CULTURA

Almese: "Archeologia e Musica" sabato 8 agosto alla villa romana

Al sito di Grange di Rivera sarà riproposto l'evento con Gabriella Perugini, Annagrazia D'Antico e Elisabetta Coraini

04 Agosto 2020 - 11:28

Almese: "Archeologia e Musica" sabato 8 agosto alla villa romana

Dopo un lungo periodo di chiusura a causa dell’emergenza Covid-19, domenica 2 agosto la villa romana di Almese ha riaperto ai visitatori con un calendario fitto di appuntamenti che proseguirà fino alla fine di ottobre. Tra questi spicca “Archeologia e Musica”, l’evento pensato dal Comune di Almese in collaborazione con l’associazione ArcA che si terrà sabato 8 nei pressi del sito archeologico di Grange di Rivera. La giornata prevede due turni straordinari di visita a cura dell’archeologo Gabriele Gatti, che condurrà i visitatori alla conoscenza della storia, della cultura e delle funzioni del sito nel contesto della romanità in valle di Susa (primo turno ore 16, secondo turno ore 17,15). Dalle 18,30, invece, la villa sarà cornice dell’evento “Donne di fiori nel barocco piemontese” che vedrà protagonista Gabriella Perugini, musicista specializzata nel liuto e in altri strumenti a pizzico dell’epoca barocca, che per l’occasione sarà accompagnata dalle arti delle colleghe Annagrazia D’Antico (danza) e Elisabetta Coraini (voce narrante).

«Dopo il successo e la partecipazione all’Arboreto didattico di Pian dei Listelli, abbiamo pensato di fare il bis proponendo una nuova data del concerto di liuto di Gabriella Perugini - spiega l’assessora alla cultura Sara Gamba - Come per l’appuntamento di luglio, anche questa volta la location che abbiamo scelto, grazie anche alla collaborazione con l’associazione ArcA che gestisce le visite alla villa romana, è davvero suggestiva. Invito tutti a partecipare per trascorrere una sera d’estate diversa dalle solite, immersi tra passato e presente, archeologia e musica». «La riapertura al pubblico della villa romana di Almese significa tanto per noi, poiché non solo consente a cittadini e turisti di scoprire storia e curiosità del sito archeologico presente sul nostro territorio, ma anche perché è un primo segnale che ci permette piano piano di tornare ad avere pieno accesso alla cultura - aggiunge la sindaca Ombretta Bertolo - La giornata culminerà in un emozionante concerto di liuto con spettacolo di danza e accompagnamento narrato, che abbiamo deciso di organizzare visto il grande successo che questo genere di evento ha riscosso a luglio nel bosco di Almese».

I resti della villa romana, la cui costruzione risale probabilmente al I secolo d.C., si trovano in località Grange di Rivera. La realizzazione della villa si colloca in una fase molto precoce della romanizzazione, ai margini della strada delle Gallie che è all’origine della deduzione della colonia di Augusta Taurinorum, nell’immediata prossimità della "statio ad fines" di Drubiaglio ad Avigliana, luogo di riscossione della Quadragesima Galliarum. La villa almesina è il più grande edificio extraurbano di epoca romana dell’Italia settentrionale. I romani chiamavano “villa” qualsiasi residenza al di fuori delle città. Vi erano ville destinate prevalentemente agli usi agricoli (“ville rustiche”) e ville adibite a residenza (“ville urbane”).

La villa di Grange di Rivera rientra in quest’ultima categoria, in quanto le sue caratteristiche ne fanno una residenza di lusso, destinata a un proprietario con notevoli disponibilità economiche e ampi possedimenti nei dintorni. La vicinanza con la "statio ad fines" fa ipotizzare che fosse coinvolta nell’appalto statale per la riscossione della tassa di transito. Il sito si sviluppava su un complesso di circa 5mila metri quadri, articolato su più livelli: la villa era costruita su un basamento di circa 37×49 metri e si articolava su due piani. Essa è stata scoperta nel 1979 e nel 1980: divenuta patrimonio dello Stato, sono iniziati gli scavi a cura della Soprintendenza ai beni archeologici del Piemonte in collaborazione, fino alla metà degli anni ’90, con il Dipartimento di scienze antropologiche, archeologiche e storico-territoriali dell’Università di Torino. Le 13 campagne di scavo sono proseguite per diversi anni, l’ultima risale al 2007. Nel 2012 sono stati effettuati interventi di restauro su alcuni intonaci e parte delle murature.

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