RECENSIONI
27 Novembre 2025 - 17:46
rubrica a cura di Eva Monti
«La guerra era un animale feroce che aveva sempre fame: di uomini, animali, fucili, pallottole, divise, gavette, cibo. Le grandi fabbriche di Torino furono riconvertite alla produzione bellica, e quando gli uomini partirono per il fronte, le donne presero il loro posto». La frase, che si legge a pagina 232, segna un prima e un dopo nello scorrere del tempo di cui narra Valeria Gallina nel suo libro di esordio. L’approccio con l’editoria, alla Holden di Torino, era stato più per scoprire cosa si muove dietro questo mondo che per imparare l’arte del racconto che invece è sgorgato, forte e fluente, ai tempi del distanziamento sociale a causa del Covid.
Ha così deciso di mettere nero su bianco la storia della sua famiglia matriarcale. Lungi dall’essere un romanzo femminista o di vicende di e per donne, risulta invece “corale” in quanto i caratteri degli uomini, ragazzi e bambini, sono tracciati con altrettanto vigore. Una narrazione che finisce persino per essere “epica” in quanto riesce a tratteggiare la storia della Torino che, smessi gli abiti della capitale storica d’Italia, cerca di diventare la capitale del progresso con la grande Esposizione internazionale del 1911. Un cambiamento sociale che...
su Luna Nuova di venerdì 28 novembre 2025
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