Rifugio Massi: il campanello che suona, una luce sempre accesa
DALLA FRONTIERA
EMERGENZA SANITARIA
14 Giugno 2021 - 23:09
di STEFANO TONIOLO
«Tutto è iniziato il 7 marzo, quando quella sera l’ambulanza ha portato via Salvatore. In quel momento il sentimento che prevale di più è la paura, la paura di non sapere cosa succederà e se la persona a te cara tornerà a casa viva». Inizia così il racconto di Maria Luisa Tassone, che ha visto il proprio marito ammalarsi gravemente di Covid-19.
Salvatore Cirlincione ha 30 anni ed è un ex militare che ora lavora per la Telecontrol, nessun problema di salute, almeno finché non è arrivata la Covid-19, che lo ha costretto a un lungo periodo di degenza in ospedale. Ora sta meglio: è sopravvissuto e sta facendo riabilitazione. Per questo Maria Luisa Tassone ha deciso di raccontare la storia: «Il 10 marzo i dottori mi avevano comunicato che Salvatore era stato intubato e la polmonite da Covid era talmente estesa che l’ unica cosa che si poteva fare era pregare e aspettare», racconta. Da quel momento trascorrono 45 giorni, lunghi e a tratti interminabili: «Siamo entrati dentro a un inferno terreno dove io non riuscivo a vedere una fine, i medici puntualmente mi telefonavano e mi aggiornavano delle sue condizioni di salute, che all’inizio erano stabili poi sono peggiorate e poi fortunatamente il 19 marzo le sue condizioni sono nettamente migliorate».
Ma la battaglia non è ancora finita e ci sono altri ostacoli sul cammino della guarigione, ossia le complicanze dovute al lungo periodo di intubazione. È il 7 aprile quando a Salvatore viene effettuata una tracheostomia e piano piano viene risvegliato. I farmaci da smaltire sono tanti e poco a poco prende coscienza di ciò che gli è accaduto. Poche settimane dopo, il 23 dello stesso mese, gli viene tolta la tracheostomia e viene dimesso dalla rianimazione e spostato in pneumologia. «Da qui è iniziato un periodo di degenza molto complicato: Salvatore un ragazzo di 30 anni, mio compagno da nove anni, non riusciva a camminare, non muoveva il braccio destro, aveva paura ed era terrorizzato poiché stava prendendo consapevolezza di essere un miracolato e di aver affrontato l’ inferno ed esserne uscito vivo», racconta ancora la moglie Maria Luisa.
In fisiatria inizia un percorso riabilitativo: ricomincia a camminare, a mangiare e a muoversi. Affronta tutto con forza. Dopo quasi tre mesi viene dimesso, anche se deve tornare in ospedale per la fisioterapia al braccio destro, rimasto addormentato per le diverse pronazioni, una pratica medica per cui il paziente viene messo in posizione prona per favorire l’ossigenazione. Tra le sedute di riabilitazioni ci sono anche quelle di logopedia, poiché l’uso prolungato del tubo ha recato dei problemi alle corde vocali. Quindi è sottoposto a esercizi di respirazione per rafforzare la muscolatura polmonare.
«Ho voluto provare a raccontare la nostra storia non per fare la morale, ma per dire in primo luogo grazie a tutti i membri dello staff della rianimazione del S.Luigi di Orbassano, che per 45 giorni sono stati una famiglia, un faro nella notte, con la loro professionalità e determinazione a non mollare e salvare la vita di un ragazzo di soli 30 anni. Ci hanno messo anima e corpo, la qualità che gli ha resi speciali è stata la loro umanità: mi sono stati vicini in ogni momento, anche quando la mia ansia e paura erano talmente elevate da telefonare quattro o cinque volte al giorno - prosegue - Allo stesso modo voglio ringraziare i reparti di pneumologia Covid e fisiatria, che hanno seguito Salvatore come fosse un loro figlio amico o fratello. Vi meritate tutto il mio riconoscimento quello della famiglia Cirlincione e Tassone ma soprattutto io e Salvatore vi ringraziamo per averci dato a soli 30 anni una seconda possibilità di stare insieme e costruire la nostra vita sarete sempre i nostri angeli grazie». Tra i ringraziamenti di Maria Luisa Tassone ce n’è anche uno particolare per l’amministrazione comunale di Giaveno, dove lavora come vigilessa, che le ha permesso di seguire il marito durante il periodo di degenza post ospedaliera.
Su Luna Nuova di martedì 15 giugno 2021
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