POLITICA

Giaveno, chiusura del Ppi: le opposizioni consiliari all'attacco

Dabniela Ruffino (Fi) e Vilma Beccaria (Pd) chiedono la restituzione dei servizi a fine emergenza

21 Marzo 2020 - 17:32

Giaveno, chiusura del Ppi: le opposizioni consiliari all'attacco

L’annuncio della chiusura temporanea del Punto di primo intervento cittadino ha sollevato le reazioni della politica cittadina. «Sull’emergenza coronavirus si concentra giustamente ogni sforzo sanitario e ogni risorsa delle finanze pubbliche. Tutti siamo chiamati a fare qualche rinuncia, e la libertà di movimento è forse la meno grave se può aiutare a debellare una minaccia grave come è questo virus. Anche i Comuni più piccoli sono chiamati a dare il loro contributo, come sta accadendo in queste ore in Piemonte con la chiusura di numerosi punti di Primo interventi e dei pronto soccorso negli ospedali - scrive la deputata Daniela Ruffino - Tutto quanto si fa per fronteggiare questa emergenza va accettato. Avendo però chiaro un punto: l’emergenza non può diventare, una volta cessata, l’alibi dietro cui far passare un ridisegno della sanità pubblica piemontese impoverendo i territori dei loro importanti presidi ospedalieri. Ho raccolto voci allarmate da parte di molti cittadini che mi chiedono “Ma poi riapre il pronto soccorso?”. Ecco: se una cosa la guerra contro il coronavirus sta insegnando a tutti noi è che non si può abbandonare la sanità sul territorio, anzi essa va potenziata perché il piccolo ospedale con il suo Pronto soccorso è la migliore sentinella per presidiare il territorio quando arriva l’emergenza».

Il Partito democratico giavenese guidato da Vilma Beccaria invece non perde l’occasione per un forte attacco all’amministrazione cittadina: «Marzo è il mese nero del Ppi di Giaveno. A marzo del 2013 era stato condannato a morte dalla Dgr della giunta regionale leghista di Cota con data di chiusura 30 setembre (la stessa giunta che aveva già cercato di vendersi anche gli ospedali piemontesi). Il circolo del Pd di Giaveno era riuscito a procrastinarne l’esecuzione finché non è arrivata la Giunta Regionale del Pd nel 2014 a salvarlo, nonostante i tagli del piano di rientro necessario per rimediare alle conseguenze nefaste della amministrazione leghista - scrive in una nota il circolo cittadino - La Giunta attuale di centrodestra, pur essendo il Piemonte uscito dal piano di rientro grazie all’amministrazione Chiamparino, non è riuscita a ridare alla sanità ciò che era stato sacrificato e le conseguenze le stiamo vedendo tutti (i medici di base non hanno nemmeno ricevuto le mascherine per auto protezione da Covid-19). La necessità di convogliare tutte le forze della sanità disponibili sui fronti in cui si combatte contro il coronavirus ha determinato ieri la decisione di chiudere i pronto soccorso e i Ppi di Giaveno e di molti altri Comuni di piccole/medie dimensioni».

«Giaveno ha una percentuale di popolazione anziana molto elevata, il territorio è composto da moltissime borgate montane, il pronto soccorso di Rivoli è congestionato anche senza il corona virus, quindi senza Ppi è un disastro - proseguono dal Pd - Certo noi vogliamo aiutare i malati di Covid-19, ma rivendichiamo anche garanzie per il futuro dei valsangonesi. Leggiamo su Facebook (ormai si amministra da lì) che il nostro sindaco si è attivato (come non si capisce) per chiedere che venga riaperto appena finita l’emergenza, insieme al vicesindaco della Lega Olocco (che è anche il segretario della Lega di Giaveno). Il primo regalo ai giavenesi della unione liste Giacone/Lega è la chiusura del Ppi e il vicesindaco della Lega si nasconde dietro al sindaco per chiedere in Regione ai suoi alleati che lo riaprano appena finita l’emergenza? Ma dovrebbe essere lui per primo come segretario della Lega a parlare ai suoi alleati - aggiunge la formazione d’opposizione - Ma quale attenzione possiamo avere da politici che non sanno nemmeno di che cosa stanno parlando? Le dichiarazioni dalla pagina Facebook della sezione giavenese della Lega del segretario locale Olocco, del suo vicecapogruppo in Regione Cerutti e del consigliere Zambaia gettano nello sconforto, perché parlano tutti di sospensione dell’attività del pronto soccorso. Cari leghisti, vi informiamo che noi abbiamo un Punto di primo intervento, non un pronto soccorso. Se non sapete nemmeno qual è la differenza, e di cosa state parlando, come potete tutelarlo? Noi ci tireremo su le maniche e ricominceremo a lottare per salvarlo di nuovo per i giavenesi e valsangonesi».

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