LAVORO

Villardora, assumere ai tempi della crisi Covid: l’Arcade ci prova

«Nuovi servizi: da 5 dipendenti passeremo a 12 per essere un’azienda»

17 Maggio 2021 - 23:26

Villardora, assumere ai tempi della crisi Covid: l’Arcade ci prova

di STEFANO TONIOLO

Ai tempi della pandemia, c’è anche chi assume in valle di Susa. Strano, ma vero, considerando gli strascichi economici dell’emergenza Covid. Se poi si parla di ristorazione, subito si pensa alle chiusure e, talvolta, alle proteste. Sarà un caso unico, forse, ma la pizzeria “Arcade” ha deciso di investire e assumere personale: «Stiamo assumendo, perché stiamo attivando nuovi servizi e abbiamo bisogno di nuove persone - spiega Riccardo Ridolfo, titolare del locale insieme al fratello Davide - Siamo coperti in tutte le posizioni, a parte quella di cuoco e aiuto cuoco». Sui nuovi progetti, sempre all’interno del locale di piazza della Resistenza, è ancora tutto “top secret”, ma tra una ventina di giorni dovrebbe essere tutto svelato.

Adesso il ristorante conta cinque dipendenti, ma quando il progetto andrà definitivamente in porto arriveranno a 12. Più che raddoppiati. «Abbiamo deciso di fare questo progetto, perché l’alternativa è morire professionalmente. L’obiettivo è arrivare a essere un’azienda, con me e mio fratello che non siamo più parte operativa, ma ci occupiamo di logistica, marketing e amministrazione - continua - Quando arrivi alle 16 e vai via alle 4 non hai il tempo e la forza per farlo. Perciò per fare questo dobbiamo incassare di più e quindi investire. Ciò che faremo sarà nuovo in valle, anche se non sarà tipo “sono arrivati i marziani”. Ma in valle non ci sono ristoranti gestiti come aziende». Fin qui Riccardo Ridolfo lavora in sala, occupandosi più dell’assistenza ai clienti: il più delle volte sta alla cassa, ma all’occorrenza si occupa anche dei tavoli. Il fratello invece sta dietro le quinte e si occupa di gestire la pizzeria e il forno.

Però, come per la maggior parte dei ristoranti e bar, la crisi causata dalla pandemia ha colpito anche l’Arcade, che ha dovuto destreggiarsi tra asporto e aperture a singhiozzo. «Noi siamo un ristorante e abbiamo patito. Da novembre abbiamo deciso di aprire l’asporto e siamo riusciti a reggere il colpo - racconta Riccardo Ridolfo - Abbiamo messo in cassa integrazione i dipendenti, ma abbiamo dato la possibilità di lavorare comunque a turno». E con la riapertura? «Durante tutte le sere da venerdì abbiamo una media di 10-15 persone a sera e nel week-end circa una quarantina. Abbiamo un gazebo che si riempie molto facilmente, considerando il distanziamento - conclude - Non è calato l’asporto, ma il domicilio. Comunque non ci lamentiamo, anche se avrei preferito occuparmi di altro, piuttosto che di un lockdown».

su Luna Nuova di martedì 18 maggio 2021

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