POLITICA

Napoli e Ruffino lasciano Forza Italia ed entrano in "Cambiamo!"

I due deputati giavenesi aderiscono al nuovo soggetto politico del centrodestra moderato guidato da Giovanni Toti

16 Febbraio 2021 - 18:31

Napoli e Ruffino lasciano Forza Italia ed entrano in "Cambiamo!"

La deputata Daniela Ruffino (ex sindaca di Giaveno, eletta per la prima volta a Montecitorio nel 2018 nel collegio uninominale che aggregava valle di Susa, val Sangone e Pinerolese) e l'onorevole Osvaldo Napoli (ex sindaco di Giaveno e Valgioie, fondatore di Forza Italia, alla quarta esperienza in parlamento dove è stato eletto l'ultima volta nel 2018 nel collegio plurinominale di Alessandria, Asti e Cuneo) lasciano il partito di Silvio Berlusconi per traslocare in "Cambiamo!", il nuovo soggetto politico del centrodestra moderato guidato dal governatore della Liguria Giovanni Toti.

«Accetto la sfida lanciata con coraggio dall'amico Giovanni Toti - sottolinea la Ruffino in una nota - ed aderisco ad un movimento fatto di poco apparato, ma ricco di idee e di valori giusti per affrontare i tornanti impegnativi di una stagione politica complicata, ma con un orizzonte reso meno precario dalla nascita del governo Draghi. Il nuovo esecutivo sta modificando alla velocità della luce i paradigmi della politica. A tutti noi è richiesto oggi un nuovo passo, senza più le liturgie e i riti visti in questi anni. L’esaltazione del merito come criterio di selezione non solo del ceto politico ma in generale nelle diverse circostanze della vita si è rivelata una promessa tradita. Perché a dominare sono gli apparati, e alla lealtà si preferisce la fedeltà».

Continua la Ruffino: «Proseguo l’attività nel mio Piemonte e come parlamentare, con entusiasmo sul mio territorio, vera fonte di ogni legittimazione politica. Gli  elettori che in questi anni mi hanno gratificata con i loro consensi, sanno che proseguirà il mio impegno a difesa degli interessi delle  comunità. Il bello della lotta politica è tutto qui: confrontarsi con le persone, conoscerne i problemi e le ansie, insieme cercare le risposte. È quello che Giovanni Toti fa da oltre sei anni nella sua magnifica terra. Insieme a lui è quello che mi accingo a fare per le  comunità, soprattutto quelle montane, per quei piccoli Comuni che nella geografia della politica spesso neppure appaiono. Ma non sono figli di un’Italia minore. Continuerò a battermi per riconoscere a loro il diritto  di parola e alla politica il dovere dell’ascolto».

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