Rifugio Massi: il campanello che suona, una luce sempre accesa
DALLA FRONTIERA
SANITÀ
03 Aprile 2020 - 00:05
di STEFANO TONIOLO
Prosegue l’emergenza sanitaria e l’ospedale San Luigi fa il punto della situazione. In primis continua la riorganizzazione aziendale per ottemperare alle richieste dell’unità di crisi regionale. Lo scenario relativo alla distribuzione dei posti letto Covid positivi al momento è di 19 posti letto in terapia intensiva e sono in corso di attivazione ulteriori cinque posti letto in sala operatoria. 32 i posti letto in terapia semintensiva (sottoposti a ventilazione Cpap non invasiva e monitoraggio) e 27 posti letto in area pneumologica. L’ospedale ha poi destinato 62 posti letto di media intensità presso reparti Covid. Novità anche per i tamponi. Da mercoledì è stata resa possibile, presso il laboratorio analisi dell’azienda, l’esecuzione dei test in biologia molecolare su tampone orofaringeo. Lo spazio con pressione negativa già dedicato all’esecuzione di altri esami specialistici, e predisposto per tutte le norme di sicurezza, è stato dedicato all’esecuzione di questi esami con un team di tecnici di laboratorio, biologi e medici, coordinati dal medico microbiologo Giuseppe De Renzi della Sc laboratorio analisi, diretta dalla dottoressa Giuseppina Viberti.
«Per ora la ditta fornitrice ci può garantire il materiale per 700 esami a settimana che potranno aumentare appena altri reagenti saranno disponibili - fa sapere l’ospedale - I referti saranno visibili a tutti i richiedenti autorizzati (strutture di degenza, pronto soccorso, medico competente) con gli applicativi informatici aziendali e sulla piattaforma regionale dopo la refertazione e l’inserimento dei dati». Le procedure seguono le direttive dell’unità di crisi regionale e prevedono che il medico competente debba procedere prioritariamente ad eseguire il tampone sugli operatori sanitari e tecnici (ad esempio Oss) che manifestino sintomi riferibili clinicamente a Covid-19. Saranno altresì sottoposti ad esame i contatti stretti di caso positivo (secondo la definizione dell’Iss), indicati dopo un’indagine del medico competente. Sul fronte mascherine e Dpi (dispositivi di protezione individuale) si è espresso direttamente l’ospedale, riguardo alla proposta di utilizzare le mascherine di Decathlon. «Ricordiamo in premessa che l’impiego dei dispositivi medici all’interno di una struttura ospedaliera deve rispettare precisi requisiti tecnici per cui il dispositivo deve essere preventivamente approvato dal Ministero della salute per uso medico - fa sapere ancora l’ospedale - Pertanto, pur valutando il progetto come estremamente interessante, le mascherine per snorkeling non possono essere considerate un dispositivo medico in quanto non autorizzate all’impiego per tale scopo. Questo a tutela della sicurezza del paziente e dei professionisti».
Le donazioni invece si sono aperte l’11 marzo e in poco più di 20 giorni c’è stato un vero e proprio “boom” di oltre 305mila euro. Donazione d’eccellenza per la società Fonti di Vinadio (acqua Sant’Anna), che ha donato 200mila euro, che saranno destinati all’acquisto di letti per rianimazione e ulteriori piccole apparecchiature. La fondazione Specchio dei Tempi da parte sua ha donato un sistema ecografico completo di accessori di funzionamento e due elettrocardiografi completi di accessori di funzionamento. Dai Lions di Orbassano è arrivata donazione di dieci apparecchi Cpap, mentre da Società Tecnoservice la donazione di quattro umidificatori per ventilatori polmonari a controllo automatico e un ventilatore polmonare a controllo manuale. Continuano anche le campagne di alcune associazioni di volontariato. «Il tutto sarà in seguito riepilogato dettagliatamente e saranno espressi le formali riconoscenze - commentano dall’ospedale - Al momento la direzione e gli operatori tutti esprimono un sincero ringraziamento per la vicinanza e la solidarietà trasmessa».
Nel frattempo si lavora per incrociare tutte le esigenze. Diversi operatori telefonici infatti hanno concesso in comodato d’uso tablet e smartphone, con relative sim, in favore dei degenti ricoverati in reparti Covid-19 positivi, che, non potendo ricevere visite, possono rimanere in contatto con i familiari. Adesso sono arrivati anche nuovi assunti nell’ambito del piano di reclutamento straordinario per l’emergenza. Persone assunte a tempo determinato, con incarichi autonomi o interinali, anche di collaborazione coordinata e continuativa, che hanno già preso servizio o lo prenderanno nei prossimi giorni. Si tratta di due rianimatori specialisti, dieci rianimatori specializzandi, due pneumologi specializzandi, un cardiologo specializzando, un pneumologo-cardiologo in quiescenza, cinque internisti specializzandi, un otorinolaringoiatra specializzando, tre oncologi specializzandi, un oncologo specialista, 15 Oss, 35 infermieri, tre tecnici di laboratorio e un tecnico di radiologia.
su Luna Nuova di venerdì 3 aprile 2020
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