TERRITORIO

Vigili del fuoco volontari: fondi dalla Regione, «ma il governo vuole chiuderli»

Contributi anche per Avigliana, Bussoleno e Chiomonte, il ministero dell'interno ipotizza lo stop entro il 2021 per quelli minori

04 Agosto 2020 - 11:48

Vigili del fuoco volontari: fondi dalla Regione, «ma il governo vuole chiuderli»

Ci sono anche i distaccamenti dei vigili del fuoco volontari di Avigliana, Bussoleno e Chiomonte tra i beneficiari dei contributi concessi attraverso un apposito bando dalla Regione Piemonte, che ha ripreso l'erogazione a favore dei comuni sede di distaccamento. In questa tranche da circa 200mila euro sono compresi anche Carmagnola, Carignano, San Maurizio Canavese e Volpiano nel Torinese, Santo Stefano Belbo e l'Unione Barge Bagnolo nel Cuneese, Trino nel Vercellese.

I comuni riceveranno contributi regionali dai 10mila a 20mila euro per finanziare attività di potenziamento della logistica, acquisti e manutenzione straordinaria dei mezzi e delle sedi di proprietà pubblica, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di mezzi e sedi. «Fortemente convinti dell’importanza di dare un supporto economico ad attività di volontariato ad alto valore per il territorio - sottolineano l’assessore regionale alla protezione civile Marco Gabusi e il consigliere regionale Paolo Ruzzola - abbiamo voluto proseguire nell’erogazione dei contributi ai distaccamenti attraverso gli enti locali, finanziando così 10 progetti di altrettanti distaccamenti. Man mano che si sbloccheranno ulteriori fondi procederemo con gli altri enti inclusi nella graduatoria dei beneficiari».

Eppure sulla vita di alcuni distaccamenti minori incombe una minaccia di chiusura, che la Regione Piemonte si dice pronta a contrastare: «Mentre la Regione - accusa Gabusi - riconosce il giusto valore dell'attività dei volontari, il governo sta ipotizzando di chiudere i distaccamenti invocando una razionalizzazione che di fatto produrrebbe un'economia decisamente trascurabile, soprattutto se paragonata al depauperamento che si verificherebbe in alcuni territori». Il ministero dell’interno ha infatti diffuso nei giorni scorsi l’elenco dei distaccamenti ritenuti "attivi" e "non attivi", ipotizzando di chiudere questi ultimi entro il 31 dicembre 2021. Nella lista compaiono 76 centri piemontesi "attivi" e 13 "non attivi", alcuni dei quali ritenuti però idonei a ricevere i contributi regionali.

«Siamo al paradosso - evidenziano Gabusi e Ruzzola - Noi finanziamo e Roma vuole chiudere. Molti dei distaccamenti ritenuti "non attivi" hanno avuto in realtà un’attività modesta negli ultimi anni, poiché fortunatamente non vi sono stati interventi di grande portata o di ampia frequenza, ma riteniamo che siano fondamentali per la sicurezza del territorio di riferimento, in particolare per la loro ubicazione, in molti casi in zone di montagna. Non possiamo assolutamente pensare di rinunciarvi. Vogliamo perciò richiamare l’attenzione della ministra Lamorgese a riconsiderare questa eventualità e a tornare sui propri passi in ragione della necessità di tutelare, proteggere e soccorrere persone e territori. I nostri parlamentari sono pronti a dare battaglia a Roma per mantenere aperti i distaccamenti, mentre la Regione intende proseguire nel suo sostegno economico».

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