Sperando che il mondo inciampi sempre nel ricordo dei giusti
MEMORIA E VITA
MEMORIA E VITA
23 Gennaio 2026 - 00:14
Il 27 gennaio 1945 è la data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz da parte dei russi, quando l’ora della libertà si scontrò con l’ora della vergogna e della barbarie. Primo Levi, nelle pagine iniziali de “La tregua”, ricordando il momento in cui per la prima volta qualcuno di non ostile giunse al campo, scrisse: “Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo. Quando giunsero ai reticolati, sostarono a guardare, scambiandosi parole brevi e timide, e volgendo sguardi legati da uno strano imbarazzo sui cadaveri scomposti, sulle baracche sconquassate, e su noi pochi vivi”. Quattro uomini armati che apparvero però “messaggeri di pace”. “Non salutavano - scrisse Primo Levi - non sorridevano; apparivano oppressi, oltre che da pietà, da un confuso ritegno, che sigillava...
su Luna Nuova di venerdì 23 gennaio 2026
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