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30 Marzo 2026 - 23:59
Visitare Sant’Ambrogio significa vedere un borgo che cresce e si sviluppa all’ombra della Sacra di San Michele. Non sappiamo con certezza se la sua nascita sia dovuta alla celebre abbazia, ma ad essa deve molti secoli della sua esistenza. Purtroppo, come spesso accade, quanto rimane è molto meno di quel che si è perso, come nel caso dell’antica chiesa parrocchiale, abbattuta negli anni ‘30. Qui emergono mura merlate, lì un paio di torri, altrove un muro a spina di pesce; uno sguardo attento può riconoscere arcate o finestre chiuse da tempo immemore. Eppure, il fascino di un passato che emerge c’è tutto, come si può apprezzare dalla mulattiera della Sacra, che sfiora il castello abbaziale. Storicamente, gli esperti ipotizzano che dopo il...
Per capire davvero Sant’Ambrogio bisogna partire da lontano. Non dall’800 della fabbrica, ma dal Medioevo, quando il paese era un borgo raccolto, protetto da mura e attraversato da uomini e merci diretti alla Sacra di San Michele. Di quell’epoca resta una presenza solida e silenziosa: la torre comunale, vero cuore medievale del paese. Risalente al XIII secolo, faceva parte delle mura difensive e della porta principale, abbattuta nel 1820 per allargare la strada verso Torino. Le feritoie e le strette finestre ad arco acuto raccontano un’architettura pensata per osservare senza farsi vedere, mentre la scala interna collegava i piani in cui, fino al 1916, aveva sede il municipio. Il vero tesoro si nasconde proprio al primo piano interno: gli affreschi medievali...
su Luna Nuova di martedì 31 marzo 2026
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