LETTERA

«Il Tav nuoce alla salute», appello del movimento ai medici valsusini

I comitati chiedono ai sanitari di prendere di nuovo posizione, come nel 2005

16 Novembre 2020 - 22:54

«Il Tav nuoce alla salute», appello del movimento ai medici valsusini

di CLAUDIO ROVERE

Quindici anni fa una nutrita schiera di medici valsusini, di base ma anche ospedalieri, aveva firmato un documento in cui lamentava le molte incognite per la salute dei loro pazienti e dei cittadini in genere che avrebbe gravato negli anni a venire con l’apertura dei cantieri Tav. Ora, cogliendo l’occasione del risveglio delle coscienze in materia sanitaria indotto dalla pandemia, il Comitato No Tav Susa Mompantero, a nome di tutto il movimento No Tav, ha inviato una lettera a tutti i medici valsusini affinchè rinnovino in maniera formale queste loro perplessità sulla grande opera. «Considerando il grave momento che stiamo vivendo e l’enorme sacrificio che la crisi sanitaria sta richiedendo alla vostra categoria, siamo stati titubanti nel procedere ora nell’iniziativa presentata nella lettera allegata. Siamo però convinti che il Covid 19 non deve farci dimenticare gli altri gravi problemi che affliggono la nostra società e, nella fatispecie, la comunità valsusina - vi si legge - Coloro che, inconsciamente o colpevolmente consapevoli, attentano alla nostra salute non si stanno fermando, ma al contrario, approfittando del momento, stanno accelerando le procedure per aprire i cantieri. Per questo motivo non vogliamo abbassare la guardia e ci permettiamo di rubare qualche minuto del vostro prezioso tempo, chiedendovi di leggere la lettera e, se lo ritenete opportuno, di risponderci».

Poi, rivolgendosi direttamente al medico. «In premessa le vogliamo dire che coloro che le scrivono, non sono medici, bensì un gruppo di persone che da anni ha fatto della tutela dell’ambiente e della salute una ragione di vita. L’emergenza Covid 19 sta mettendo in luce, in modo drammatico, tutte le carenze del settore sanitario nel nostro Paese. I problemi sono sotto gli occhi di tutti e derivano da tutta una serie di fattori: dalla cattiva gestione delle risorse, dagli sprechi, dalla carenza di personale medico ed infermieristico, ma, alla base di tutto ciò, i tagli fatti sulla sanità nel corso degli anni. e, da profani, abbiamo l’impressione che la prima fase abbia insegnato ben poco e che i problemi siamo gli stessi di sei mesi fa. Parlando del virus si è da più parti ipotizzata una correlazione stretta con l’ambiente all’interno del quale l’essere umano vive, ipotizzando che la virulenza dello stesso trova un complice ideale in apparati respiratori minati da polveri sottili, smog, ecc.».

Nelle scorse settimane il comitato segusino ha lanciato l’allarme sull’ipotesi che lo smarino derivante dallo scavo del tunnel di base della Torino-Lione, potesse essere stoccato nell’area autoportuale di Susa. «Se tale ipotesi dovesse verificarsi migliaia di persone, abitanti principalmente a Susa e Bussoleno, si vedrebbero costrette a respirare per anni polveri di dubbia composizione, ma, in ogni caso molto dannose alla salute. Non a caso, nei documenti accompagnatori del progetto, si ipotizza, da parte dei proponenti stessi dell’opera, il rischio di un aumento di circa il 10 per cento delle malattie dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio. Nel 2005 molti vostri colleghi, o ex colleghi ora in pensione, avevano denunciato questi rischi in un documento reso pubblico ed inviato ai Parlamenti italiano ed europeo. E a distanza di 15 anni questo documento è di un’attualità innegabile. Questi argomenti ci fanno ritenere molto importante una nuova presa di conoscenza da parte di chi ogni giorno si occupa, per professione, della salute pubblica, ed è per questo motivo che avremmo avuto il piacere di invitarvi ad un incontro fra medici, con la presenza dei tecnici dell’Unione montana, al fine di illustrare nel dettaglio che cosa potrà succedere in valle nei prossimi anni, con l’apertura dei cantieri del Tav e dibattere l’argomento. Purtroppo la nuova emergenza, ci impedisce di programmare in tempi brevi tale incontro, vuoi per il divieto di tenere assemblee pubbliche, ma soprattutto per il rispetto che portiamo per la vostra professione che in questo periodo vi richiede un impegno ben superiore alla normalità. Abbiamo però deciso di inviarvi ugualmente questa missiva, che era già pronta con la convocazione dell’assemblea, al fine di stimolare il vostro interesse . Riteniamo in tal modo che il dialogo possa iniziare da subito, in modo tale che, quando avverrà, l’incontro possa dare da subito dei buoni frutti». 

Su Luna Nuova di martedì 17 novembre 2020

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