FAUNA

Città metropolitana: iniziate le liberazioni in natura dei caprioli

Curati al Canc di Grugliasco e riambientati nel centro specializzato di Caprie

27 Maggio 2020 - 19:29

Città metropolitana: iniziate le liberazioni in natura dei caprioli

Sull'asse Grugliasco-Caprie, i caprioli tornano al loro habitat e alla loro vita. Terminata la fase di reinserimento nell’ambiente naturale in un luogo protetto, sono infatti in corso in queste settimane le catture e le successive liberazioni in natura di alcuni esemplari di capriolo recuperati nei mesi scorsi dagli agenti faunistico-ambientali della Città metropolitana o da privati cittadini e curati al Canc di Grugliasco, il Centro animali non convenzionali della Struttura didattica speciale veterinaria dell’Università di Torino, convenzionato con la funzione specializzata di Tutela fauna e flora della Città metropolitana. La liberazione viene effettuata in ambienti idonei al sostentamento naturale degli animali, lontani dai centri abitati, dalle colture agricole e di notevole valenza naturalistica.

I piccoli caprioli, sottratti inconsapevolmente alle cure della mamma, vengono alimentati dai veterinari del Canc con latte in polvere del tipo utilizzato per i capretti, il più simile a quello materno. A Grugliasco inizia il processo di svezzamento, in cui viene limitato al massimo il contatto con gli esseri umani. Per completare lo svezzamento, i caprioli vengono poi trasferiti in un centro di riambientamento a Caprie, anch’esso convenzionato con la funzione specializzata di Tutela fauna e flora. Il centro dispone di una vasta area recintata di circa 5mila metri quadrati. A Caprie gli animali acquistano il tipico comportamento della specie, contraddistinto da un’elevata diffidenza nei confronti dell’uomo: a metà maggio, qui, erano dieci i caprioli presenti. Per evitare anche la presenza contemporanea di molti agenti faunistico-ambientali, sono state programmate diverse operazioni di cattura e reimmissione.

Ad un anno di età i caprioli sono considerati sub-adulti. I maschi pesano dai 25 ai 28 kg, le femmine intorno ai 20-22 kg. Si cibano di germogli, boccioli e fieno. Sono abbastanza frequenti i casi di cittadini che si rivolgono alla Città metropolitana o ai veterinari del Canc di Grugliasco per consegnare piccoli di mammiferi e uccelli selvatici rinvenuti in zone rurali o montane: nella maggior parte dei casi non si tratta di animali abbandonati dai genitori. I piccoli non devono essere sottratti alle cure della mamma, che spesso si aggira nei paraggi dei luoghi in cui vengono avvistati. Si deve intervenire solo quando i cuccioli sono in evidente difficoltà o sono feriti. Quando non sono in difficoltà, prelevarli significa compromettere la loro capacità di vivere nell’ambiente naturale, perché si rischia di innescare il meccanismo dell’imprinting: quegli animali perdono il loro naturale timore dell’uomo.

«La Città metropolitana, grazie al progetto "Salviamoli Insieme" - spiega Barbara Azzarà, consigliera metropolitana delegata all’ambiente e alla tutela della fauna e della flora - garantisce un importante presidio sul territorio per la tutela della fauna selvatica. Ma si tratta appunto di un servizio da allertare solo in caso di effettiva necessità. Gli animali in difficoltà devono essere ricoverati presso i centri di riabilitazione e riambientamento convenzionati con la Città metropolitana, nei quali si cerca di farli tornare alla loro naturale “selvaticità”, e quando è possibile ed opportuno liberati nel corso di operazioni complesse e delicate, eseguite da personale specializzato».

La legislazione regionale prevede che i Comuni, gli Ambiti territoriali di caccia, i Comprensori alpini, le Province e la Città metropolitana di Torino provvedano a destinare gli animali selvatici ritrovati in difficoltà a centri di recupero per la cura e riabilitazione, con l’obiettivo di una loro possibile reimmissione nell’ambiente naturale: è quello che la Provincia di Torino fino al 2014 e la Città Metropolitana dal 1° gennaio 2015 hanno fatto e fanno, grazie all’impegno del personale della funzione specializzata di Tutela della fauna, con un’elevata percentuale di successo nella reimmissione in natura. I sanitari del Canc di Grugliasco, esperti in materia, curano ogni anno oltre 3mila animali selvatici rinvenuti in difficoltà e recuperati da privati cittadini o dagli agenti faunistico-ambientali della Città metropolitana.

I cittadini che rinvengano animali in effettiva difficoltà possono consegnarli direttamente al Canc in largo Braccini 2 a Grugliasco. In linea generale, prima di toccare e soccorrere un piccolo animale apparentemente abbandonato, è meglio informarsi bene se sia il caso di intervenire. Chiamando i numeri 366/ 6867428 e 349/ 4263385 e spiegando la situazione, si può capire se si tratta di cuccioli di mammiferi o nidiacei che sono al suolo perché stanno seguendo il loro percorso vitale naturale. In questo caso i piccoli sono accuditi e nutriti dai genitori. Informarsi consente di evitare interventi impropri e dannosi. Quando si deve intervenire, occorre la massima prudenza e delicatezza, per ridurre lo stress che in ogni caso l’animale sperimenta nel contatto con l’uomo.

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