TORINO-LIONE

La Corte dei Conti europea "stronca" il Tav

Cantieri in forte ritardo, costi +23% dal 2020, +127% dagli inizi. Poggio: «Ma l’aumento è sottostimato». Banchieri: «Fermiamoci». La replica di Telt: «Opera molto complessa, comparare tempi e costi attuali con gli anni ‘90 non riflette la realtà»

23 Gennaio 2026 - 00:15

La Corte dei Conti europea "stronca" il Tav

Cantieri in fortissimo ritardo rispetto ai tempi previsti e costi enormemente lievitati nel tempo. In pratica, quello che il movimento No Tav e i tecnici dell’Unione montana sostengono da tempo immemore. Solo che a certificarlo nero su bianco non sono i “duri e puri” oppositori della Torino-Lione ma nuovamente la Corte dei Conti europea, come emerge dalla relazione sull’avanzamento dei lavori di quelle che sono catalogate come “infrastrutture faro nel settore dei trasporti” (Ift): il documento, diffuso lunedì 19 gennaio, non è nient’altro che un aggiornamento della relazione pubblicata nel 2020 sugli otto grandi progetti infrastrutturali dell’Unione europea che la Corte dei Conti monitora esprimendo le proprie valutazioni su come stanno evolvendo tempi e costi di realizzazione e sulle previsione di conclusione delle opere. E il risultato è impietoso: tutte in ritardo, tutte con...

su Luna Nuova di venerdì 23 gennaio 2026

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