POLITICA

Terremoto a Rubiana: cade la giunta Cogerino, il Comune sarà commissariato

Sei consiglieri dimissionari: non ci sono più i numeri per proseguire il mandato, ma le elezioni anticipate si svolgeranno solo nel 2027

24 Marzo 2026 - 20:25

Terremoto a Rubiana: cade la giunta Cogerino, il Comune sarà commissariato

Terremoto politico a Rubiana: sei consiglieri comunali rassegnano le dimissioni, il Comune sarà commissariato e andrà ad elezioni anticipate. A meno di due anni dal suo insediamento, infatti, la giunta guidata dalla sindaca Rossella Cogerino non ha più i numeri per poter proseguire il proprio mandato, ma i tempi tecnici per agganciarsi all'ormai imminente tornata elettorale del 24-25 maggio non ci sono: si voterà quindi nel 2027, con un anno intero di commissariamento in vista.

L'indiscrezione era già filtrata in tarda mattinata, ma dai consiglieri dimissionari non erano arrivate conferme ufficiali, facendo trapelare al contrario una situazione teoricamente ancora in divenire. A renderla ufficiale la notizia, poco prima delle 20, ci ha pensato così l'amministrazione comunale con una nota stampa firmata dalla prima cittadina, dalla vicesindaca Paola Matterazzo, dall'assessore Luca Roggero e dai consiglieri di maggioranza Emanuele Franchino e Fabio Brengetto, gli unici rimasti formalmente in carica a fronte delle dimissioni depositate agli atti dai consiglieri di maggioranza Luca Fabbroni (ex vicesindaco, a cui un mese fa la sindaca aveva revocato le deleghe), Denise Franchino e Stefano Barbero e dai consiglieri di minoranza Alberto Capellaro, Maria Cecilia Bo e Carlo Rizzo. Va da sè che, a fronte di un consiglio comunale composto da 11 membri, con sei dimissionari non esiste più una maggioranza numerica che possa essere formalmente in grado di convocare il consiglio comunale anche solo per procedere con le surroghe.

Fin qui i tecnicismi. Politicamente è chiaro come il patto tra i dissidenti della maggioranza e il gruppo di minoranza abbia innescato la caduta della giunta. «Sentiamo il dovere di rivolgerci direttamente a voi per fare chiarezza sugli ultimi avvenimenti che hanno interessato la nostra amministrazione - affermano la sindaca Cogerino, la vicesindaca Matterazzo, l'assessore Roggero e i consiglieri Franchino e Brengetto rivolgendosi ai cittadini di Rubiana - Questa mattina verso le 9,30 i signori consiglieri Fabbroni Luca, Franchino Denise, Barbero Stefano, insieme ai tre consiglieri di minoranza Capellaro Alberto, Bo Maria Cecilia, Rizzo Carlo, hanno rassegnato le dimissioni dalle rispettive cariche. Ai sensi dell’articolo 141 del Testo unico enti locali, consiglio, giunta e sindaco decadono ed il paese verrà quindi commissariato. Apprendiamo con rammarico la fine del nostro impegno in amministrazione. In un piccolo comune come il nostro, la politica non è fatta di gloria personale. La politica è, e deve restare, una missione di umiltà e dedizione, un servizio costante che richiede sacrifici personali e tempo sottratto ai propri affetti per il bene della collettività. Significa avere senso del limite, dell’equilibrio, e della responsabilità».

Proseguono i membri della maggioranza: «Purtroppo, dobbiamo constatare con profonda amarezza l’immaturità politica di chi ha scelto di abbandonare questo progetto. Chi pensa di poter cambiare la realtà dalla sera alla mattina "ribaltando i tavoli" dimostra di non conoscere la fatica del costruire, che è fatta di piccoli passi, pazienza e, soprattutto, della capacità di restare uniti. C’è inoltre un confine che non dovrebbe mai essere valicato: quello della responsabilità morale. Ci attendiamo che i suddetti consiglieri si assumano la responsabilità del gesto di questa mattina. Lasciare il gruppo che si era presentato proprio come squadra nel momento del massimo bisogno, proprio ora che stavamo uscendo dalle urgenze territoriali che hanno ferito il nostro territorio, è un atto che giudichiamo eticamente riprovevole. Farlo quando non vi è stata alcuna mancanza amministrativa, alcun illecito o venir meno ai doveri verso la popolazione, significa voltare le spalle non a un Sindaco, ma a ogni singolo cittadino che in questo momento cerca risposte e sicurezza».

Quindi concludono: «Siamo certi che la serietà paghi più della fuga e che la nostra comunità meriti rappresentanti all'altezza delle sfide che stavamo affrontando. In un piccolo comune, la forza stava nel rapporto diretto: siamo abituati a parlarci, a confrontarci, a risolvere i problemi con disponibilità al confronto e presenza sul territorio. Ci preoccupa in questo momento il futuro di tanti progetti già finanziati e in procinto di partire (eventi programmati, bandi vinti, iniziative per i giovani…) che probabilmente non verranno mai realizzati. Vengono consegnate le chiavi del nostro paese a chi non ne conosce la storia, i volti e le urgenze, sostituendo il dialogo umano con la burocrazia senza alcun motivo oggettivo. Interrompere bruscamente questo legame proprio ora è una mancanza di rispetto verso una comunità che vive di relazioni e che merita di essere ascoltata, non semplicemente amministrata da una scrivania. Desideriamo esprimere la nostra più sentita gratitudine: ai cittadini che hanno creduto in noi, agli uffici comunali e a tutti gli enti (Provincia, Regione, Protezione Civile e tutte le associazioni) che in questi due anni si sono interfacciati con noi con professionalità e spirito di collaborazione. Grazie ancora a tutti».

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