in italiano in cui, rivolgendosi ai ribelli maoisti, afferma di conoscere «la grave situazione del vostro popolo e delle vostre terre. Abbiamo capito i sentimenti e la voglia di libertà che vi anima nel lottare e richiedere la liberazione dei vostri compagni in carcere e abbiamo letto delle richieste che avete fatto in cambio della liberazione di Paolo e Claudio», scrive sul sito www.notav.info prima di raccontare loro, in sintesi, la storia della lotta valsusina all'alta velocità, elemento su cui il movimento fa leva per sottolineare che «Paolo viene da qui, da Condove, un paese di questa valle, un paese che lotta. Vi possiamo dire che lui come noi ha a cuore la natura, il suo popolo e la sua terra, non conosciamo Claudio ma pensiamo che se era assieme a Paolo possa condividere le stesse idee». Il messaggio si conclude con un saluto «dalla valle che resiste», con l'augurio ai ribelli «di raggiungere presto la libertà per la vostra terra e per il vostro popolo» e soprattutto con un accorato appello: «Abbiate cura di Paolo e Claudio, noi da loro amici e compagni speriamo di riabbracciarli presto».
Sempre sabato era stata diffusa la lettera che il condovese, nelle mani dei guerriglieri maoisti dal 14 marzo insieme al turista romano, aveva scritto ai propri famigliari, affidandola ad uno degli ostaggi indiani già liberati nei giorni scorsi. «Caro papà e cara Vanna - si legge - vi voglio molto bene anche se non sempre ve l'ho dimostrato. Vi scrivo mentre sono prigioniero di un gruppo di guerriglieri. Se mi libereranno ci rivedremo presto, dovesse succedermi qualcosa vi voglio dare un grande abbraccio d'amore».
Dopo l'ottimismo dei giorni scorsi (si era parlato di una possibile liberazione nella giornata di sabato), sabato il negoziato per la liberazione dei due ostaggi italiani si era nuovamente complicato. Le due delegazioni trattanti avevano infatti annunciato la sospensione dei colloqui a seguito del sequestro del deputato dell’assemblea dell’Orissa, Jhina Hikaka, da parte di una fazione maoista avversaria di quella che ha rapito Bosusco e Colangelo, guidata da Sabyasachi Panda, che da parte sua ha condannato l'episodio senza però nominare una nuova delegazione trattante, dopo che quella precedentemente incaricata si era appunto dimessa. Era così arrivato un nuovo appello ai ribelli per la liberazione degli ostaggi, condizione essenziale per la ripresa del negoziato tra maoisti e governo dell'Orissa.
su Luna Nuova di martedì 27 marzo


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