POLIZIA MUNICIPALE

Polemiche a Susa dopo la rimozione del comandante dei vigili urbani Ennio Caffo

Il suo vice Lino Chiolero: «Una scelta che non condivido». Accuse anche dall'ex sindaco Sandro Plano

05 Gennaio 2021 - 13:17

Polemiche a Susa dopo la rimozione del comandante dei vigili urbani Ennio Caffo

Ennio Caffo non sarà più il comandante della polizia locale segusina. La decisione dell'amministrazione comunale prelude all'assunzione dell'incarico da parte di un nuovo arrivato, che come si mormora nei corridoi del palazzo segusino potrebbe provenire dalla val Sangone. Una notizia che ha suscitato molto scalpore in città, dove Ennio Caffo, venausino, è in servizio quasi ininterrottamente da oltre 30 anni, metà dei quali, dal 2003, in veste di comandante dei vigili urbani. «È in corso una riorganizzazione degli uffici comunali fortemente voluta dall’amministrazione - si limita a dire l'interessato - per quanto mi riguarda mi spiace che sia stata ufficializzata attraverso al pubblicazione su un testata online. Per ragioni di correttezza professionale non ritengo di dover rilasciare dichiarazioni in merito. Tuttavia sono lusingato dalle numerose attestazioni di stima e solidarietà che mi son giunte da cittadini, amici, colleghi e autorità. A tutti rivolgo un sentito ringraziamento per la fattiva collaborazione e l’affetto dimostratomi nel corso degli anni. Infine colgo l’occasione per augurare un sereno 2021 a tutti».

Tra gli attestati di stima verso Ennio Caffo quello più sentito è forse quello del suo vice comandante, Lino Chiolero, collega da una vita. «Mi sento in dovere, come suo stretto collaboratore per oltre un ventennio, di esprimere un mio pensiero - chiarisce - Come premessa mi sento di doverlo ringraziare pubblicamente per la collaborazione che abbiamo avuto fino ad oggi e mi scuso con lui per gli inevitabili momenti di contrasto o di incomprensione che vi possono essere stati. Sotto il profilo umano sono dispiaciuto della scelta fatta dall’amministrazione di non rinnovare l’incarico a Ennio perché la collaborazione avuta in questi anni mi ha dato moltissime soddisfazioni, facendomi imparare molte cose. Mi dispiace dover interrompere un clima lavorativo fondato sul rispetto professionale e sul senso di appartenenza all'istituzione, merito di questo va anche a tutti i colleghi d’ufficio per aver collaborato in questo percorso».

«Personalmente non sono d'accordo con l’amministrazione e con l'idea che si possa associare un funzionario pubblico a una parte politica in una realtà come la nostra - attacca Chiolero - Mi sembra assurdo applicare il cosiddetto “Spoil system” che, a parere mio, non è una pratica utile al buon funzionamento delle istituzioni pubbliche. La difficoltà di stare nel rigido schema del “partito preso” mi ha sempre lasciato perplesso e ho sempre mal digerito l’appartenenza a qualche bandiera politica, malgrado sia da alcuni decenni amministratore pubblico in un piccolo comune, dove forse è minore l’influenza dei partiti. Personalmente ho sempre cercato di agire nell'interesse dell'ente dove lavoro, a prescindere da chi lo governi in un certo momento e sono sicuro sia stato così anche per Ennio. Quando ho iniziato a lavorare (ormai sono trascorsi 40 anni) si diceva che fare un lavoro pubblico è “un'occasione unica per servire il Paese” e si giurava fedeltà allo Stato italiano. Che dire, spero che la collaborazione con un nuovo responsabile mi accresca dal punto di vista professionale, mi dia nuovi stimoli, sappia creare un ambiente sereno dove si possa continuare ad operare nell’interesse della comunità».

Tra chi si schiera dalla parte di Ennio Caffo anche la minoranza consigliare, che per voce del capogruppo Sandro Plano censura quella che l'amministrazione ha definito “Una decisione molto sofferta che rientra nel processo di riorganizzazione dell’ente”. «Processo che nel giro di un anno ha anche coinvolto il segretario e la responsabile della ragioneria. Tre figure apicali. La legge lo consente, sta nei poteri dell’amministrazione sostituire il segretario, dare o togliere il ruolo di posizione organizzativa a un dipendente, anche senza inadempienze di sorta. Come sindaco ho lavorato anni con queste persone e posso garantire con certezza che hanno sempre svolto il loro ruolo con assoluta onestà, impegno e competenza. Non ho un carattere facile e non sono molto diplomatico, quindi ho anche avuto con loro scontri anche molto duri per insofferenza ai lacci burocratici, ma riconosco che al 90% avevano ragione loro. Caffo è un uomo competente, conosce ogni angolo e ogni persona della Città, è di buon senso e, dote rara, sa riconoscere i suoi limiti e le sue possibilità».

«Queste scelte nel nome e nel mito dell’efficienza e della riorganizzazione sembrano rientrare in una filosofia di spoil system, alla Donald Trump, piuttosto che nella valorizzazione delle risorse umane della pianta organica - aggiunge l'ex sindaco - Potrei anche capire queste scelte se venissero da luminari sulla gestione aziendale di Harvard, Oxford, della Bocconi, da top manager della Fiat o della Toyota, ma, nel nostro caso, le persone che giudicano e rimuovono, lavorano tutte per la pubblica amministrazione. Dovrebbero quindi conoscere il limiti che la burocrazia esistente pone ai funzionari e ai politici nel gestire la “macchina” pubblica. Susa è bella e importante, ma non è New York. Susa ha affrontato tutti i problemi e le calamità di questi ultimi anni con queste persone e ne è sempre uscita benissimo, senza scandali, senza danni e senza professori che insegnino ai gatti ad arrampicare. La tanto sbandierata ottimizzazione delle risorse deve anche tener conto del fatto che si ha a che fare con persone e non con numeri di matricola. I rapporti di lavoro, nel pubblico come nel privato, non dovrebbero mai far dimenticare il lato umano e il senso della misura. Con questa “dolorosa” rimozione, a fine anno, di un funzionario non lontano dalla pensione, in un momento di tensione per la questione Covid, il sindaco inopportunamente usa le maniere forti. Mi permetto di criticare duramente questa decisione e di esprimere tutta la solidarietà e la stima al mio ex collaboratore e sempre amico Ennio. Grazie anche a Marietta e Maddalena».

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